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F1 | Ferrari: ecco come funziona e com'è strutturato il team dedicato ai pit stop

Diego Ioverno, direttore sportivo della Scuderia Ferrari, ha raccontato a Motorsport.com com'è strutturato il team che si occupa dei pit stop della Rossa durante i gran premi e come funziona la rotazione degli uomini durante la stagione.

Pit stop Ferrari

Pit stop Ferrari

Foto di: Ferrari

Di anno in anno, di era tecnica in era tecnica, i pit stop in Formula 1 sono sempre stati più importanti nell'economia e nei risultati dei Gran Premi. Tolto ormai da tempo il rifornimento, cambiare treno di pneumatici è divenuta un'arte per velocisti, da “Bolt del cambio gomme”, dove allenamento, accorgimenti, studio e forma fisica hanno preso sempre più il sopravvento.

Nel mese di aprile, quando la F1 non ha corso in pista, tutti i team hanno lavorato per continuare a tenere allenate le proprie squadre di meccanici addetti alle soste in gara. Tra queste, ovviamente, anche la Ferrari.

Sul lavoro svolto nell'inatteso mese di pausa vi abbiamo già raccontato diverse cose nell'articolo uscito qualche giorno fa: Motorsport.com ha avuto modo di passare una giornata a Maranello, all'interno della Gestione Sportiva, parlando con Matteo Togninalli, Daniel Serra e Diego Ioverno.

Proprio quest'ultimo, direttore sportivo della Ferrari con compiti di tenere i rapporti sportivi con la FIA, ha dato alla nostra testata un interessante spaccato su come funziona la gestione e la composizione del gruppo dei meccanici addetti ai pit stop del Cavallino Rampante. Di solito si tende a curiosare ali, alette, profili aerodinamici e soluzioni ardite dal punto di vista tecnico, tralasciando colpevolmente l'aspetto umano, qualcosa che, come abbiamo visto, fa la differenza. 

“Nelle prime tre gare non c'è stata una gara in cui i 27 effettivi che abbiamo fatto il pit stop fossero gli stessi, in qualsiasi posizione”, ha detto Ioverno in esclusiva a Motorsport.com. “Quindi, questo mese è stato utile perché abbiamo potuto recuperare tutte le sessioni o quasi tutte le sessioni che non eravamo riusciti a fare in gennaio e febbraio. Da quando siamo tornati, tutti i giorni i ragazzi stanno facendo una sessione divisa in tre tranche con a rotazione tre squadre diverse che sono la proiezione di quello che succederà a Miami, Canada, Monaco e Barcellona. Poi in realtà dopo abbiamo finito, è veramente solo allenamento perché è vero che cambiamo tutte le gare, cambiamo squadra ma è anche vero che abbiamo in questo momento deciso di avere dieci pistoleri. Abbiamo allenati tutti i dieci”.

Pit stop Ferrari

Pit stop Ferrari

Foto di: Ferrari

A proposito di “pistoleri”, ecco come la Ferrari ha deciso di gestire le 10 persone che possono utilizzare l'attrezzo che svita e avvita il dado dal mozzo.

“Abbiamo dieci persone che possono fare la pistola di cui otto sono alla base e gli altri due backup del backup. Noi andiamo via sempre con quattro pistoleri e uno degli altri quattro e poi ci sono gli altri due. Uno fa il carrello posteriore e quindi fa anche il backup del backup della pistola, un altro fa il fitter delle gomme. Poi, tutti i pistoleri, tranne due, fanno anche un altro ruolo in altre gare. Quindi quando lo portiamo come fitter e si fa male un pistolero lui passa a fare il pistolero. Abbiamo un programma per tutto l'anno e, in base a quel programma, li alleniamo tutti nelle posizioni che faranno. Ci mancava ancora una buona metà della squadra da allenare”.

L'attuale gestione, rotazione degli uomini e allenamento del team dedicato ai pit stop deriva dal 2020, quando il COVID costrinse la Ferrari a preparare un piano per poter mettere le classiche pezze qualora uno dei membri della squadra fosse stato costretto a saltare qualche gara per malattia.

E' ovvio che, per cercare di far funzionare questa organizzazione, diverse persone abbiano un doppio ruolo all'interno del gruppo di lavoro dedicato ai pit stop. Ioverno ha spiegato qualcosa a tal proposito.

"Per quanto ci riguarda, [siamo strutturati in questo modo] dal periodo del COVID. Poi noi abbiamo una squadra che non chiamiamo titolare, diciamo che è la squadra, le posizioni che tendiamo a confermare di più. Abbiamo ad esempio carrello anteriore, ne abbiamo tre che lo fanno. Il più bravo è quello che cerchiamo di usare per 16-17 gare. Nelle otto gare in cui lui non c'è, cerchiamo di fare in modo che ci sia il secondo. Il carrellista anteriore più bravo è anche il gommista titolare di Lewis. Il secondo carrellista anteriore è il capo macchina titolare di Lewis. Però ruotiamo anche il capo macchina e i gommisti. Quindi capitano quest'anno in quattro gare in cui non c'è né il gommista titolare né il capo macchina titolare. Quindi ci vuole il terzo carrellista. Questo non l'avevamo allenato per niente. Adesso non ci possiamo permettere di allenarlo una settimana prima. Quindi per il pit stop è stato un mese utile su varie dimensioni sia per continuare gli allenamenti di tutti sia per recuperare quello che non eravamo riusciti a fare”.

