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Analisi
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Dakar | Dalla... Dacia fredda, alla consapevolezza della Sandrider veloce

Nasser Al-Attiyah ha gioito poco per la prima vittoria di tappa alla Dakar: una penalizzazione di 10 minuti, dovuta alla perdita di una ruota di scorta in speciale, lo ha relegato al posto d'onore per 1 secondo! Ma al di là delle momentanea delusione, la Dacia ha avuto la conferma che la vettura, per quanto giovane, può puntare al successo finale.

#200 The Dacia Sandriders Dacia: Nasser Al-Attiyah, Boulanger Edouard

#200 The Dacia Sandriders Dacia: Nasser Al-Attiyah, Boulanger Edouard

Foto di: Red Bull Content Pool

Dakar 2025: Dacia Sandriders

Sezione in cui trovare tutti gli articoli e gli aggiornamenti legati alla squadra Dacia Sandriders che corre nella categoria Auto della Dakar 2025.

Sembra una maledizione, ma non è così che si deve leggere la partecipazione a una Dakar. La Dacia alla bandiera a scacchi della Tappa 5 stava per festeggiare la prima vittoria della Sandriders nel raid in Arabia Saudita con Nasser Al-Attiyah. Doveva essere una liberazione alla conclusione di una difficile tappa Marathon che portava ad Hail, sede del meritato giorno di riposo.

E, invece, è arrivata la… Dacia fredda: Nasser è stato penalizzato di dieci minuti perché durante la speciale ha perso una ruota di scorta, creando un potenziale pericolo. In realtà non ha creato alcun danno a nessuno, per cui la squadra spera ancora di far cancellare la sanzione e restituire al principe qatariota la 48esima affermazione alla Dakar che lo riporterebbe a sole due lunghezze dai due recordman, Ari Vatanen e Stéphane Peterhansel, che sono arrivati a quota 50.

Al danno si aggiunge la beffa, perché il provvedimento della FIA ha lasciato Al-Attiyah al secondo posto per 1 secondo dietro a Seth Quintero! È evidente che per il marchio pesano tanto lo “scippo” della prima vittoria che i 10 minuti in classifica, perché Nasser resta quarto a 35 minuti, mentre avrebbe ridotto il distacco dalla vetta, ma il dato di fatto della giornata è che la Dacia ha mostrato di essere competitiva per lottare per la vittoria.

Il principe aveva deciso di andare all’attacco oggi per verificare le potenzialità della Sandrider e i tecnici hanno avuto tutte le conferme che cercavano. Chi ha progettato la Dacia ha pensato un modo di alloggiare le ruote di scorta in modo tale da favorire una sostituzione di una gomma forata più rapidamente. L’esperienza dei tracciati attraversati in questi giorni ha dimostrato che serve una cinghia più resistente per bloccare le ruote e non avere sorprese.

Nasser Al-Attiyah e Edouard Boulanger sulla Dacia Sandriders

Nasser Al-Attiyah e Edouard Boulanger sulla Dacia Sandriders

Foto di: Red Bull Content Pool

L’esperienza in gara non si compra, ma il progetto è nato bene, tant’è che Nasser non si fa prendere dallo scoramento per la vittoria sfumata, ma resta concentrato e carico: il giorno di riposo permetterà di fare un rialzo completo della Sandrider, in modo da iniziare la seconda parte di questa massacrante Dakar con lo stesso spirito della tappa appena conclusa, vale a dire all’attacco.

“La prima settimana è stata dura come ci aspettavamo – spiega Nasser -. Tutto poteva succedere e così è stato. Noi però siamo andati bene. Abbiamo avuto un problema alla sospensione posteriore nella prima parte della Marathon che ci ha fatto perdere circa 45 minuti, ma poi abbiamo spinto e recuperato. Trenta minuti di distacco sono tanti, ma la lotta è resta apertissima”.

Si è parlato tanto della prima settimana di gara, ma la seconda sembra che non sarà più facile...
“E’ sempre stato così. Ma questa è la Dakar: una gara massacrante. Ci aspettano le dune dell’Empty Quarter. Sabbia, sabbia e ancora sabbia”.

David Castera, direttore di gara, ha preannunciato che le tappe 7-8 e 11 potrebbero essere determinanti…
“Ogni speciale può essere determinante. Dobbiamo affrontare una tappa alla volta”.

Siamo alla giornata di riposo, per cui è tempo dei primi bilanci: cosa avete imparato sul mezzo?
“E’ un progetto nuovo e dobbiamo ancora capire il vero limite della macchina. Stiamo imparando, ogni giorno scopriamo qualcosa, ma ci sono tutti gli elementi per fare davvero bene”.

Servono le prestazioni, ma anche una navigazione precisa. Con il navigatore Boulanger che sfide state affrontando?
“Edouard è bravissimo. Nell’abitacolo ci deve essere fiducia totale. Adesso abbiamo capito la filosofia con cui è stato redatto il road book: è un rompicapo di note anche ogni 50-100 metri. Le speciali sono un labirinto di note, forse con l’obiettivo di ridurre la velocità. Ma noi in gara procediamo a una velocità che non è minimamente comparabile con quella di chi disegna il road book”.

Queste speciali sono state caratterizzate da tantissime rocce, dove focalizzi la tua attenzione?
“Dipende. Nei settori rocciosi si deve guardare vicino, per interpretare il terreno e individuare i migliori passaggi. Nei tratti più veloci, invece, lo sguardo si alza per avere una fotografia più ampia della zona che dobbiamo attraversare. Ci si deve adeguare rapidamente da situazione a situazione”.  

Infine, dopo tanti anni, dove trovi ancora la motivazione?
“Ci stiamo divertendo e mi piace molto anche l’atmosfera della Marathon, un momento speciale per ritrovarsi tutti insieme. Mangiare sotto una tenda o intorno al fuoco”.

Watch: Video | Dakar 2025: Tappa 5, gli highlights by Aramco

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