Tarquini, Campione feroce: "Ho vinto il WTCR attaccando sempre da vero Cinghiale!"

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Tarquini, Campione feroce:
Francesco Corghi
Di: Francesco Corghi
19 nov 2018, 08:11

Il pilota della BRC ha portato a termine una stagione fantastica vincendo l'iride con la Hyundai sviluppata da lui e a 56 anni continua ad avere fame e voglia di affrontare nuove sfide, cosa che non gli è mai mancata nei 10 anni successivi al precedente Mondiale conquistato.

Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Podio: il vincitore Gabriele Tarquini, BRC Racing Team, Hyundai i30 N TCR, secondo Aurélien Comte, DG Sport Competition, Peugeot 308 TCR, terzo Kevin Ceccon, Team Mulsanne, Alfa Romeo Giulietta TCR
Il vincitore della gara Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Podio: il vincitore della gara Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR, il secondo classificato Aurélien Comte, DG Sport Competition Peugeot 308TCR, il terzo classificato Kevin Ceccon, Team Mulsanne Alfa Romeo Giulietta TCR
Podio: il vincitore della gara Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team
Gabriele Tarquini, BRC Racing Team
Podio: il Campione Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR, il secondo classificato Yvan Muller, YMR Hyundai i30 N TCR
Podio: il Campione Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR, il secondo classificato Yvan Muller, YMR Hyundai i30 N TCR, il terzo classificato Esteban Guerrieri, ALL-INKL.COM Münnich Motorsport Honda Civic Type R TCR
Podio: il Campione Gabriele Tarquini, BRC Racing Team Hyundai i30 N TCR, il secondo classificato Yvan Muller, YMR Hyundai i30 N TCR, il terzo classificato Esteban Guerrieri, ALL-INKL.COM Münnich Motorsport Honda Civic Type R TCR, Thed Björk, YMR Hyundai i30 N TCR

Il "Cinghiale" ha... ruggito ancora issandosi sulla vetta del mondo! Gabriele Tarquini a Macao ha completato la grande impresa di portarsi a casa il titolo piloti del FIA WTCR, cosa che sulla carta poteva sembrare una formalità se non fosse che si correva su uno dei tracciati più duri del mondo.

Il pilota del BRC Racing Team ha fatto tutto quello che doveva fare nei tre round disputati sul Circuito da Guia, seppur ci siano state due macchioline nelle sue prestazioni a complicare ancor di più le cose.

"E' stato un lungo weekend e io mi sono complicato la vita da solo con l'errore in qualifica - ha ammesso il neo Campione del Mondo Turismo - Non posso prendermela con nessuno, Macao è Macao, però ho fatto uno sbaglio grave che mi ha reso tutto più duro. L'unica opportunità di fare un po' di punti era Gara 1 nella quale partivo settimo. Dovevo scattare bene e sperare che tutto filasse liscio: così è andata e sono contento, anche perché c'era un problema al turbo che mi impediva di spingere come volevo".

Il guaio era dover partire dal 14° posto in Gara 2 e Gara 3, con il rivale Yvan Muller molto più avanti e a tiro di podio. A Macao essere indietro in griglia significa rischiare un incidente nelle prime curve. E infatti...

"In Gara 2 e 3 serviva un po' di fortuna, ci siamo studiati tutte le situazioni possibili di piazzamenti e sapevo che con due terzi posti Yvan avrebbe totalizzato 34 punti, per cui me ne sarebbe servito almeno uno. Al via si spera nella fortuna, alla "Lisboa" ci sono arrivato praticamente fermo con la prima inserita e la frizione tirata, qualcuno da dietro mi ha tamponato distruggendomi la macchina e lì è finito tutto. La partenza di Gara 3 è andata anche peggio, ma sono riuscito a passare indenne e ho cominciato a pensare di poterci riuscire".

