F1 | Haas: c'è più autonomia dalla Ferrari con soluzioni originali
La squadra americana che ha in Andrea De Zordo il responsabile tecnico, mantiene il cordone ombelicale con il Cavallino, ma cerca di sviluppare concetti propri: sulla VF-25 non vedremo la nuova sospensione posteriore della Ferrari, ma c'è la spinta per contendendere all'Aston Martin l'ottavo posto nel mondiale Costruttori.
Dettaglio tecnico Haas VF-25
Foto di: AG Galli
La Haas è la squadra di F1 con meno personale: il team diretto da Ayao Komatsu ha un’organizzazione che differisce da qualsiasi altra struttura perché può godere della collaborazione della Ferrari (il reparto progettazione è nello stabile dove c’è anche il simulatore del Cavallino e l’area destinata ai pit stop indoor), della Dallara per la costruzione della scocca e di molte altre parti della vettura e anche della Toyota che si è aperta ad una partnership che potrebbe allargarsi in futuro.
Nella gestione affidata a Gunther Steiner era molto evidente la “dipendenza” da un punto di vista tecnico dal Cavallino, mentre nella più recente conduzione di Komatsu c’è il tentativo di aumentare la propria autonomia sotto la direzione tecnica di Andrea De Zordo, un ex ferrarista di lungo corso.
Oliver Bearman, Haas F1 Team
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Grazie alle accurate immagini di AG Galli, sebbene il team non abbia presentato novità in Ungheria, siamo in grado di mostrarvi alcuni particolari della VF-25 che rendono questa vettura sempre più diversa dal DNA della SF-25 con la quale, comunque, mantiene un rapporto di fratellanza.
La Haas, lo ricordiamo, ha seguito Maranello per quanto riguarda lo spostamento del pilota nell’abitacolo, ha adottato il cambio più corto e in generale il retrotreno, ma non è passata alla sospensione anteriore pull rod della rossa. Per ovvie logiche di budget cap, ma non solo, ha deciso di non aggiornare la sospensione posteriore con i nuovi attacchi della SF-25.
Haas VF-25, dettaglio del fondo
Foto di: AG Galli
In realtà le differenze sono piuttosto marcate: l’impianto di raffreddamento non è quello della rossa, ma ha masse radianti con una diversa sistemazione rispetto alla Ferrari (anche in coda) che richiedono maggiori sfoghi del calore sul cofano motore.
Il tirante della Haas VF-25 che regge la porzione finale del fondo
Foto di: AG Galli
È curioso notare come il tirante che irrigidisce l’ultima porzione del fondo, davanti alle ruote posteriori, si attacca a un curioso supporto verticale che si erige dal fondo di "scuola Ferrari" e che non si allaccia alla scocca.
Haas VF-25: ecco il cestello posteriore in due materiali
Foto di: AG Galli
I cestelli dei freni posteriori mostrano il coperchio più esterno realizzato in un doppio materiale che differisce da tutti gli altri: sarebbe curioso sapere se serve a una gestione delle temperature (che devono essere più fresche possibili) del polmone d’aria che si forma fra i due elementi del corner.
Haas VF-25: il cestello intermedio con i deviatori di flusso
Foto di: AG Galli
La Haas, infatti, ha sviluppato un proprio sistema di circolazione dell’aria nell’intercapedine nascosta, modificando con il lavoro di sviluppo i deviatori di flusso.
Haas VF-25: l'effetto out wash dell'ala anteriore
Foto di: AG Galli
La vettura di Esteban Ocon e Oliver Bearman ha il potenziale per entrare con regolarità in zona punti e rivaleggiare con l’Aston Martin per l’ottavo posto nel mondiale Costruttori (ora è separata di un solo punto dalle verdone): molta cura nella ricerca aerodinamica è stata posta alla ricerca dell’effetto out wash dell’ala anteriore, con la creazione di un “canale” che tende a spingere il flusso all’esterno della ruota anteriore. Oltre alla svergolatura dei tre elementi nella congiunzione con la paratia esterna, si osservano i generatori di vortice che soffiano dietro all’endplate che è stato opportunamente tagliato per aumentare la portata.
Dettaglio della zavorra della Haas VF-25 in Ungheria
Foto di: AG Galli
La ricerca del bilanciamento è una delle cose più difficili da trovare: la Haas dispone della possibilità di inserire una zavorra all’interno del nasino (segno che la VF-25 non arriva al limite di peso), nel punto più basso a sbalzo del muso.
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