Girolami: "WTCR e Honda sono l'occasione della vita, poi penserò a vendicarmi di Guerrieri!"

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Girolami: "WTCR e Honda sono l'occasione della vita, poi penserò a vendicarmi di Guerrieri!"
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02 apr 2019, 19:00

L'argentino torna a correre nella massima serie turismo del mondo dopo essere rimasto senza volante nel 2017 a causa di Volvo Polestar. Ora c'è la Civic ad attenderlo e il suo amico e compagno di squadra ha giocato un ruolo importante nell'accordo coi giapponesi, con simpatico retroscena...

Gli anni dispari sono quelli più importanti per Néstor Girolami, almeno per quanto riguarda la sua carriera nella massima serie turismo mondiale.

Nel 2015 aveva debuttato con la Honda del Team Sweden nel WTCC, nel 2017 era arrivata l'occasione offertagli da Volvo Polestar, poi bruscamente interrotta a fine anno, e oggi rieccolo al volante della Civic TCR della Münnich Motorsport per il FIA WTCR.

Una chance che l'argentino non vuole farsi sfuggire e sulla quale ha lavorato alacremente per tutta la scorsa stagione, consapevole che si trattasse di quella da non perdere.

"Quando ero nel WTCC con Volvo Polestar Cyan Racing avevo firmato un contratto di tre anni, ma a fine 2017 il programma è stato interrotto e sono dovuto rientrare in Argentina e Brasile per correre nel Súper TC2000 e in Stock Car. Il mio obiettivo però è sempre stato quello di tornare in Europa e crescere qui come pilota, dunque ho continuato a lavorare per tutto il 2018 in questo senso".

"L'anno scorso mi sono recato a Suzuka per parlare con diverse persone e ho incontrato quelli di Honda Racing, che poi mi hanno fatto una proposta per correre nel WTCR ora. Ho accettato immediatamente, anche perché ero convinto di meritare un'altra occasione".

"Con Cyan Racing i contatti li avevo mantenuti e non si erano chiuse le porte, ma quando si è palesata la prospettiva di correre con Honda e il mio amico Esteban Guerrieri ho preferito virare su questo progetto perché per il rapporto che c'è fra noi sono convinto che assieme si possa fare un grande lavoro".

"Nel 2015 avevo già guidato una Honda nel WTCC, praticamente ho ripreso a vivere un sogno che ora si è avverato. Per di più sono in un vero e proprio Dream Team con Esteban, non potevo chiedere di meglio".

E proprio il rapporto con Guerrieri è risultato fondamentale per il suo approdo al WTCR, nel quale ora ha non solo un amico fidato, ma anche un punto di riferimento solido in squadra.

"Credo molto in lui e lui in me. Penso sia molto importante questa cosa fra due piloti. Nel nostro sport è sempre difficile instaurare rapporti con i colleghi perché si è tutti avversari e il primo di questi è proprio il tuo compagno di squadra. Invece noi vogliamo raggiungere entrambi il massimo, condividendo ogni cosa. Se io lo batto, lui può imparare qualcosa. Se è lui a battere me, cresco io".

"In Argentina il primo obiettivo è arrivare davanti al tuo compagno e poi agli altri; solo così ti guadagni la riconferma. Di fatto nei team ufficiali funziona così e spesso ci si trova tagliati fuori. Invece nel WTCR Honda ha dato ad entrambi la possibilità di lottare per il titolo con la stessa macchina. E se noi lavoriamo assieme è possibile farcela, mentre separatamente no. Ci conosciamo fin da quando siamo bambini e parliamo senza nasconderci nulla".

E qui arriva la spiegazione di un simpaticissimo retroscena sulla firma del contratto. Anzi, di uno scherzo piuttosto sadico tiratogli da Guerrieri a gennaio, quando incaricato da Honda di chiamare Girolami per annunciargli l'ok delle firme ha pensato bene di fare tutt'altro.

"E' stato un giorno particolarissimo perché era da Suzuka che aspettavo la firma del contratto, dovevano solo comunicarmi la loro decisione. C'erano alcune cose che dovevano sistemare e io tutti i giorni chiamavo Esteban per chiedergli se c'erano novità; lui mi diceva di stare tranquillo e pensare alle mie cose. Mettetevi nei miei panni, per me non era affatto semplice. Poi una mattina di fine gennaio, dopo alcuni giorni che non ci sentivamo, mi ha telefonato mentre ero al PC che cercavo un appartamento a Barcellona. Mi dice che il programma è saltato e di non trasferirmi, dato che hanno preferito a me il Campione TCR Europe, Mikel Azcona".

"Io mi sento morire dentro, mia moglie capisce e per poco non sviene. Dopo alcuni secondi di silenzio, mi svela che è uno scherzo e che siamo compagni di squadra. Sono letteralmente esploso! E' stato un momento incredibile, chiaramente non potevo chiedere di meglio, ma avevo anche paura di rimanere fuori. Ho accettato lo scherzo, ma come sapete... la vendetta va servita su un piatto freddo, per cui sto preparando qualcosina. Aspettate e vedrete, lasciamo calmare le acque..."

"Intanto ho trovato casa a Barcellona. Quando ero con Cyan Racing ho vissuto a Göteborg ed è stata una buona esperienza perché ho visto culture diverse, ma per come sono fatto io preferisco l'Argentina o la Spagna, mi trovo a mio agio sia per il meteo che per le amicizie. In Svezia ho comunque imparato tanto e mi è stato utile".