Tarquini ha potuto contare sull'aiuto del suo compagno di squadra Norbert Michelisz, autore di un'ottima "marcatura" a uomo su Muller in Gara 2. Ma anche l'alsaziano aveva chi poteva aiutarlo, dato che Thed Björk si trovava nei pressi di Gabriele.

"L'unico pensiero era Thed Björk, immaginavo che avrebbe azzardato qualcosa e in effetti lo ha fatto. Fortunatamente ero pronto a reagire e mi sono scansato in tempo perché si è infilato in un punto dove potevo anche chiuderlo e causare il ritiro di entrambi. Mi ha rotto lo splitter e rovinato la gomma, ho dovuto ridurre l'andatura per via dei tanti danni, per fortuna c'è stata anche la Safety Car finale. Ci sta, sapevo che ci avrebbe provato, era nei suoi piani sicuramente, ma tutto è bene quel che finisce bene".

Il nuovo FIA WTCR si è rivelato un campionato combattuto e avvincente, con diversi protagonisti pronti a dire la loro durante una stagione tiratissima risoltasi solo all'ultima curva.

"La soddisfazione è enorme, parlando con tante persone, anche colleghi del GT, mi chiedono come faccio a 56 anni ad essere ancora vincente, dicono che il livello del nostro campionato è basso. Non è così, anzi, quest'anno era altissimo, Yvan stesso è tornato fortissimo, soprattutto di testa. Erano 15 anni che non vedevo un parterre di piloti così competitivo. Forse il livello qui è più alto rispetto al 2009 quando c’erano i piloti SEAT in lotta. Non è come quello perché là eravamo in di più a giocarcela. Con il Balance of Performance a volte sei più forte, a volte no, per cui è dura prendere punti. Per batterli bisognava essere sicuramente veloci, totalizzare più punti di tutti e vincere più gare, cosa che ho fatto. Non bisognava fare calcoli o gestire, ma andare sempre all'attacco. Il mio soprannome infatti non è "Pecora", ma "Cinghiale". Ce l'ho fatta andando sempre all'attacco e non fermandomi a ragionare. A volte va bene, a volte va male, ma sono contento così. A 56 anni il titolo non mi cambierà la vita, non credo mi consentirà di tornare in Formula 1..."

L'abruzzese ha anche rivelato un retroscena molto particolare ritornando con le lancette al 2009, quando si laureò Campione del Mondo del WTCC con la SEAT.

"Nove anni fa volevo fermarmi se avessi vinto il titolo perché era il momento migliore, lo sapeva solo mia moglie. Poi mi sono detto ‘perché dovrei ritirarmi? Voglio correre, ho l’adrenalina a mille, non sono lento e posso giocarmela ancora’. La SEAT smise per poi ricominciare da privata nelle stagioni 2010, 2011, 2012, io passai alla Honda nel 2012. Sono trascorsi 9 anni e ho vinto un altro Mondiale, è strano, ma a volte la vita ti riserva sorprese”.

Sorprese che non sono mancate in un decennio fatto di annunci, sacrifici, rinunce e speranze. Anche sfumate e rinnovate.

"Nel 2009 la SEAT aveva annunciato il ritiro, rimaneva solo la Chevrolet che però aveva già preso Muller, quindi l'unica alternativa era ripartire con un team privato, senza ingaggio, senza supporto tecnico e con una squadra che faceva quello che poteva. A 50 anni avevo vinto e non avevo sbocchi, eppure ho ricominciato da capo e l'anno dopo sono arrivato terzo facendo salti mortali. Poi è arrivata la proposta Honda, che successivamente mi ha licenziato perché ero troppo vecchio. Addirittura ho corso con la Lada! Certamente si poteva finire in basso, qui eravamo davvero al limite... Però ho vinto due gare nell'anno, una cosa che nessuno avrebbe nemmeno mai sognato. L'anno dopo avrei dovuto proseguire, invece si sono ritirati pure loro. Lì ho pensato che forse era finita".

