F1 | Ferrari: il silenzio prima della tempesta. C'è anche Vasseur sotto esame?
I risultati della Scuderia non sono in linea con le aspettative: la McLaren è lontana e gli sviluppi promessi tardano ad arrivare. A Maranello si stanno cercando ingegneri di peso per dare una scossa al Reparto Corse, ma il silenzio del vertice lascia intendere che possa essere in dubbio anche il rinnovo di Vasseur che va a scadenza a fine anno.
A marshal with a Ferrari flag
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images
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La Ferrari è sul mercato: sta cercando tecnici, e non solo, che possano dare consistenza alla squadra, anche se la tendenza che emerge è che gli ingegneri contattati non vogliano venire a Maranello. Un brutto segnale che rende terribilmente difficile il potenziamento di una struttura che, purtroppo, sta mostrando troppe crepe.
La preoccupazione non riguarda tanto la revisione della SF-25 (gli aggiornamenti sono stati decisi e si vedranno prima della sosta estiva: attesi un nuovo fondo e la famigerata sospensione posteriore), quanto la nascita della 678, vale a dire la rossa che dovrebbe portare il Cavallino nella nuova era regolamentare delle monoposto agili.
Charles Leclerc, Ferrari
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images
Ogni bullone sarà completamente nuovo: telaio, power unit, gomme, aerodinamica avranno poco di riproducibile con oggi, perché la F1 cambierà faccia inseguendo una sfida tecnologica che alza molto l’asticella, scegliendo un motopropulsore al 50% elettrico e 50% endotermico. Una scelta pionieristica che metterà in difficoltà alcuni dei Costruttori: le voci di paddock danno di nuovo la Mercedes davanti al resto della concorrenza e, se così fosse, la Ferrari sarebbe già a inseguire la Stella come era successo nel 2014 alla nascita dell’era ibrida.
John Elkann e Benedetto Vigna avevano creduto al progetto di Fred Vasseur: tornare a vincere il mondiale nell’ultimo anno delle monoposto a effetto suolo, prima di iniziare il nuovo ciclo normativo. La stagione 2025 si sta rivelando un disastro: la SF-25 è nata male, ma soprattutto non regge il ritmo degli aggiornamenti della concorrenza. Questa rossa, completamente ridisegnata rispetto alla SF-24, doveva offrire agli aerodinamici delle opzioni di sviluppo che non si sono concretizzate. Gli obiettivi cercati, quindi, sono miseramente falliti. La McLaren è in netto vantaggio: si parla di quasi quattro decimi al giro, un’enormità che non si colmerà da qui a fine anno.
Loic Serra, direttore tecnico Ferrari
Foto di: Ferrari
La domanda da porsi, quindi, è un’altra: questo gruppo di lavoro è sufficiente per affrontare le sfide 2026? Loic Serra è un ottimo ingegnere: è arrivato dalla Mercedes (dove ne sentono la mancanza) per assumere il ruolo di direttore tecnico. Un incarico che non aveva mai coperto e che Vasseur gli ha affidato. Un conto è seguire un progetto e un altro gestire un reparto tecnico. Il francese non ha il necessario carisma per trascinare il team. Dopo Imola i vertici avevano chiesto un’accelerazione nell’arrivo delle novità: il colpo di reni non c’è stato, sperando nel frattempo che il cambio delle regole sulla flessibilità delle ali giocasse a favore di Maranello: con profili più rigidi c’era chi sperava di avvicinare le monoposto papaya. Un'illusione cullata a lungo nella GeS che Barcellona ha cancellato in modo perentorio. Questa, dunque, sembra una Ferrari dalle unghie spuntate.
Frederic Vasseur, Team Principal Ferrari, parla con Charles Leclerc
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images via Getty Images
Il problema è solo di natura tecnica o le cause vanno cercate più in profondità? Sorprende il fatto che il contratto di Vasseur va in scadenza a fine 2025, chiudendo il ciclo triennale, e che per un ruolo così strategico per il futuro non ci sia stata ancora una discussione per il rinnovo, dando stabilità al gruppo di lavoro? Può essere che la trattativa sia portata avanti nell’assoluto silenzio, ma la sensazione di diversi osservatori è che per Fred sia iniziato un momento di “grande freddo” della proprietà, una situazione simile a quella che aveva accompagnato l’uscita di Mattia Binotto. Il team principal si ostina a inseguire un potenziale dalla macchina che finora non si è visto, mentre Lewis Hamilton, per esempio, consiglia di lasciar perdere il 2025 per dedicare ogni energia al prossimo anno.
C’è un team spaccato? Da fuori è difficile dirlo, ma se il pensiero di Elkann è di cambiare la guida, la sensazione è che sia già molto tardi. Le voci di un interessamento a Christian Horner (vecchio pallino del presidente) sono state smentite dal diretto interessato che deve difendere la sua roccaforte di Milton Keynes. E, allora, eventualmente chi potrebbe prendere le redini del Reparto Corse nel pieno di una rivoluzione tecnica?
Antonello Coletta e Frederic Vasseur
Foto di: Emanuele Clivati | AG Photo
Il nome ricorrente è quello di Antonello Coletta. Il manager romano è a Le Mans per guidare la spedizione rossa alla 24 Ore: il ruolo di team principal in F1 gli era già stato offerto prima di Vasseur, ma Antonello l’aveva rifiutato avendo un chiaro obiettivo da cogliere nel WEC. Ha vinto due edizioni di Le Mans e ora conduce la classifica del mondiale Endurance. È possibile che una volta conquistato il titolo iridato gli venga chiesto di rimettere il naso sui GP.
Coletta conosce le dinamiche dell’azienda, conosce le persone: saprebbe dove mettere mano per dare da dentro un’altra impronta alla Scuderia. Sappiamo che il responsabile dei programmi endurance vorrebbe restare dov’è, ma vale la pena ricordare che all’inizio dell’era Marchionne era già stato chiamato come consulente in F1 e aveva abilmente ridisegnato la Gestione Sportiva, scovando risorse interne inespresse prima che fosse dato l’incarico a Maurizio Arrivabene.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Peter Fox / Getty Images
Anche perché al di là dei contratti esistenti, anche i due piloti sono in fibrillazione: Charles Leclerc piace a Toto Wolff e il ritardo con cui la Mercedes tratta il rinnovo di George Russell, persa la speranza di prendere Max Verstappen, porta inevitabilmente al monegasco che ambisce di salire, finalmente, su una F1 competitiva. Se Charles volesse muoversi, dovrebbe far valere le clausole di uscita che ci sono ormai in tutti i contratti, mentre la delusione di Lewis Hamilton potrebbe portare a un ritiro anticipato del sette volte campione del mondo rispetto ai piani. È una Ferrari che potrebbe trovarsi senza piloti, pur disponendo di una delle migliori coppie in circolazione.
Sarà interessante capire se a Maranello sta per partire una rivoluzione dal basso con l’individuazione di ingegneri capaci di dare una svolta allo staff tecnico sotto l’egida di Vasseur o se, al contrario, il cambiamento potrebbe partire dall’alto, affidando le scelte a chi dovrà prendere il timone della Gestione Sportiva. Siamo a uno spartiacque importante e c’è poco tempo per agire in entrambi i casi...
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