Tirato il sospiro di sollievo, Girolami comunque rivela che alternative nel frattempo se n'era create proprio per non rischiare.

Avevo un pre-contratto con un altro marchio per correre nel Súper TC2000 in Argentina in Top Class, ma loro sapevano che c'era la possibilità di poter partecipare al WTCR, per cui hanno atteso il corso degli eventi. Honda fa firmare contratti annuali a tutti i suoi piloti, che poi alla fine della stagione vengono eventualmente rinnovati. Vedremo come andrà la stagione".

In casa Honda Racing, oltre a Guerrieri, il sudamericano ha trovato anche Tiago Monteiro ed Attila Tassi, portacolori della KCMG con cui è immediatamnte scattato il dialogo e la condivisione delle esperienze.

"Parliamo molto con Monteiro e Tassi perché facciamo parte della famiglia Honda, seppur noi siamo piloti Münnich Motorsport e loro KCMG. Honda vuole che lavoriamo assieme per vincere il titolo, come succede anche in Hyundai, in Volkswagen e tutte le altre squadre. Poi se parliamo di team, ognuno prende i punti per il prioprio. Attila è un giovane che sta crescendo benissimo e ha tantissimo da imparare ancora, ma un ottimo ragazzino. Tiago l'ho ritrovato molto amichevole e una persona fantastica con cui avere un rapporto di lavoro".

Durante l'inverno i test di sviluppo si sono praticamente sprecati e "Bebu" non ci ha messo molto a capire la nuova realtà che lo circonda.

"La prima volta che sono salito sulla Civic TCR è stato a Zandvoort in febbraio, non conoscevo nulla. Macchina, pista e squadra erano tutte cose nuove per me, sono rimasto molto sorpreso dalla vettura perché fino a quel momento mi ero basato sul confronto dei tempi con le TC1, che erano nettamente più veloci. Quando ho guidato la Honda l'ho trovata molto simile, invece. Ovviamente abbiamo meno carico aerodinamico e potenza, ma lo stile di guida da adottare è più o meno quello e anche le gomme non cambiano molto. Le Yokohama sono ottime, garantiscono un grande grip e si guida benissimo".

"Qui la differenza la fa la precisione, un errore lo si paga molto più caro rispetto al WTCC e siccome il livello è altissimo e molto equilibrato, se sbagli non puoi più recuperare. Un po' come quando sei sui kart. E' una bella sfida per i piloti, quando vuoi essere veloce spesso oltrepassi il limite, qui non te lo puoi permettere".

A Barcellona invece il lavoro è stato differente, anche perché non tutti hanno mostrato il reale potenziale e per di più è arrivata la comunicazione sul Balance of Performance che verrà applicato alle macchine.

"Sono stati dei test strani perché noi abbiamo spinto senza nascondere nulla, mentre pare che gli altri abbiano invece tirato su il piede. Non capisco che bisogno ci fosse di fare così, evidentemente avranno avuto le loro ragioni. Noi il nostro lavoro lo abbiamo fatto bene e sono contento".

"Per me è la prima volta che mi trovo a gestire un Balance of Performance perché fino ad ora ho corso solo con dei pesi di compensazione, sia nel WTCC che in Argentina. Sarà molto difficile capirlo bene, però penso che sia una buona cosa per lo spettacolo, anche perché se dai libertà di sviluppo lasciando delle disparità di prestazioni, rischi di ritrovarti nella stessa situazione del 2017, quando Honda e Volvo erano le uniche due squadre a combattere per la vittoria. Preferisco sicuramente questo sistema, il livello è alto ugualmente. Poi certamente dico anche che non è bello ritrovarsi con delle zavorre per rallentarti, ma tant'è".

Sulla tuta di Girolami campeggia il #29 e il suo soprannome, "Bebu" appunto. Una scelta quasi obbligata che l'argentino ci spiega con il suo solito sorrisone sulle labbra.

"Néstor è un nome considerato da vecchio in Argentina, per cui mia nonna ha cominciato a chiamarmi "Bebu", che è simile al significato di "Baby" e bambino piccolo, proprio per svecchiare il mio nome. Da lì è rimasto come soprannome, tutti mi conoscono così in Argentina. Il #29 l'ho scelto perché nel mio paese ho vinto due titoli e mi sarebbe piaciuto prendere l'11. Solo che qui era già stato scelto da Thed Björk, dunque ho deciso di affiancare il 2 dei miei titoli al 9, perché 2+9 fa 11! Inoltre al momento ho 29 anni e poi mia moglie è nata il giorno 29; in questo modo siamo tutti felici. Se dovessi vincere lo terrei".

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Esteban Guerrieri, ALL-INKL.COM Münnich Motorsport Honda Civic Type R TCR, Néstor Girolami, ALL-INKL.COM Münnich Motorsport Honda Civic Type R TCR

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Nestor Girolami, Munnich Motorsport, Honda Civic TCR

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Néstor Girolami, Munnich Motorsport, Honda Civic Type R TCR

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Serie TCR , WTCR
Piloti Néstor Girolami
Team Honda Racing Team JAS , Münnich Motorsport
Autore Francesco Corghi
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