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Analisi
Formula 1 GP di Miami

F1 | Ferrari: il flop di Miami è condiviso fra tecnici e piloti

Nel debriefing di Maranello dopo la cocente delusione americana non c'è stato alcun scaricabarile, ma un'assunzione di responsabilità che ha coinvolto tutta la squadra. Ci sono stati anche errori di natura umana nelle prestazioni inadeguate della SF-23: il team del Cavallino non ha mai trovato un setup adatto al tracciato della Florida, vanificando il debutto del nuovo fondo che è l'embrione della nuova rossa che vedremo completa a Barcellona.

Carlos Sainz, Ferrari SF-23, arriva in griglia di partenza

La Ferrari deve scendere dall’altalena: a Miami è sprofondata di nuovo a quarta forza, dopo aver illuso a Baku di poter essere la prima inseguitrice (distanziata) della Red Bull. La SF-23 è incostante nel comportamento non solo fra una gara e l’altra, ma anche nello stesso GP, con variazioni delle prestazioni imbarazzanti in funzione del carico di benzina e della mescola delle gomme.

Non solo, ma le due rosse hanno avuto reazioni opposte nelle mani di Charles Leclerc e Carlos Sainz: il monegasco ha sofferto con le medie nel primo stint e si è “difeso” con le hard, l’esatto contrario di quanto è accaduto al madrileno.

Decodificare il rebus di Miami diventa, quindi, un’impresa alquanto ardua: è stata deliberata una macchina poco adatta al circuito cittadino in cui si gira comunque con una media superiore ai 210 km/h, con l’obbligo di aggredire i numerosi cordoli se si vuole far uscire un tempo.

Frederic Vasseur è assorto: gestire la Ferrari è più difficile di quanto pensasse?

Frederic Vasseur è assorto: gestire la Ferrari è più difficile di quanto pensasse?

Photo by: Alexander Trienitz / Motorsport Images

Se Red Bull e Aston Martin erano capaci di copiare le asperità del tracciato, Ferrari e Mercedes hanno dovuto fare i conti con i numerosi difetti congeniti delle rispettive monoposto. Se la Stella ha deciso di congelare la W14 in attesa dalla macchina evoluta che James Allison farà debuttare all’Enzo e Dino Ferrari, trovando alla fine un compromesso che ha permesso alla freccia nera di stare davanti alla rossa, Fred Vasseur ha voluto che in Florida facesse la sua comparsa un primo step del pacchetto evolutivo della SF-23 che si completerà solo a Barcellona.

A giudicare dai risultati, verrebbe da dire che è stato fatto un salto nel vuoto. E i critici di Maranello in servizio attivo permanente non hanno perso occasione per sottolineare come i tecnici del Cavallino siano specializzati nello sbagliare gli sviluppi, perdere la strada in corso d’opera.

La Ferrari SF-23 di Charles Leclerc, dopo l'incidente nella Q3

La Ferrari SF-23 di Charles Leclerc, dopo l'incidente nella Q3

Photo by: Steven Tee / Motorsport Images

Questa volta le cose dovrebbero essere diverse: la Ferrari sta imboccando un percorso diverso, che avvicinerà, per quanto sarà possibile, la SF-23 ai concetti aerodinamici della Red Bull. Aggiungiamo, tanto per essere chiari, che non si tratta di sviluppi che erano stati programmati a inizio stagione, ma sono vere correzioni di orientamento, nel tentativo di estrarre dalla rossa quel potenziale che si annusa, ma che non si vede (quasi) mai in pista.

Il nuovo fondo, gli osservatori si sono fossilizzati sul nuovo disegno del marciapiede, trascurando, piuttosto, il rivoluzionato disegno dei canali Venturi: i flussi interni sono indirizzati in modo diverso per aumentare il carico che si genera sotto alla monoposto, per cui appare fin troppo evidente che è stata cambiata la piattaforma aerodinamica sulla quale bisogna costruire un adeguato setup.

Ferrari SF-23, dettaglio del nuovo fondo visto a Miami

Ferrari SF-23, dettaglio del nuovo fondo visto a Miami

Photo by: Giorgio Piola

Nella gara americana abbiamo capito che non si è allargata la finestra di funzionamento della vettura che è parsa critica in mano a entrambi i piloti. Ma nel debriefing di Maranello, al quale hanno partecipati entrambi i piloti, è emersa una considerazione condivisa: il flop di Miami, ancor più che per una debacle tecnica, sarebbe stato dovuto a una sequenza di scelte sbagliate.

E l’aspetto molto interessante che sarebbe venuto fuori è la condivisione delle responsabilità e non lo scaricabarile, molto praticato nella Gestione Sportiva. La SF-23 deliberata per il nuovo asfalto di Miami non era certo la migliore, ma anche le scelte fatte in pista non sono state illuminanti, al punto che gli ingegneri e gli stessi piloti hanno ammesso di averci capito poco, prendendo direzioni nella messa a punto che hanno reso la rossa difficile da guidare, con repentini cambiamenti di comportamento.

Ferrari SF-23, dettaglio del nuovo fondo con i canali Venturi ridisegnati

Ferrari SF-23, dettaglio del nuovo fondo con i canali Venturi ridisegnati

Photo by: Jon Noble

L’assunzione di responsabilità è un segnale molto positivo, per indirizzare le energie nella giusta direzione in questa delicata fase della stagione: a Imola oltre al nuovo fondo, debutterà l’attesa sospensione posteriore rivista che permetterà di adottare un assetto meccanico più consono alle altezze da terra che servono a produrre downforce.

Le pance con la svasatura inferiore, senza arrivare al sottosquadro della RB19, serviranno a migliorare l’efficienza del fondo portando più flusso verso il diffusore. E per rendere la beam wing più efficace non è escluso che nella vasca superiore delle fiancate si cambi l’estrazione dell’aria calda. Le masse radianti sono rimaste nella stessa posizione, ma molte canalizzazioni sono state spostate per restringere al piede la carrozzeria.

La Ferrari si gioca il futuro nelle prossime tre gare: a Barcellona si capirà se potrà ancora aspirare al ruolo di seconda forza oppure se sarà meglio chiudere baracca e burattini per pensare solo al progetto 2024.

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