Circuito: Slovakia Ring

Lopez: "Ho vinto, ma potevo perdere una ruota in pista!"

José Maria Lopez racconta come ha vinto la Main Race in Slovacchia nonostante la barra antirollio posteriore rotta: "Credevo di dovermi ritirare perché la frenata era irregolare e c'era un rumore terribile, ma ho resistito".

Amici di Motorsport.com ancora una volta sono qui a commentare un fine settimana che per me e per la Citroen si è chiuso in maniera positiva. Questa volta però non so davvero come sia stato possibile visto che il guaio che mi è capitato nella Main Race ha seriamente rischiato di farmi interrompere anzitempo la gara. Per fortuna, e grazie alla robustezza della C-Elysée non è successo, e così ho potuto festeggiare la seconda vittoria stagionale che mi ha consentito di rimanere attaccato a Tiago Monteiro in classifica generale.

Buon bilanciamento con 80 kg di zavorra

Come detto alla vigilia, per noi l’obiettivo in Slovacchia era quello di limitare i danni, cercando nel contempo di ottenere il massimo possibile. Dopo i risultati di domenica direte che come sempre facciamo pretattica, ma vi posso assicurare che non è così. Avevamo davvero dei timori, ma ci siamo messi a lavorare tantissimo in funzione della gara.

Le prove libere, infatti, le abbiamo completamente dedicate a cercare un assetto che ci permettesse di avere una maggiore costanza in gara, evitando il più possibile il decadimento delle prestazioni dovuto al consumo delle gomme che per noi è elevato visto che abbiamo ottanta chili più degli altri. Allora abbiamo deciso di sacrificare un po’ del potenziale della macchina per avere un assetto che ci permettesse, nella seconda parte di gara di essere ancora efficienti con le gomme. Ecco perché non abbiamo mai fatto tempi eclatanti nelle due sessioni.

Un errore in Q3 mi è costato la pole

Una volta montati gli pneumatici nuovi per affrontare la Q1, abbiamo constatato che il bilanciamento era ottimo anche in quel frangente e così ci siamo resi conto che avremmo potuto essere veloci anche in qualifica. Nella Q3 però io ho commesso un errore che mi è costato tre decimi e probabilmente la pole. Alla curva otto, il tornantino, ho voluto strafare ed ho mancato il giusto punto di frenata arrivando lungo. Un mio errore. E se guardo al distacco finale si capisce che avrei potuto puntare al primato. Non mi piace assolutamente perdere la pole, ma questa volta non ero preoccupato perché sapevo il lavoro che avevamo fatto in ottica gara. Questa volta le prove non erano così importanti.

Nell'Opening Race ero in... difesa

Nella Opening Race con la griglia invertita ho fatto fatica. Ho preso la scia di Tarquini, ma ho perso la macchina alla curva 2. Sono arrivato largo e così Yvan Muller mi ha passato. Ma dal quinto-sesto giro tutto il lavoro fatto in vista della gara ha cominciato a vedersi. Gli altri infatti hanno iniziato a perdere prestazione mentre io sono rimasto costante.

Così sono andato a prendere le macchine che avevo davanti. Ho passato Yvan e poi, verso la fine, ho cercato di sorpassare Tarquini, ma non ce l’ho fatta. Il quinto posto ottenuto, posso considerarlo positivo. Ho guadagnato una posizione e sono arrivato davanti al mio compagno che, secondo me, da adesso in poi diventerà l’avversario più pericoloso.

Nella Main Race si è sganciata la barra posteriore

Nella Main Race sapevo che avrei dovuto fare una grande partenza e l’ho fatto passando i due che mi precedevano. Ho spinto subito per cercare di scavare un solco ed infatti il mio giro più veloce è stato sei decimi più basso degli altri. La macchina andava davvero molto bene, ma a metà del terzo giro la barra antirollio posteriore si è sganciata ed è andata a posizionarsi sul disco del freno. In più ogni volta che giravo a destra, ovvero la maggior parte delle curve, la barra toccava il cerchio “mangiandoselo”.

