F1 | GP Monaco, Isola teme una possibile Safety Car lunga. Ecco perché
Mario Isola, responsabile di Pirelli Motorsport, spiega perché teme il possibile lungo intervento della Safety Car in gara a Monaco, legato alle due soste obbligatorie introdotte quest'anno.
La safety car AMG Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Il Gran Premio di Monaco previsto questo pomeriggio alle ore 15, come ormai sapete da diverso tempo, prevedrà due pit stop obbligatori per ogni pilota. Un espediente studiato per cercare di rendere la gara nel Principato meno monotona, considerando che, anno dopo anno, le possibilità di sorpasso sono diventate pressoché nulle e che, quindi, la "processione" che parte dal via e termina sotto la bandiera a scacchi era diventata quasi certa.
Le due soste possono essere un'arma per sparigliare le carte, per aggiungere pepe a una prima portata dal grande potenziale, ma che spesso risulta insipida e poco attrattiva. A monoposto spente e a qualche ora dal via, il direttore di Pirelli Motorsport Mario Isola ha posto l'attenzione su un aspetto che potrebbe verificarsi in gara e che andrebbe a modificare ulteriormente le cose.
Stiamo parlando dell'intervento della Safety Car e della sua durata. "Sono preoccupato, se devo essere onesto. Sono preoccupato da una sola situazione, ossia se ci dovesse essere una Safety Car molto lunga durante la gara".
"Perché una Safety Car lunga quanto abbiamo visto a Imola, dunque 8 giri, significa che ognuno entrerà ai box per fare le due soste in un paio di giri. Perché avrebbe senso. I piloti potrebbero usare l'opportunità di una Safety Car lunga, qualora i commissari fossero costretti a spostare una macchina o riparare le barriere".
"I piloti sfrutterebbero immediatamente quell'opportunità e, a quel punto, non sarebbero più costretti a fare altre soste. Ma il problema è che 20 vetture in pit lane assieme non sono... Non sono certo ci sia abbastanza spazio per tutti".
C'è inoltre un'altra possibilità a livello strategico che potrebbe rendere le due soste meno influenti di quanto si vorrebbe. Ovvero fare due pit stop nei primi 2 giri di gara per poi montare le Hard (C4) e arrivare fino in fondo alla gara.
"Ho sentito alcuni commenti o domande riguardo la possibilità di avere vetture che fanno entrambi i pit stop all'inizio della gara. Non è precluso, ovviamente. E' qualcosa che ogni pilota, ogni team potrebbe pianificare. Ma secondo la mia opinione non è realmente un'opzione (da tenere in considerazione)".
Isola ha poi spiegato il suo punto di vista, ricordando l'alta possibilità di impiego della Safety Car o della Virtual Safety Car qualora vi fosse un incidente di un certo rilievo.
"Qui a Monaco Safety Car, Virtual Safety Car e bandiere rosse sono piuttosto frequenti. E se un pilota facesse due pit stop nei primi giri di gara e poi, successivamente, arrivasse anche solo una Safety Car, la sua gara sarebbe rovinata. In quel caso il tal pilota avrebbe fatto due pit stop sfruttando il tempo completo, senza sfruttare i vantaggi a livelli temporali che concedono Safety Car e VSC".
Test della segnaletica della Virtual Safety Car
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
"So che gli ingegneri dedicati alle strategie stanno lavorando su tutte le possibili opzioni. Credo che sarà interessante vedere quale sarà la loro decisione finale. Sarà qualcosa di completamente nuovo. Lo sarà per noi, ma anche per i team. E di solito quando abbiamo qualcosa che non è sotto controllo degli ingegneri, le gare sono migliori".
"Con questa nuova situazione è tutto più difficile da predire perché se un ingegnere è capace di predirre tutti gli elementi ignoti, è un genio, non un ingegnere dedicato alle strategie. E' una cosa molto difficile. Ci sono tanti elementi che dovresti controllare".
Isola ha ammesso che vorrebbe vedere applicato lo stesso obbligo di due soste per ogni pilota anche in altre piste, dove per altro i sorpassi sono molto più agevoli rispetto a Monaco.
"Vorrei vedere la stessa situazione in un circuito normale, dove è possibile superare. In una situazione più classica dove imporre 2 pit stop obbligatori può creare più differenziazioni".
"E' vero che in questo caso non abbiamo la possibilità di vedere un mix di strategie come Leclerc lo scorso anno a Monza. Vinse la gara per aver effettuato una sosta in meno degli altri. O anche Russell a Spa. E' stato squalificato, ma sotto la bandiera a scacchi c'è passato per primo".
"Dunque se l'idea è fare un solo pit stop obbligatorio, perdiamo delle variabili strategiche. Dall'altra parte, però, fare 2 soste obbligatorie renderebbe le cose più complicate agli ingegneri".
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