Lopez: "A Motegi sono stato bravo e fortunato!"

Con la vittoria in Gara 1 "Pechito" ha allungato sui rivali in campionato. Indolore ritiro in Gara 2: Muller K.O

Scrivo queste righe mentre sono sull’aereo che mi sta portando dal Giappone a Francoforte. Resterò in Germania per alcuni impegni promozionali della Citroen al salone dell’auto e poi mi trasferirò in Francia per preparare la prossima gara di Shanghai che già incombe. Come si può notare non ci sono molti attimi di respiro, ma va bene così. Sono reduce da un fine settimana di gara che mi ha dato molte emozioni contrastanti. Prima la frustrazione per alcune difficoltà nelle prove libere, poi il bel giro in qualifica, la gioia per una vittoria inaspettata e subito dopo la delusione per l’incidente. Alla fine però, grazie ai guai patiti dai miei compagni ho lasciato Motegi con un vantaggio in classifica decisamente importante.

HONDA MOLTO FORTE IN CASA, C-ELYSEE CON 60 KG DI ZAVORRA
Eppure non era iniziata nel migliore dei modi in quanto nelle libere sulla mia C- Elysée si sono palesati dei problemi ai freni che non mi hanno permesso di fare un buon lavoro sul set-up della vettura. Bisogna poi aggiungere che su questa pista per noi è stata più dura di altre volte. La Honda, in casa, era sicuramente più vicina e i sessanta chili di zavorra a nostro sfavore hanno giocato un ruolo importante sulla prestazione pura. Motegi non era così veloce come potevamo pensare ed inoltre serviva molta trazione ovvero uno dei punti forti della Honda. Come detto ho sprecato tempo nelle libere per risolvere un problema ai freni. Poi i miei meccanici, con un gran lavoro, lo hanno individuato ma con così poco tempo fra una sessione e l’altra non ho potuto cucirmi addosso la vettura che volevo. Però mi ritengo fortunato perché se il problema non fosse stato risolto probabilmente sarei finito molto indietro. Invece sono riuscito a mettere assieme un buon giro che mi è valso la prima fila. Per me però è stato come fare la pole, visto che alla fine sono riuscito a tenere dietro le altre due Honda e i miei rivali per il titolo. Una cosa che mi ha un po’ sopreso.

IN GARA 1 FONDAMENTALE LA PARTENZA, E L'HO FATTA BENE!
Per la prima gara sapevo che avrei dovuto giocarmela in partenza. Sapevo anche che le Honda in quella fase erano davvero molto forti. Per buona parte della stagione, sotto questo aspetto, sono state molto più forti di noi. Però ci abbiamo lavorato sopra e abbiamo migliorato. Il mio obiettivo quindi era fare una buona partenza senza ripetere gli errori di Mosca. Lavorando molto con i miei ingegneri siamo riusciti a trovare un buon compromesso nella procedura dello start e infatti lo scatto è stato molto buono, tanto che sono riuscito ad affiancare Michelisz che partiva in pole. A quel punto sapevo benissimo che lui sarebbe venuto verso di me per chiudere la porta. Una manovra normale che non mi ha creato nessun problema. Ho scartato a destra tenendo però il piede sull’acceleratore per non perdere la posizione. Una volta in testa ero però convinto che le Honda sarebbero venute a prendermi perché nelle libere avevano mostrato un passo molto buono che in gara si sarebbe notato ancora di più. I sessanta chili di zavorra avrebbero infatti dovuto mettermi in crisi con le gomme. Nei primi due giri ho cercato allora di stare tranquillo senza forzare sugli pneumatici per evitare di surriscaldarli. Poi ho cominciato a spingere ed ho preso quel vantaggio che mi ha dato una certa tranquillità.

CHE BELLA VITTORIA, MA YVAN ERA IN CRISI
Una bella vittoria che si è sommata alla giornata negativa di Yvan Muller. Ho visto il mio compagno di squadra veramente in crisi. Un po’ come in Portogallo. Lui è andato molto forte in Slovacchia ed in Russia, tanto che mi aveva seriamente preoccupato. In questi ultimi due appuntamenti però ha avuto delle serie difficoltà a trovare un passo che gli consentisse di stare davanti. La classifica che si è venuta a creare però, penso sia stata determinata maggiormente dai risultati delle prove. Quando io ero impossibilitato a fare la pole, ho comunque finito secondo o terzo ed ho avuto quindi la possibilità di recuperare in gara. Lui invece quando non ha potuto lottare per la pole non è entrato nel Q3 perdendo punti e, partendo dietro, non ha potuto recuperare posizioni e punti. Questa mancanza di regolarità ai fini del campionato è fondamentale. In Giappone poi credo sia stata la gara in cui ha sofferto di più. Non ha mai avuto il passo per stare con i primi tanto che ha faticato molto anche per passare Hugo Valente in gara due prima di fermarsi, mentre in gara uno è stato passato da Ma Qing Hua.

UN COLPO IN PARTENZA HA ROVINATO LA MIA GARA E QUELLA DI LOEB
Archiviata la soddisfazione di gara uno, mi sono concentrato sulla seconda corsa. A quel punto ero convinto che in condizioni normali avrei rimontato fino a giocarmi il podio. Invece, arrivati alla frenata dopo la partenza, ho sentito un forte colpo sulla parte posteriore sinistra. La macchina si è alzata e non sono riuscito a controllarla finendo così addosso a Sébastien Loeb distruggendo la ruota. Così la mia gara è stata rovinata ed io, incolpevolmente, ho rovinato quella di Seb. Sulle prime pensavo fosse stato Michelisz invece poi guardando la camera on board ho visto che è stato Bennani. Sono cose che capitano. Però è per quello che insisto col dire che ad ogni weekend bisogna fare il meglio che si può in quanto può sempre arrivare uno che ti butta fuori e ti rovina in un attimo tutto il lavoro.

ANCORA PROBLEMI PER YVAN. IO SONO STATO FORTUNATO
Poi Yvan ha avuto quel problema al cofano e alla fine, paradossalmente, il più fortunato sono stato io. Il fine settimana si è di nuovo trasformato in un evento positivo. Il vantaggio adesso è importante e, inutile negarlo, il pensiero del titolo diventa sempre più grande. Dovrò però tenere ancora i piedi ben piantati per terra e cercare di essere ancora più intelligente. L’approccio sarà sempre lo stesso, anche se so benissimo che a Shanghai, per quanto quasi impossibile, potrei avere già un match-point. Mi piacerebbe chiudere il campionato quanto prima proprio perché non vorrei che si ripetessero eventi come quello della seconda gara di Motegi o qualche altro tipo di errore. Un passo alla volta, però. Per qualche ora voglio godermi ancora la vittoria giapponese.

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A proposito di questo articolo
Campionati WTCC
Evento Motegi
Circuito Twin Ring Motegi
Piloti José María López
Articolo di tipo Commento