Monteiro: "Honda è la priorità per puntare al titolo, ma fremo per la F.E"

Esclusiva intervista a Tiago Monteiro, il portoghese del Castrol Honda WTCC Team che ha in mente progetti molto ambiziosi per il proprio futuro motoristico.

Il futuro di Tiago Monteiro al momento è nelle mani di altri. Il portoghese sta attendendo la risposta della Honda circa la sua conferma al volante della Civic WTCC per il 2017, ma ci sono ulteriori scenari molto interessanti che Tiago sta prendendo in considerazione.

In primis, dopo il recente test, quello in Formula E, dove però bisognerà aspettare di vedere le concomitanze fra i calendari. In questa esclusiva intervista rilasciata a motorsport.com, il pilota portoghese spiega tutto e di più su ciò che potrà essere il suo domani motoristico. Partendo però da una delle emozioni più belle: la vittoria di Vila Real a giugno.

Come hai vissuto la vittoria di Vila Real?
"Penso sia stata la miglior gara della mia carriera. Avevo già vinto in Portogallo, sui circuiti di Estoril e Algarve, e sono stati momenti speciali. Ma questo è stato davvero incredibile per la risposta del pubblico. Lo ritengo anche uno dei weekend più duri dal punto di vista della gestione della pressione; non potete immaginare quanto fosse alta. C'erano i miei amici, la mia famiglia e ovunque andassi incontravo gente che mi diceva "devi vincere!". All'inizio non ci fai caso, ma dopo migliaia di volte che te lo senti ripetere è inevitabile che in griglia queste frasi ti vengano in mente. E poi è stato difficilissimo per via del tipo di pista, su un cittadino non puoi permetterti errori nonostante sia necessario prendersi dei rischi. Inoltre erano presenti personaggi importanti di Honda, venuti apposta dal Giappone. In generale non è stato un weekend piacevole, nonostante il calore della gente. Diventava importantissimo arrivare al traguardo, non vedevo l'ora che finisse".

Finire secondo in campionato sarebbe positivo per te?
"Personalmente corro per vincere, ma bisogna anche essere realisti e ammettere che le probabilità sono basse. Non dovessi riuscire a conquistare il titolo non sarebbe comunque la fine del mondo, lotteremo per arrivare secondi o terzi. Il mio miglior risultato in carriera è stato un quinto posto, per cui il podio sarebbe un bel miglioramento. Per farcela non dobbiamo commettere errori e continuare a stare davanti coi migliori".

Hai perso punti per l'esclusione della Honda in Marocco e Ungheria per il problema al fondo della Civic WTCC; questo ha influito molto?
"E' vero, in particolare quelli presi a Marrakech erano punti pesanti. Ma anche al Nürburgring potevo vincere, poi mi è esplosa una gomma. In tutte queste occasioni mi trovavo davanti a López, che ne ha approfittato per vincere. Non dico che senza questi problemi ora sarei in testa, ma sicuramente mi troverei molto più vicino in classifica".

E' López a fare la differenza o la sua auto?
"Sicuramente "Pechito" è uno fortissimo, ha vinto gli ultimi due campionati, è sempre stato ai vertici e non c'è dubbio che possa essere un pilota capace di fare la differenza. Però faccio notare che anche Yvan Muller ha avuto problemi, cosa che a López non è mai capitata. Quindi la somma di tutto lo piazza davanti. Tuttavia ritengo la Citroën ancora l'auto da battere, anche se meno forte rispetto agli anni scorsi, è comunque davanti e il riferimento".

A proposito di Citroën: nel 2017 non ci sarà, questo per voi sarà un vantaggio?
"Sulla carta la Honda dovrebbe essere la vettura più forte e la migliore opzione se vuoi lottare per il titolo. Ad oggi sarebbe una bagarre fra di noi, ma penso che anche Volvo e LADA potranno dire la loro. E comunque non dimentichiamo che in pista alcune Citroën ci saranno ugualmente; molto dipenderà da chi le guiderà, ma l'auto è forte. Mi viene in mente l'anno che la Chevrolet decise di fermarsi: Muller restò con un team privato e vinse lo stesso il titolo al volante della Cruze. Nel WTCC c'è qualche cambiamento, ma non ai livelli della F1, nella quale le migliorie possono farti fare salti di qualità notevoli. Qui lo sviluppo non è a quei livelli e se uno è forte per un anno, in quello successivo non andrà certo piano".

