La colonna di Lopez: "Vinco il mondiale WTCC e poi mi dedico alla F.E"

José Maria Lopez dopo aver vinto in Argentina la gara di casa del WTCC è andato a Donington per scoprire la Formula E dove correrà l'anno prossimo con il team DS. Il pilota della Citroen intanto guarda a Motegi...

Amici di Motorsport.com, eccomi di nuovo a voi dopo un periodo decisamente intenso. Prima la gara in Argentina che mi ha assorbito tantissime energie e poi i test con la la Formula E a Donington altrettanto impegnativi. Ma andiamo con ordine. Nella mia mente sono ancora ben visibili le immagini della gara a Termas de Rio Hondo.

Nel WTCC ci sono due gare a cui tengo particolarmente: il Nordschleife e Termas. Al Nurburgring ho ottenuto un doppio successo, quindi volevo che anche nella mia Argentina ci fosse da festeggiare. E' andata esattamente così, ma non è stato per nulla facile.

Ho vinto a Termas dopo aver sostituito il motore

Alla vigilia dell'evento abbiamo dovuto sostituire il motore. Una cosa inconsueta per noi della Citroen ma che mi ha costretto a partire ultimo nella Opening Race. All'inizio ero molto preoccupato di questa decisione ma poi, tirando le somme, si è rivelata una scelta giustissima. Abbiamo fatto più punti di tutti e ci siamo messi al riparo da un possibile rischio. Sono arrivato quinto nella prima gara ed ho vinto la Main Race dopo una lotta molto bella con Yvan Muller e Norbert Michelisz.

Il tutto davanti alla mia gente. Un'emozione indescrivibile che porterò sempre con me. Non fosse stato per il cambio di motore, avrei parlato di un fine settimana perfetto. Questo però ci ha permesso di essere competitivi sulle due gare e alla fine per vincere il mondiale bisogna esserlo in tutti gli appuntamenti. Qui siamo stati molto forti ed infatti abbiamo guadagnato altri punti su Tiago Monteiro.

Gara 1: un 5. posto che vale più del piazzamento

La vittoria è stata emozionante, ma dal mio punto di vista, la prima corsa è stata quella migliore. Sono partito dietro, ho rimontato ed ho fatto il giro più veloce sapendo che dopo ci sarebbe stata un'altra gara e che non potevo danneggiare la mia macchina. Agli occhi di tutti è stato un quinto posto, ma per me è stata una bella impresa. Poi comunque ho dovuto faticare anche nella gara principale. Michelisz è partito molto bene e per passarlo ho dovuto aspettare che anche Yvan fosse della partita.

Non ho mai chiesto a Yvan di aiutarmi!

A fine gara in molti mi hanno chiesto lumi a proposito dei team-radio di Yvan Muller. Sembra che abbia detto alla squadra che non sarebbe venuto a disturbarmi. Premesso che io non ho mai, e sottolineo mai, chiesto di non essere attaccato, ma mi sembra che in realtà sia avvenuto il contrario perché ad un certo punto, mentre eravamo in bagarre, mi è parso che volesse passarmi all'esterno. Non lo ha fatto e comunque non mi ha rovinato la gara anche perché in quell'azione quello rimasto più danneggiato è stato Michelisz. In fin dei conti mi ha fatto un favore ed ho vinto la gara.

Il debutto sulla Formula E? Un nuovo inizio

Dopo la vittoria sono rimasto un po' di giorni in Argentina, prima di ripartire per Donington dove, dopo dieci anni, sono risalito su una formula. E' stato molto bello e completamente diverso da tutto quello che ho provato fino ad ora. Il fatto di aver fatto tanti anni in monoposto, in questo caso, mi è servito solamente alla familiarità dell'abitacolo stretto. Per il resto è tutto troppo diverso. E' una macchina pesante, che ha tutto il peso sul posteriore per via della batteria e che va guidata in modo del tutto differente rispetto ad una monoposto tradizionale. E' come se fossi partito da un foglio bianco sul quale ho cominciato a scrivere qualche parola. Un nuovo inizio.

Il primo giorno è stato difficile, poi via via sono migliorato e credo alla fine di aver cominciato a capire di più come si porta questa monoposto. Ci vorrà del tempo per sfruttarla a pieno, ma sono contento della progressione visto che ogni giorno ho guadagnato due-tre decimi girando molto vicino al mio compagno di squadra che è uno dei piloti più veloci. Come primo test sono soddisfatto.

Prima vinco il titolo WTCC e poi mi dedico alla F.E

Sceso dalla Formula E sono salito di nuovo su un aereo per il Giappone dove ritroverò la mia C-Elysée. Sicuramente questo continuo cambiare macchina non è l'ideale, ma con la Formula E volevo cominciare subito. Ho visto infatti che chi ha cominciato tardi come Loic Duvall fa ancora un po' di fatica. Non è una macchina che si impara a guidare da un giorno all'altro. Visti tutti questi impegni ravvicinati e quante energie vi si debbano dedicare, si capisce quanto era importante fare punti pesanti in Argentina. Prima vinco il titolo nel WTCC, prima potrò dedicarmi completamente a questa nuova avventura.

Questo non significa che forzerò le cose pur di finire. So bene i rischi che potrei correre se cominciassi ad avere fretta. Vado a Motegi consapevole del vantaggio, ma con il solito approccio. Fare il massimo evitando stupidate. I presupposti sembrano buoni. Le Honda avranno ottanta chili come noi e questo potrebbe aiutarci. Non sarà comunque facile perché stiamo andando a correre sull'unica pista dove lo scorso anno la Citroen non ha fatto la pole. Me le aspetto quindi ugualmente molto forti. Dovrò far di tutto per mantenere il vantaggio di punti attuale e se i rumors di cancellazione della Thailandia si riveleranno reali potrei addirittura vincere matematicamente. Ma questa è teoria. Dovrò restare calmo ed evitare errori come quello portoghese dove ho forzato e non ho ottenuto nulla. Come sempre vi voglio in macchina con me...

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A proposito di questo articolo
Campionati WTCC
Evento Motegi
Circuito Twin Ring Motegi
Piloti José María López
Team Citroën World Touring Car Team
Articolo di tipo Commento