Il rumore era spaventoso e ad ogni metro pensavo che sarebbe stato l’ultimo. I freni non lavorano a dovere e dovevo pompare tutto il tempo. Cercavo di capire con il team cosa stava succedendo, ma sapevo bene che era grave. Facevo attenzione a tutto cercando di anticipare le curve a destra per girare il meno possibile.

Sono andato avanti così fino a tre giri dalla fine, notando che la prestazione non calava rispetto a Catsburg. Così ho recuperato la concentrazione, ho rotto gli indugi ed ho provato il tutto per tutto. Se la macchina doveva rompersi l’avrebbe fatto lo stesso, quindi mi sono detto che dovevo tentare. Ho spinto e l’ho ripreso, riuscendo a passarlo ad un giro dalla fine.

Ho vinto perché non mi sono arreso

Sono venticinque punti caduti dal cielo, perché quando sono arrivato ho visto che il cerchio era completamente mangiato. E’ stato un miracolo che non abbia perso la ruota per strada. Psicologicamente è stata dura, ma alla fine sono stato davvero felice e lo si è capito dall’urlo che ho lanciato non appena ho tagliato il traguardo. Alla fine siamo riusciti ad archiviare una corsa molto buona, che oltre alla vittoria, ci ha permesso di capire come lavorare ancora meglio sul degrado della gomma. Non ho perso tanti punti su Monteiro visto che sono staccato di una sola lunghezza, ma adesso inizia il vero campionato.

Domenica si torna in pista in Ungheria

Già domenica infatti andremo in Ungheria e i nostri avversari della Honda imbarcheranno zavorra. Sono convinto che recupereremo il potenziale di cui dispone la nostra C-Elysée. Noi abbiamo valutato che ottanta chili ci costano fino ad un secondo al giro. La Honda ora imbarcherà almeno settanta chili quindi penso che avranno un calo della prestazione valutabile attorno agli otto decimi. Almeno spero, ma credo andrà così. Detto questo non ritengo che sarà facile e che fioccheranno vittorie a ripetizione, ma probabilmente avremo gare più equilibrate ed inoltre potrebbe inserirsi anche la Lada.

Finalmente la Honda sarà zavorrata

Il circuito ungherese rientra in queste prime piste stagionali che non amo particolarmente. Anche laggiù infatti lo scorso anno non sono stato il più forte. Yvan mi è stato davanti. Poi in gara ho fatto un super partenza ed ho vinto, ma non è su questa pista che mi esprimo al meglio. So che il mio compagno in quel frangente va meglio ed è per questo che il mio approccio sarà ancora quello di non perdere punti su di lui. Poi proverò a riprendermi la leadership in campionato e riportare la Citroen al vertice in quello Costruttori.

Yvan sarà molto competitivo

Scusate se parlo sempre di Yvan, ma io so che quando tutte le macchine avranno gli stessi chili, lui tornerà ad essere l’avversario più temibile. Ovviamente con tutto il rispetto per Monteiro che ha fatto un lavoro davvero eccezionale. Però imbarcando chili, la Honda andrà incontro ad un calo prestazionale e credo che sarà tutto più difficile. Yvan invece sa come guidare con la zavorra al massimo. Quindi so già che in Ungheria sarà difficile batterlo. Dovrò lavorare al massimo per stargli davanti e ottenere il massimo. Vedremo, sono molto curioso di capire quale commenti potrò fare la prossima settimana. Come sempre vi voglio in macchina con me. Il vostro sostegno è importante.

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A proposito di questo articolo
Campionati WTCC
Evento Slovakia Ring
Sub-evento Domenica
Circuito Slovakia Ring
Piloti José María López
Team Citroën World Touring Car Team
Articolo di tipo Commento