F1 | Ferrari, in aprile un piano specifico per i meccanici: ecco come sono stati preparati
Nel mese di aprile la Ferrari ha provato a far recuperare regolarità fisica ai propri meccanici, perché la stagione sarà comunque lunghissima. Nel frattempo, però, li ha preparati anche con allenamenti specifici tra pit stop, palestra e nutrizionista.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Marcel van Dorst / EYE4images / NurPhoto via Getty Images
Il Gran Premio di Miami si avvicina, ma il viaggio di Motorsport.com attraverso ciò che la Scuderia Ferrari di Formula 1 ha fatto nel mese di aprile per affrontare la lunga quanto imprevista pausa del Mondiale.
Abbiamo già affrontato la questione logistica e tecnica con gli interventi di Matteo Togninalli e Loic Serra. Questa volta vi vogliamo portare dentro un altro settore fondamentale della divisione sportiva del Cavallino Rampante: i meccanici.
Per sviscerare meglio il tema, Motorsport.com ha avuto modo di parlare con Diego Ioverno, direttore sportivo della Ferrari con deleghe sportive e compiti di tenere i rapporti sportivi con la FIA. L'ingegnere di Bologna ci ha fatto una panoramica esaustiva su come il team abbia preparato i propri uomini durante le 5 settimane di pausa, in modo tale da arrivare pronti e in forma per il prossimo appuntamento del Mondiale di F1.
“Questo mese è un periodo di recupero di regolarità fisica perché non dovendo prendere degli aerei e non dovendo cambiare dei fusi orari, abbiamo cercato di far fare a tutti sempre il sabato e domenica a casa. Non ci siamo riusciti sempre, ma abbiamo provato a far riposare tutti quelli che viaggiano. Indirettamente, quindi, recuperi ma nessuno è stato in ferie, nessuno ha fatto riposo. Hanno seguito il programma di allenamento per i pit stop, il programma palestra è un momento in cui si può provare a fare della qualità, anche fisica. In questi giorni c’è anche il nutrizionista”.
“Questa figura, quella del nutrizionista, nasce solo per i personali meccanici. Il nutrizionista è qui per quello che noi chiamiamo wellness project, che è il progetto per la squadra pit stop che include oltre al check up medico, che fa tutta la Ferrari, un programma di allenamento in palestra e mensile verifica con il nutrizionista e i fisioterapisti dello stato fisico alimentare. Una delle cose che stiamo cercando di fare da 6-7 anni, ben consapevoli del fatto che non sono atleti ma sono meccanici, è cercare, e penso ci stiamo anche riuscendo, di far sviluppare una cultura del benessere, una cultura dell'allenamento, una cultura dell'alimentazione che non vuol dire che per essere in squadra devi essere un atleta, ma avere comunque un buono stato fisico”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Non è solo questione di aprile, perché il benessere del personale è divenuto ancora più importante da quando il calendario di F1 è aumentato, arrivando ad annoverare 24 gare. Quest'anno - almeno al momento - queste sono 22, ma non è detto che non possa tornare al numero originario con l'inserimento di Bahrain e Arabia Saudita nella parte finale della stagione.
"Da quando le stagioni di F1 sono più lunghe è clamorosamente evidente ed è il motivo per cui siamo passati le rotazioni. Cominciava a essere evidente già dal 2018-2019. Il Covid ha evidenziato un altro problema molto serio che era quello della competenza. Nel momento in cui tu perdevi tre, quattro, cinque persone perché per quella gara non potevano essere disponibili per il Covid andavi in difficoltà, ad esempio facendo più fatica nei pit stop. Inoltre, eri veramente in difficoltà anche nel montare le macchine e fare altro. Quindi, noi ci siamo dato l'obiettivo nel 2021 di incrementare l'organico, fare efficienza e sinergia con altre attività, quindi abbiamo accorpato per esempio tutti i meccanici telaio, sono tutti nello stesso ente e fanno le gare, i test, le sale prova".
"Abbiamo deciso di fare un recruiting importante e ringiovanire la squadra e con i meccanici la risolvi. Stiamo facendo la stessa cosa con gli ingegneri. Ci sono delle posizioni in cui non riesci a farlo, quelle posizioni tipicamente, tra cui anche la mia, a fine anno siamo esausti".
"A parte i tecnici, che non ruotano sono le persone che stanno al muretto, i tre ingegneri che lavorano a stretto contatto con ognuno dei due piloti, quindi race engineer, performance engineer, driver performance engineer, così come il responsabile della power unit perché il responsabile dell'elettronica ruota. Per me siamo quasi oltre il limite del numero di gare in una sola stagione. Il weekend come adesso, con il coprifuoco, è una condizione indispensabile per rendere sostenibile questo numero di gare. Però siamo già oltre il limite”.
Miami, così come il Gilles Villeneuve di Montreal, ospiteranno due weekend con il format Sprint: una sola sessione di prove libere, poi subito la Sprint Qualifying. La Sprint Race aprirà il sabato, per poi lasciare spazio alle canoniche qualifiche e alla gara lunga domenicale. Questo tipo di format, stando a quanto ci ha raccontato Ioverno, è molto più impegnativo per il team.
“La sprint per la squadra è molto più impegnativa a livello di stress e coinvolgimento. Se la sprint è una sprint noiosa, così come le sprint qualifying, e qui intendo senza dei problemi, tra i due weekend non c'è questa grande differenza a parte il fatto che comunque fare due volte le qualifiche e due volte la procedura di griglia è uno stress. Al più piccolo problema, la sprint diventa un dramma perché tu alla fine vuoi ottimizzare tutto e vuoi fare tutte le sessioni".
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