Tarquini: "In LADA credono in me e respiro aria nuova"

L'abruzzese guiderà la Vesta TC1: è molto motivato e ci ha raccontato in esclusiva le sue sensazioni pre-2016

Esattamente un anno fa, in occasione dei test collettivi di Barcellona, Gabriele Tarquini si apprestava ad affrontare una nuova stagione nel WTCC affermando di sentirsi "come un bambino".

Oggi l'abruzzese ha cambiato casacca, vestendo i colori della LADA Sport, dunque è come fare un salto all'indietro nella... culla!

"Praticamente sì, ma sono sempre motivatissimo!", ha esordito il "Cinghiale" durante la nostra intervista esclusiva per parlare della nuova avventura nel Mondiale Turismo, stavolta con la Vesta TC1 di Madre Russia.

Ti vedremo con il colbacco in testa?
"Speriamo con il casco, protegge di più!"

Come è nata l'idea di approdare in LADA?
"Tutta per caso. Ormai pensavo di dover abbandonare il WTCC, poi la vigilia di Natale ci sono stati i primi contatti con Victor Shapovalov, il quale è venuto anche a trovarmi a Roma anche dopo le feste. Ho visto la voglia di avermi con loro ed è stata quella che mi ha convinto ad intraprendere questa nuova avventura".

Quindi l'idea è stata dei russi, oppure anche tu li avevi cercati?
"In realtà qualche contatto con Victor l'avevo già avuto in passato quando avevo capito che con Honda non ci sarebbero state possibilità di proseguire il rapporto; certamente era una carta che volevo giocarmi, ma all'epoca non mi erano sembrati interessati per cui non ci avevo più pensato".

Però hanno cambiato idea...
"Probabilmente le cose sono cambiate quando Rob Huff ha comunicato alla LADA il suo passaggio in Honda, lasciandoli un po' spiazzati. A quel punto immagino cercassero un altro pilota esperto che potesse rimpiazzarlo e hanno pensato a me".

Oltre a Shapovalov, hai incontrato e parlato con altre persone della LADA?
"Ho parlato con l'ingegnere di pista Joan Servià, che già conoscevo dai tempi della Sunred, e con Maxim Maksimenko, il Direttore Sportivo, che da anni è con LADA e con il quale ho discusso degli aspetti sportivi. Per il resto non so molto perché l'intenzione da parte loro è di cambiare alcune persone a livello tecnico. La prossima settimana incontrerò anche Steve Mattin, il progettista".

Il tuo contratto com'è strutturato?
"Ho voluto io siglare un accordo annuale perché mi sembrava irragionevole fare richieste particolari, soprattutto considerando che ho quasi 54 anni. A fine stagione valuteremo entrambi come sarà andata, se saremo contenti reciprocamente vedremo come proseguire".

Sei già stato in fabbrica a vedere le strutture? Come hai trovato l'organizzazione in questa nuova squadra?
"In Russia no, per ora sono andato a Magny Cours che è la loro base europea. Hanno una logistica molto complicata perché le vetture sono costruite in Russia, poi assemblate in Francia, ma ancora non conosco bene tutti i dettagli perché sono appena arrivato, per cui non posso dare un giudizio preciso in merito".

E la Vesta TC1 come ti è sembrata?
"E' una vettura che rompe gli schemi del passato, molto innovativa dal punto di vista estetico. L'avevo già osservata con molta attenzione lo scorso anno, anche se posso dire di conoscerla ancora troppo poco, forse più dal punto di vista di un avversario. In alcune gare del 2015 ho lottato con Huff e ho notato che nelle sezioni veloci era molto competitiva, mentre accusava alcuni problemi nei tracciati lenti per via di trazione e sottosterzo. Anche in gara non ha sempre mostrato un buon potenziale, per cui penso che ci sarà molto da lavorare. Certamente la Vesta ha stupito tutti perché è stata veloce fin da subito nonostante i pochi test effettuati, ma purtroppo non è migliorata nel corso della stagione, anche se con Catsburg ha centrato un paio di volte la Q3 in Qualifica".

Quanti test hai fatto con la Vesta?
"Ho fatto alcuni giri a Magny Cours sul bagnato, ma solo per provare un nuovo software di gestione del motore, che però è montato ancora sull'esemplare del 2015. Non riesco a fare valutazioni particolari anche perché sull'asciutto non ho avuto la possibilità di girare. Torneremo in Francia lunedì per completare il lavoro e permettere alla LADA di omologare questo software. Purtroppo il meteo non promette bene e temo che anche la settimana prossima pioverà, come spesso accade in quel circuito".

Come è strutturato il vostro programma di test?
"Al momento andremo la prossima settimana a Magny Cours, ma c'è il problema che le tre nuove vetture debbono essere ancora assemblate con i nuovi componenti, per cui siamo un po' in ritardo e dubito avremo il tempo di organizzare ulteriori prove. Forse faremo uno shakedown subito prima della gara d'apertura in Russia".

Quindi la prima gara, che dovrebbe essere a Sochi, sarà una sorta di prova generale...
"Stiamo ancora aspettando l'ufficialità della data, ma se dovesse essere confermata probabilmente verrà svolta una giornata di test proprio a Sochi durante la settimana prima dell'evento. In LADA tengono molto all'appuntamento perché si tratta della gara di casa. Io dovrò conoscere bene la macchina quindi non avendo modo di provare sarà un altro test con la nuova Vesta. E' l'unica cosa che mi preoccupa, ma bisogna fare di necessità virtù".