Pit stop Ferrari

Pit stop Ferrari

Foto di: Ferrari

Per arrivare pronti alle posizioni corrette, correlate alle misure delle monoposto attuali, la Ferrari ha realizzato una vettura che ricalcasse i dettami tecnici – a livello di ingombri – di questa stagione. Nella seconda parte del 2025 è stata realizzata una monoposto sfruttando un telaio del 2022 (quello di una F1-75 a effetto suolo, per intenderci) per iniziare ad allenare il personale.

“Noi verso settembre dell'anno scorso abbiamo varato la macchina pit stop del 2026 che è un telaio del 2022 con i contenuti del 2026. Quindi aveva già l'anteriore, i corner etc. Da lì abbiamo cominciato a vedere una serie di criticità e ci abbiamo lavorato. Siamo arrivati al pelo per essere pronti per le prime gare che è il motivo per cui non siamo riusciti a allenare tutti. Quel terzo di pit stop che abbiamo potuto fare l'abbiamo concentrato sullo sviluppo ed è successo quello che mi stavi chiedendo tu. Le gomme sono più piccole e su quel fronte è cambiato poco. Ma i cerchi sono diversi, i copriruota sono diversi, cambia tantissimo come va movimentata la gomma sia nell'inserimento che nella rimozione, perché nella rimozione non c'è più la possibilità di afferrarsi al copriruota esterno né al labbro del cerchio”.

Rispetto allo scorso anno ci sono novità importanti dovute alle dimensioni delle gomme, ma anche ai copriruota e questo ha anche aumentato le criticità. La Ferrari ha quindi provveduto a trovare soluzioni nuove per l'allenamento dei meccanici, con l'obiettivo di limare le difficoltà e arrivare pronta alle prime gare della stagione 2026.

Ferrari Pitstop

Ferrari Pitstop

Foto di: Ferrari

“Nell'inserimento della pistola, siccome il donut ha una forma prescritta e un accoppiamento con più giochi rispetto al cerchio dell'anno scorso, è diventato anche più difficile montare la gomma”, ha proseguito Ioverno. “Per questo, buona parte dell'inizio dell'anno è stato allenare i ragazzi con tecniche leggermente diverse sia di impugnatura che di movimento di impostazione delle spalle e delle gambe nel togliere e mettere le gomme. Stesso tipo di attività è stata necessaria per i pistoleri, soprattutto il posteriore, mentre all'anteriore è cambiato poco, il dado era comunque esposto”.

“Tuttavia, i copriruota posteriori dell'anno scorso erano a imbuto, quindi il pistolero bastava che buttasse dentro la pistola in qualche modo arrivava al dado, quest'anno è diverso. Altra cosa che è cambiata sono le ali, sono in una posizione diversa hanno una forma diversa non più prescritta. Quindi bisognava abbiamo dovuto sviluppare il carrello anteriore perché quello che ci piaceva non ci si infilava sotto, quello che si infilava sotto non ci piaceva. Tutte queste attività abbiamo fatto il debug grosso perché era obbligatorio farlo prima ad Australia adesso stiamo facendo rifinitura”.

Alcuni accorgimenti legati ai pit stop sono dovuti al regolamento e alle novità che lo stesso ha presentato quest'anno. Altri, invece, sono stati scelte progettuali come, ad esempio, la posizione del regolatore dell'incidenza dell'ala anteriore che, come potrete immaginare, ha un ruolo strategico sia dal punto di vista aerodinamico che pratico, dal punto di vista di chi deve intervenire utilizzandolo durante i weekend.

“Tenere il regolatore dell'incidenza dell'ala sulla parte esterna è un'altra cosa che abbiamo concordato, deciso già molto prima per motivi aerodinamici. Se gli ingegneri aerodinamici avessero voluto fare un'ala per avere dei vantaggi performance in cui il regolatore dell’incidenza dei flap anteriori fosse stato aggiustabile all’interno invece che all’esterno, noi avremmo dovuto rivedere le procedure. Ma non è detto che resti così”.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

“Ad esempio, noi adesso stiamo lavorando su come saranno eventualmente da gestire i pit stop da Barcellona in poi in cui ci sarebbe la possibilità, o ci sarà la possibilità da regolamento, di variare la straight mode durante il pit stop. Adesso la straight mode non si può cambiare, ma dalla gara 9, che adesso è diventata la gara 7, si può cambiare. Quindi bisogna avere, prima di tutto, un sistema cambiabile. Poi devi decidere se lo vuoi anche per il pit stop e, nel caso, come e senza perderci tempo. È qualcosa su cui stiamo lavorando”.

Un'altra criticità portata dal nuovo regolamento sembrava poter essere la sostituzione del muso. Per quanto riguarda la Ferrari, invece, non sembrano essere sorte differenze apprezzabili rispetto alle stagioni passate.

“A livello di sostituzione del muso non ci sono troppe differenze, perché è un po’ più complesso l'accesso nella zona dei fissaggi muso per la forma dello scivolo, ma è semplificato per la dimensione dell'ala. Infatti, noi facciamo più o meno gli stessi tempi”, ha concluso il direttore sportivo della Ferrari.

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