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F1 | Hadjar chiaro: "La Red Bull 2025 era difficile da guidare, ma veloce. Questa è difficile e lenta"

La RB22 è oggetto di critica da parte dei piloti di Milton Keynes, ma il team è al lavoro per farla dimagrire e recuperare prestazione anche migliorandone carico aerodinamico e bilanciamento. Waché non sarebbe in bilico come invece alcune voci stanno riportando.

Isack Hadjar, Red Bull Racing

Isack Hadjar, Red Bull Racing

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

La seconda epoca d'oro della Red Bull sembra essere ufficialmente conclusa quest'anno. E' vero, già nel 2025 a Milton Keynes non hanno rimpinguato la già fantastica bacheca che possono vantare in appena 20 anni di Formula 1, ma Max Verstappen ha sfiorato il quinto titolo della carriera, perdendolo per appena 2 punti dopo una rincorsa fantastica. 

Chiusa l'era delle monoposto a effetto suolo, la squadra austro-britannica si è trovata in difficoltà sulla monoposto di quest'anno, la RB22. Una situazione che deriva anche dall'aver sviluppato la RB21 sino alla fine, nel tentativo di vincere il titolo Piloti 2025. 

Ad ammettere tutto ciò è stato Laurent Mekies, trovatosi di fronte a una situazione difficile da prevedere. Le basse aspettative erano rivolte alla power unit Red Bull - Ford. Invece questa ha fatto molto meglio del previsto, mentre a deludere è la RB22. La mancanza di carico e un bilanciamento capace di danzare da un lato all'altro nemmeno fosse la prima ballerina della Scala di Milano, stanno rendendo la vita assai complicata al 4 volte iridato e a Isack Hadjar.

A tal proposito, il parigino - che ben si sta comportando accanto al trita compagni di squadra Verstappen - è stato colui che ha offerto il panorama più chiaro delle difficoltà che il team sta incontrando riguardo l'estrazione del potenziale della RB22.

"C'è molta differenza tra la RB21 e la macchina di quest'anno. E' completamente nuova. Credo che la monoposto dello scorso anno fosse molto veloce. Era difficile da guidare, ma veloce. La nostra macchina attuale è difficile da guidare e lenta. Dunque ci serve maggiore efficienza".

"Giro dopo giro, sessione dopo sessione, devi sempre indovinare cosa ti aspetta. Non è bello andare avanti così. Non abbiamo ancora capito in quale direzione muoverci".

"Non abbiamo carico. La questione è quella. Siamo costretti a prendere una direzione, poi subito un'altra. Il bilanciamento cambia rapidamente".

Isack Hadjar, Red Bull Racing

Isack Hadjar, Red Bull Racing

Foto di: Mark Thompson / Getty Images

La RB22 è nata in sovrappeso e sin dai test la Red Bull aveva capito che nelle prime gare avrebbe dovuto stringere i denti, soprattutto dopo aver preso coscienza delle prestazioni delle monoposto avversarie (Mercedes, ma anche la Ferrari e, non ultima, anche la McLaren).

"All'inizio, siamo partiti da Melbourne pensando di essere a un secondo dalla Mercedes e a mezzo secondo di distanza; credo che la differenza più grande a Melbourne fosse che la McLaren sembrava alla nostra portata", ha dichiarato Laurent Mekies dopo il Gran Premio del Giappone. "E in effetti Max è risalito dalla ventesima posizione fino a superare quella che era la prima McLaren, credo, guidata da Norris. Poi abbiamo visto quel distacco aumentare notevolmente in Cina. E ci avete visti iniziare a scervellarci lì riguardo al bilanciamento e alle caratteristiche della vettura". 

"E poi in Giappone, venerdì e sabato la situazione non sembrava affatto rosea. E certamente non c'è nulla di cui rallegrarsi oggi, ma in termini di distacco complessivo rispetto alla concorrenza, la situazione non sembrava troppo dissimile da quella di Melbourne, con un secondo dal migliore e mezzo secondo dalla migliore Ferrari. Ma ora la McLaren è allo stesso livello. Quindi siamo una forza lontana. Questa è la realtà. E penso che sia una combinazione di prestazioni di fondo, a Melbourne o qui. Quindi, c'è ancora del lavoro da fare. E un aspetto è che non riusciamo a ottenere abbastanza dal pacchetto e a dare qualcosa con cui Max possa spingere". 

"Non sto suggerendo che sia una questione di messa a punto. Sto solo dicendo che c'è qualcosa con cui stiamo lottando, con quella vettura, che si aggiunge alla nostra mancanza di prestazioni di base. Ora, cercare di risolvere questo tipo di questioni complesse e cercare di comprendere i limiti complessi è il nostro core business". 

"Quindi, per quanto sia difficile trovarsi alle spalle delle squadre di punta come in questo momento, è proprio a questo che serve il nostro sistema: andare a fondo di limitazioni complesse come questa e individuarle con precisione, per poi mettere a punto soluzioni in grado di mitigarle e migliorare. E anche se ora la situazione è difficile, ho piena fiducia nel fatto che questo sia esattamente ciò in cui la nostra squadra eccelle".

In questi ultimi giorni sono uscite diverse illazioni sulla posizione di Pierre Waché, direttore tecnico della Red Bull e autore della RB22 che tanto sta facendo penare Verstappen e Hadjar. Il team, però, ha piena fiducia nell'ingegnere e già a Miami le monoposto che ospitano i tori su muso e cofano motore dovrebbero dare segnali più incoraggianti dopo un primo step di dimagrimento e altri interventi aerodinamici.

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