Quali obiettivi vi siete posti?
"Sicuramente crescere durante l'anno. Nei primi colloqui con Shapovalov mi è sembrato che anche lui sia una persona che tiene i piedi ben piantati per terra. Sappiamo che non dobbiamo pensare al Titolo perché la Citroën resta di un altro pianeta. Ci troviamo nel gruppo degli inseguitori, dobbiamo essere bravi a cogliere qualche bel risultato sfruttando le situazioni particolari, come ad esempio la griglia invertita di Gara 1 o qualche caos derivato da collisioni".

E magari arrivare davanti anche alle Honda...
"Sinceramente non ho desideri particolari di rivalsa, l'unica cosa che posso rimproverare al mio vecchio costruttore è di avermi comunicato molto tardi le loro scelte e intenzioni, per questo ci sono rimasto male. Poi è chiaro che non posso dimenticare tutti gli anni passati assieme, il fatto che fossi diventato il loro "allenatore" di fiducia. Personalmente mi sento di non aver responsabilità particolari sulle problematiche che non hanno permesso ad Honda di raggiungere certi risultati, ma capisco la loro voglia di cambiare, pur non condividendo i modi e i tempi di gestione della cosa. Ma in pista saranno avversari come lo sono Citroën, Volvo e Chevrolet, dunque è chiaro che mi piacerebbe stare davanti a loro come a tutti gli altri, questo deve essere il credo di ogni pilota".

Della Honda ti mancherà qualcuno in particolare?
"Dopo così tanto tempo mi sentivo parte dela famiglia, quindi ovviamente sarà tutto diverso e ricomincerò da capo. Ma all'interno del box il rapporto con Monteiro era unico: siamo amicissimi, abbiamo passato tanto tempo assieme anche fuori dalle piste e i nostri figli sono praticamente coetanei, abbiamo visioni di vita simili e affinità lavorative, per cui Tiago mi mancherà sicuramente".

Hai già parlato con i tuoi nuovi compagni di squadra?
"Catsburg lo vedrò lunedì a Magny Cours. Con lui ho scambiato qualche parola lo scorso anno e mi è parso un ragazzo solare e schietto. Mi ha stupito molto nel 2015 perché è stato in grado di raggiungere la Top5 in Qualifica, debbo dire che lo ritengo uno dei piloti emergenti più interessanti del WTCC. Inoltre è sempre stato correttissimo al volante, duro ma leale, e io tengo molto in considerazione questo aspetto. Mi è sembrata una bella persona e sono molto curioso di conoscerlo".

E con il tuo "nemico" Valente?
(Risata, ndr) "Dico subito che con Hugo, nonostante le scintille, avevamo già avuto modo di chiarirci nella gara in Thailandia, anche perché François Ribeiro (promoter del WTCC) ci ha messi a sedere ad un tavolo per sistemare la questione. Gli ho ribadito le mie posizioni e idee sull'episodio, facendogli presente che quando si è giovani le stupidaggini le possono fare tutti, dato che io stesso ne ho fatte. Per me è finita lì, ci siamo rivisti e abbiamo pranzato assieme. Il rapporto fra noi nasce ora perché non lo conosco come persona. Saremo due bravi compagni di squadra e lavoreremo come tali".

Nicky e Hugo potrebbero essere figli tuoi... Li facciamo crescere come te?
"E' una situazione nella quale mi sono già trovato. In LADA penso di rappresentare l'esperienza. Se i miei compagni di squadra dovessero essere in grado di sfruttare le mie conoscenze, anche facendo meglio, perché no, ne sarei felicissimo! Ormai ho una età che mi fa capire l'aspetto aziendalista del mio lavoro. Oggi non so se Hugo e Nicky abbiano le capacità di essere più bravi, spericolati e altro rispetto a me; ma se dovessero vincere grazie alle mie indicazioni sarei molto contento, quasi come se fossi io a trionfare. Preferisco che vinca un mio compagno di squadra rispetto ad un altro avversario, perché utilizza una vettura alla quale ho dato il mio contributo. Negli ultimi anni ho sempre condiviso le informazioni tecniche con i miei compagni di squadra senza alcun problema, Monteiro e Michelisz lo possono confermare perché è stato così anche in Honda. E questo è un ragionamento che si può fare solo con la maturità acquisita nel corso degli anni".

Quest'anno farai solo WTCC o hai qualche altra cosa in ballo?
"La LADA non ha preclusioni su altre cose e se volessi correre in altre categorie potrei tranquillamente pensarci, ovviamente chiedendo la loro autorizzazione. Però a me piace essere monotematico e concentrarmi solo su una cosa, per cui dico che al 99% correrò solo nel WTCC".

Domanda cattiva: in famiglia non ti dicono di smettere?
"Premetto che quando la Honda mi ha comunicato le sue scelte, non ho mai avuto il minimo dubbio di smettere di correre. Mi hanno offerto ruoli diversi, ho ricevuto anche diverse altre proposte, ma non come pilota. Sono sempre stato molto deciso a voler proseguire la mia carriera di pilota e in famiglia l'hanno capito subito e hanno sofferto con me. La cosa bella è che ho potuto scegliere del mio futuro in base alle offerte di correre a buoni livelli. Sono molto contento e molto gratificato dall'interesse e dagli attestati di stima. Spero di continuare a meritarmeli".

Allora in bocca al lupo, siamo tutti curiosi di vedere come andrà questa tua nuova avventura!
"Crepi, è una novità che incuriosisce anche me. Sono in una nuova struttura e lavorerò con nuove persone, ma respirare questa aria diversa mi fa sentire ancor più giovane. Certamente mancheranno alcune certezze e sicurezze che ormai da anni erano punti fissi per me e il mio lavoro. Però cambiando aria ti rimetti in gioco e ti risvegli mentalmente, per cui sarà davvero interessante capire come andrà".

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A proposito di questo articolo
Campionati WTCC
Piloti Gabriele Tarquini
Team Lada Sport
Articolo di tipo Intervista