Invece a marzo del 2017 il telefono ha squillato per una proposta allettante e (in fin dei conti) vincente.

"Mi ha telefonato Andrea Adamo, responsabile del reparto corse clienti di Hyundai Motorsport, che mi ha proposto l'avventura con loro. L'ho apprezzata molto come offerta, non solo come pilota, perché si partiva da zero. La prima volta che ho visto la i30 N era sul computer, mi hanno chiesto come avrei preferito l'abitacolo, la posizione della leva del freno a mano e tutto il resto. La considero figlia mia, l'unica macchina dalla quale sono partito da un foglio bianco. E’ stata una lunga preparazione, mi sono impegnato molto, così come la Hyundai, gli ingegneri, i meccanici e il team. Tutto era ben preparato fin dall’inizio, il piano era approciare la stagione nel modo giusto e cercare che andasse al meglio. Sono orgoglioso di esserci riuscito. arei stato ugualmente contento se avesse vinto Muller, dato che guidava una Hyundai. E' una soddisfazione enorme vederla vincere, un po' come portare alla laurea all'università la figlia".

Anche Muller ha dimostrato di essere un osso duro nonostante l'età, e per tutto l'anno il transalpino ha dato filo da torcere a Tarquini.

"Il mio obiettivo era vincere e onestamente mi aspettavo di poterci riuscire. Conoscevo la macchina e sapevo che era forte, ma eravamo quattro Hyundai e il livello altissimo, con “Norbi”, Yvan e Björk a giocarcela. Come avevo detto all’inizio, probabilmente non ce l’avrebbe fatta il più veloce, ma quello più fortunato e costante in una stagione lunghissima fatta di 30 gare. E' stata una lunga e difficile, ma sono stato primo per il 90% dell’anno. Faccio i complimenti a Muller per il grande lavoro svolto in tutto il 2018, è sato un avversario durissimo".

Con questo successo, il 56enne di Giulianova è diventato il più anziano Campione del Mondo: un record che difficilmente potrà essere battuto, se non da un... giovincello come lui!

"Io mi diverto, c'è sicuramente tensione nel weekend e corriamo in piste come Macao che sono durissime. Ma l'adrenalina delle gare mi fa sentire giovane e dietro ad un volante non mi sono mai sentito handicappato dall'età. Tante volte altri sono andati più forte di me, ma a questa età ho sempre trovato le motivazioni per battere i miei avversari e per imparare da loro. Ho sempre cercato di rubare qualcosa ai miei compagni di squadra e tutti quelli che avevo attorno, probabilmnte è questo che mi ha reso più forte. Nella vita c'è sempre qualcosa da imparare, anche a 56 anni".

A questo punto viene da chiedersi se Tarquini proseguirà anche nel 2019. Ed oltre, magari...

“Al momento non lo so, adesso debbo fermarmi un attimo. Ho 56 anni e sono ancora veloce, forse un po’ più pulito nella guida rispetto a quando ero più giovane. E’ il mio terzo Mondiale perché uno l’ho vinto nei kart. Non ho pensato di fermarmi, se Hyundai avrà il piacere di continuare con me, lo farò volentieri”.

Come cantava Francesco De Gregori, W l'Italia! Una nazione che oggi ha il suo veterano sul tetto del Mondo e un astro nascente come Kevin Ceccon, il quale è riuscito a riportare ai vertici l'Alfa Romeo.

"Kevin ha fatto un finale di stagione fantastico, lo ritengo un bel protagonista tricolore che penso mi darà del filo da torcere nei prossimi anni e sul quale l'Italia potrà contare, non solo sui "vecchi". Però oggi un titolo il nostro paese lo ha vinto! Ed è il mio!"

Informazioni aggiuntive di Roberto Chinchero

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Serie TCR , WTCR
Evento Macau
Location Circuito da Guia
Piloti Gabriele Tarquini
Team BRC Racing Team
Autore Francesco Corghi