F1 | Caschi d'Oro 2025: brillano Andrea Stella e la Ferrari dell'Endurance
La 60esima edizione dei Caschi d'Oro di Autosprint ha incoronato la squadra di Coletta vittoriosa nel mondiale Endurance e a Le Mans. La F1 è stata rappresentata degnamente da McLaren (Stella), Red Bull (Mekies) e Pirelli (Isola). Riconoscimenti speciali sono andati ai Legend, Piero Ferrari, Dallara e Kankkunen.
Antonio Fuoco, Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi e Antonello Coletta
Foto di: Mimmo Fuggiano/Autosprint
60 anni e non dimostrarli: i Caschi d’Oro di Autosprint sono un punto fermo alla conclusione di ogni stagione di corse, ma quando si arriva alla cifra tonda si ha la chiara percezione del tempo che passa. Eppure, il rito collettivo si ripete puntualmente, incrociandosi da qualche anno con i Volanti ACI. Non poteva esserci miglior scenario di Imola, con la straordinaria opportunità di effettuare un suggestivo giro di pista dell’Enzo e Dino Ferrari by night dietro alla Safety Car, per chiudere una stagione ricca di soddisfazioni per i colori italiani.
Un’ovazione ha accompagnato la salita sul palco della squadra WEC della Ferrari con Antonello Coletta condottiero di tre 499P che hanno vinto la terza 24 Ore di Lemans di fila e il meritato titolo mondiale Endurance, piloti e team. Alessandro Pier Guidi, Antonio Giovinazzi, Antonio Fuoco hanno rappresentato la squadra ufficiale, mentre Ye Yifei il team clienti dell’AF Corse.
Caschi d'Oro 2025 di Autosprint
Foto di: Mimmo Fuggiano/Autosprint
Il Cavallino è stato rappresentato anche dal vice presidente Piero Ferrari che ha ritirato un casco Legend insieme a Giampiero Dallara. Due colonne portanti del Motorsport mondiale che abbiamo a casa nostra, nella Motor Valley.
Andrea Stella, Team Principal McLaren
Foto di: Mimmo Fuggiano/Autosprint
Non c’è stato nemmeno un accenno alla Scuderia, alla F1: un silenzio assoluto che è stato assordante perché il mondo dei GP è stata rappresentato da uno straordinario Andrea Stella e da Laurent Mekies. Vale a dire i massimi esponenti di McLaren e Red Bull, le squadre protagoniste che si sono contesi il mondiale piloti fino alla fine. C’era anche Kimi Antonelli, il rookie bolognese della Mercedes che dopo un anno di esperienza ambisce alla prima vittoria in carriera.
È stata una strana sensazione ma l’assenza della Ferrari di F1 non si è sentita. C’è chi ha riempito il... vuoto. Del resto la squadra di Woking voleva rendere il mondiale noioso...
“Obiettivo fallito – spiega sorridendo Stella -. L'abbiamo raggiunto nel campionato Costruttori che siamo riusciti a vincere con sei gare di anticipo grazie ai risultati consistenti di Lando e Oscar nei primi due terzi del campionato. Poi nell'ultimo terzo di stagione, credo che ci siamo resi la vita un po' difficile in alcune gare. Penso a Las Vegas, penso a Qatar”.
L’umbro sottolinea il valore degli avversari... “Poi Red Bull ha deciso di promuovere Laurent. E la squadra di Milton Keynes ha avuto un'accelerazione importante. Sicuramente non è stato un campionato noioso, è stato un campionato teso, interessante che passerà agli annali per molti motivi: per i due piloti McLaren che si sono sfidati tra loro, e che hanno sfidato un quattro volte campione del mondo. Si è interrotta la dinastia Verstappen, questi cambiamenti rimangono sempre nella storia. Alonso che ferma l’epopea Schumacher, Hamilton quella Vettel, Verstappen quella di Hamilton e nel 2025 Lando Norris che ferma quella di Verstappen”.
La McLaren ha centrato il doppio mondiale con le discusse papaya rules... “Lavoriamo tutti per la vittoria, questo credo che accomuni tutti i presenti che sono coinvolti direttamente nel motorsport. C'è la vittoria e c'è il modo di vincere. Per noi il modo di vincere è importante, quindi se devo selezionare un aspetto che mi rende particolarmente soddisfatto o particolarmente orgoglioso, prendo il modo di vincere piuttosto che il successo in sé stesso”.
Caschi d'Oro 2025 di Autosprint: Stephane Winkelmann di Lamborghini
Foto di: Mimmo Fuggiano/Autosprint
Un riconoscimento è andato anche al Presidente Lamborghini, Stephane Winkelmann, e al vincitore della F2, Leonardo Fornaroli e splendida sorpresa della serata è stato l’immarcescibile Juha Kankkunen quattro volte campione del mondo rally (1986, 1987, 1991 e 1993), meritorio di un casco Legend. Proprio come Giuliano Michelotto e Tony Fassina.
E poi tantissimi giovani di belle speranze: Matteo De Palo, vicecampione di Formula Regional che disputerà la F3 con il team Trident con il supporto dell’Academy McLaren e Giovanni Trentin il più giovane campione italiano rally della storia, avendo conquistato ad appena 18 anni il titolo nel CIRT, il campionato terra con Alessandro Franco su Skoda Fabia.
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