F1 | Antonelli: un problema di comunicazione nel pit stop è costato il podio in Qatar
L'italiano ha visto sfumare il podio a causa di un problema di comunicazione tra le pistole e il semaforo nel primo pit stop, che ha allungato la sosta a 6.3 secondi costandogli la posizione su Sainz. In aria pulita avrebbe potuto lottare per il 3° podio consecutivo, ma con il traffico e gli stint prefissati non c'è stata la chance di rimontare.
Purtroppo la gara in Qatar di Andrea Kimi Antonelli è finita sotto i riflettori per i motivi sbagliati, con accuse infondate secondo cui l’errore dell’italiano al penultimo giro sarebbe stato volontario per favorire Lando Norris, quando in realtà si è trattato soltanto di una sbavatura al limite. Red Bull ha poi correttamente presentato le proprie scuse, ricordando quanto il rispetto, dentro e fuori dalla pista, resti un principio imprescindibile.
Tuttavia, la gara dell’italiano avrebbe potuto assumere tutt’altro volto se non fosse stato per un singolo episodio che, a conti fatti, gli è costato il podio. L’ingresso della Safety Car al settimo giro, in seguito all’incidente tra Nico Hulkenberg e Pierre Gasly, ha infatti spinto la maggior parte delle squadre a rientrare ai box, generando un inevitabile effetto domino nelle soste.
Diciotto piloti su venti sono rientrati in pit lane, con il rischio di creare ingorghi tali da poter costare preziose posizioni: è quanto accaduto ad Antonelli che, dopo essere salito al quarto posto al via approfittando della partenza non brillante del compagno di squadra dalla parte sporca della pista, ha perso una posizione durante la sosta a causa di un problema tecnico.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Nel momento in cui è entrata in pista la Safety Car, infatti, l’italiano aveva costruito un margine di circa due secondi su Sainz in sette giri e, considerando allo stesso tempo che aveva un margine di poco meno di quattro secondi su Fernando Alonso, con una sosta normale vi sarebbe stato il tempo di conservare la posizione guadagnata e sfruttare così l’errore McLaren per inserirsi nella lotta per il podio.
Tuttavia, un ritardo nella comunicazione tra la pistola, che segnala l’avvitamento corretto di tutte le gomme, e il semaforo ha fatto perdere ad Antonelli istanti preziosi, costringendolo ad attendere il passaggio di Fernando Alonso e Isack Hadjar lungo la pit lane per evitare un unsafe release. Non a caso il suo pit stop è durato 6.3 secondi, più del doppio rispetto a quello di Sainz, rendendo impossibile rientrare davanti allo spagnolo.
“È stato un episodio sfortunato. Abbiamo avuto alcuni problemi con il segnale che ogni meccanico dà al semaforo. Quindi abbiamo perso alcuni secondi con Kimi e così abbiamo perso la posizione sulla Williams. Questo ci ha portato a rallentare anche Russell, che a sua volta ha perso delle posizioni”, ha spiegato Simone Resta, Vice Direttore Tecnico della Mercedes raccontato cosa è successo.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Zak Mauger / LAT Images via Getty Images
Un’occasione sfumata, perché Antonelli non ha poi avuto reali chance per recuperare la posizione persa. Il fatto che i piloti fossero costretti a dover completare esattamente 25 giri per stint ha reso impossibile anticipare la sosta per provare un undercut, dovendo così provare la manovra in pista. Ma le numerose curve veloci di Losail, che hanno amplificato l’effetto dell’aria sporca riducendo il carico aerodinamico, unite alla lunghezza ridotta della zona DRS, hanno infatti reso i sorpassi estremamente difficili, tanto che è stata una corsa priva di spunti.
Ciò lo si è visto anche con Lando Norris che, nel momento in cui si è ritrovato proprio dietro a Antonelli verso fine gara, nonostante il vantaggio di ritmo non è mai riuscito davvero a portare un attacco, dovendo fare affidamento su un errore da parte dell’italiano nel penultimo giro per guadagnare la posizione.
Quel problema al pit stop, che gli è costato la posizione su Sainz, ha così condizionato la gara di Antonelli che, in aria pulita, avrebbe potuto puntare al terzo podio consecutivo dopo quelli del Brasile e quello di Las Vegas, anche in quel caso ereditato dagli errori McLaren.
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