Resterai alla Honda nel 2017?
"Aspetto la conferma dal team, loro hanno una opzione e debbono esercitarla".

Quindi Honda resta la tua priorità?
"In questi ultimi mesi mi sto trovando molto bene e sono contento. Ho ricevuto offerte e proposte anche da altre serie, ho fatto un test con una Formula E. Tutto ciò è molto bello e gratificante, ma la mia speranza è restare con Honda e vincere il campionato assieme a loro".

Non ti interessano altre serie?
"Se il WTCC resterà così com'è, non avrei motivi per andarmene. Però mi interesso anche ad altri campionati, quando ci sono le possibilità e non si presentano concomitanze prendo sempre in considerazione anche altre proposte. Ho corso la 24h di Le Mans, mentre in certe occasioni ho dovuto rinunciare per vari motivi e perché non volevo ritrovarmi troppo impegnato. Ma tenere d'occhio anche gli altri campionati ti mantiene attivo e mi piacerebbe fare qualcos'altro nel poco tempo libero che ho".

Quindi parteciperesti al prossimo campionato di Formula E?
"Mi è stata fatta una proposta molto interessante. Anzi, il primo anno sono stato vicinissimo ad accettare un contratto con Aguri, ma c'erano almeno tre o quattro concomitanze col WTCC e non se n'è fatto nulla. Ho parlato molto con Antonio Felix da Costa, ho mantenuto i contatti e alla fine la Mahindra mi ha offerto la possibilità di svolgere un test. Al momento non so se potrò correre con loro, i calendari provvisori presentano ancora delle concomitanze; fosse solo un week end o due, allora ci penserei, ma con tre o quattro non avrebbe senso per il team. Vedremo, al momento mantengo aperte diverse porte, come ad esempio per la 24 Ore di Le Mans; l'ho fatta cinque volte e ci tornerei volentieri".

Con una LMP1?
"Adoro i prototipi, ma le LMP2 non fanno per me, serve un budget importante e ci sono tanti piloti che si mettono in fila e magari prendono il posto anche di chi è designato per fare tutta la stagione nel WEC. Le GT mi piacciono, ma non mi interessano molto".

Nel test di Formula E sei tornato su una monoposto; cos'hai provato?
"Era da 10 anni che non salivo su una monoposto, escludendo i prototipi aperti di OAK Racing ed Oreca che ho provato e la LMP1 della ByKolles; è stato molto bello. All'inizio le sensazioni erano strane perché la vettura è molto leggera, ma in poco tempo sono riuscito ad essere veloce e a trovare un buon ritmo con tempi ottimi. Ho fatto una simulazione di gara con risultati interessanti, è stata una bella esperienza".

Aspetterai il calendario definitivo del WTCC?
"Il fatto è che il team non può aspettare molto perché il campionato parte a breve e debbono sapere che piloti iscrivere. Attenderanno, ma non in eterno. Nelle prossime settimane dovremmo avere un'idea più precisa, spero di riuscire ad organizzarmi. Non dovessi farcela, vedremo in futuro".

Sulle monoposto di F1 si parla tanto dell'introduzione dell'Halo: tu cosa ne pensi?
"Sono assolutamente favorevole perché si tratta di aumentarne la sicurezza. L'estetica non conta se la cosa serve a salvare vite sulle monoposto aperte, a parte i prototipi. In quanto alla visibilità, non posso rispondere perché non l'ho mai provato, però posso dire che non credo sia peggio dei prototipi, dove a volte non si vede proprio niente. E' questione di abitudine. Mi ha un po' sorpreso che ne sia stata posticipata l'introduzione perché si tratta di salvare vite. Spero che riescano a migliorare al più presto l'idea e ad introdurre l'Halo".

Intervista di Federico Faturos

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A proposito di questo articolo
Campionati WTCC , Formula E
Piloti Tiago Monteiro
Team Honda Racing Team JAS , Mahindra Racing
Articolo di tipo Intervista