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Analisi
WTCR Nurburgring

Le migliori gare del 2021: Monteiro risorge all'Inferno (Verde)

Nel 2017 ha visto la morte in faccia, nel 2018 ha lottato per tornare e il 2021 del portoghese nel WTCR è cominciato come meglio non potesse sognare: trionfo da Campionissimo al Nordschleife, sulla pista più dura e assassina del mondo.

Il vincitore Tiago Monteiro, ALL-INKL.DE Münnich Motorsport Honda Civic Type R TCR

Per caratteristiche del campionato, scegliere quale sia la gara migliore della stagione 2021 del FIA WTCR non è facile, dato che di battaglie ed episodi la massima serie turismo ne regala a dismisura.

A questo punto è più facile, ma anche difficile al tempo stesso, inquadrare un personaggio che ha fatto parlare di sè per qualcosa. Sarebbe troppo comodo citare il Bi-Campione Yann Ehrlacher, molto romantico e campanilistico scegliere Gabriele Tarquini, durissima battezzare il miglior giovane o colui che ha stupito più di tutti, tralasciando le delusioni.

Il nostro eroe di oggi risponde al nome di Tiago Monteiro, che oltre ad essere uno dei veterani della categoria si porta alle spalle una storia unica e molto toccante. E' noto che il portoghese abbia visto in faccia la morte nel 2017, quando ebbe il famoso incidente nei test Honda a Barcellona.

Tiago Monteiro, Honda Racing Team JAS, Honda Civic WTCC

Tiago Monteiro, Honda Racing Team JAS, Honda Civic WTCC

Photo by: FIA WTCC

E' stato da lacrime vederlo tornare a fine 2018 per una gara, rientrare ufficialmente nel 2019 e trionfare davanti alla sua gente in quel di Vila Real. Ma dopo un 2020 di pandemia e un WTCR affrontato in poco più di 3 mesi, ripartire per il 2021 dal Nürburgring Nordschleife non era certo semplice per nessuno.

Men che meno per Monteiro, il quale veniva da alti e bassi dell'anno precedente, ma che ha compiuto il miracolo aggiudicandosi Gara 1 sull'Inferno Verde al volante della Honda Civic Type R della ALL-INKL.DE Münnich Motorsport, in una volata al termine dei 3 giri percorsi lungo i 25,378km della pista tedesca contro il vecchio volpone Yvan Muller.

 

Il francese era partito benissimo dalla Pole Position della Top10 invertita, tenendosi alle spalle la Lynk & Co 03 del suo compagno di squadra Ehrlacher e la Hyundai di Tarquini; quest'ultimo avrebbe potuto piazzare la zampata se non avesse commesso un errore proprio quando si era impossessato del primato, sul finire del giro 2 di 3.

A quel punto Muller, tornato al comando, non è riuscito a staccare i rivali. L'ultima tornata è stata una sofferenza, Monteiro si è avvicinato sempre più fino a quando non ha sfruttato a pieno la velocità della Honda costruita dalla JAS Motorsport sul lungo rettilineo "Döttinger Höhe" per affiancare e scavalcare Muller.

'Hell Ain't A Bad Place To Be' cantano gli AC/DC, colonna sonora perfetta per Tiago, che quattro anni fa per poco non ci finiva davvero nell'aldilà, ma che ha trovato modo di risorgere proprio... all'Inferno (Verde), la pista probabilmente più ostica e tetra del mondo delle corse. Dove in tanti hanno purtroppo perso la vita e dove il ragazzo di Porto, sportivamente, l'ha riabbracciata con una resurrezione che lo consacra sportivamente come eroe a tutti gli effetti.

 

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