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Intervista

Björk: "Abbiamo capito dove e come possiamo battere tutti"

Dopo un anno di apprendistato, il pilota svedese e la Polestar Cyan Racing si apprestano ad affrontare la seconda stagione nel WTCC con una Volvo S60 TC1 migliorata tantissimo nei test invernali.

Podium: race winner Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Thed Bjork, Polestar Cyan Racing
Press Conference: Mehdi Bennani, Sébastien Loeb Racing, Citroën C-Elysée WTCC; Thed Björk, Polestar
Podium: second place Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Podium: Race winner Mehdi Bennani, Sébastien Loeb Racing, Citroën C-Elysée WTCC; second place Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Foto di gruppo
Foto di gruppo
Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Podium: race winner Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1
Podium: race winner Thed Björk, Polestar Cyan Racing, Volvo S60 Polestar TC1

Il team Polestar Cyan Racing si appresta ad affrontare la sua seconda stagione nel FIA World Touring Car Championship e al volante della Volvo rivedremo ancora Thed Björk. Lo svedese ha analizzato quanto lo aspetta nel 2017, senza nascondere le proprie ambizioni.

In questa nuova stagione c'è una rosadi piloti in Polestar Cyan Racing, come la vedi? Sarà importante?
"Certamente, molto. Il 2016 ci è servito per imparare a capire tutti gli aspetti e ora vogliamo battere tutti".

Quanto aumenta la pressione in queste condizioni?
"Tantissimo, l'anno scorso non ne ho avuta per nulla, mentre ora si sente. E' anche vero che non è la prima volta che vivo situazioni del genere, per cui ci sono abituato. Ma quando vuoi vincere un campionato è sempre rischiesto il miglior risultato. Quel che posso dire è che darò sempre il massimo per ottenere la prestazione migliore, traendo spunto e aiuto dai miei compagni di squadra e cercando di andare forte con tutta la squadra. E' una bella sensazione".

Si può dire che sei molto più preparato di quanto non lo fossi in passato?
"Assolutamente sì. Abbiamo lavorato tantissimo per presentarci pronti, ora conosciamo le piste e siamo cresciuti tanto".

Quali cambiamenti avete fatto sulla Volvo S60 Polestar TC1 per il 2017?
"In generale la base dell'auto è la stessa, ma sono state apportate alcune modifiche in piccole parti. Con l'esperienza acquisita lo scorso anno nelle varie piste abbiamo potuto lavorare per poter essere più forti, anche su quelle dove non eravamo andati bene. Sono piccoli accorgimenti che posso fare la differenza".

Quali erano le aree che necessitavano di un cambiamento?
"Su alcune piste avevamo bisogno di più trazione per restare con i nostri avversari. L'anno scorso non sapevamo dove loro sarebbero andati meglio di noi, oggi lo sappiamo, proveremo a batterli".

Che differenza può fare in squadra avere tre macchine?
"Sicuramente c'è tanto lavoro in più per meccanici e membri del team, ma questo significa anche diventare più forti e provare a vincere il titolo. Inoltre servivano tre auto per prendere parte al WTCC MAC3, la prova a cronometro che ritengo possa creare un bello spirito di unione in squadra. Debbo conoscere ancora bene Nicky Catsburg e lo posso fare lavorando ogni giorno con lui. Anche Néstor Girolami è un ottimo ragazzo. Voglio cercare di conoscerli meglio per poi batterli!"

Il team non è più tutto svedese come nel 2016, quali dinamiche sono cambiate?
"E' cambiato tanto, ma credo anche che il team fosse pronto. Bisogna cercare di imparare anche da altri e fare tesoro di ogni cosa".

Honda sarà un avversario tosto per il 2017. Cosa ne pensi dei test che hanno svolto e del loro livello?
"Certamente Honda ha girato come lo abbiamo fatto noi, ma al momento non so dire cosa abbiano provato e a che livello siano. Sono forti perché hanno ottimi piloti e tanta esperienza, per questo noi abbiamo cercato di imparare sotto diversi punti di vista, per crescere e batterli. A Marrakech ne sapremo di più".

Tre piloti forti in squadra significa correre il rischio di lotte interne. Come pensi di gestire situazioni del genere se dovessero verificarsi?
"A Marrakech, nel 2016, con Catsburg ci fu una grande lotta, ma quando mi colpì non mi arrabbiai; cercai solamente di ripartire e arrivare alla fine per prendere punti. Nel giro successivo ho notato i segni della frenata che aveva lasciato, dunque ho pensato che se fosse capitato a me sarei stato molto dispiaciuto nei confronti del mio avversario. Infatti a fine gara venne da me a scusarsi, quindi dipende dalle situazioni. Ho esperienza per capire quando uno lo fa apposta e quando no. Per ora abbiamo un programma e cerchiamo di seguire quello. Basta guardare i piloti Honda, sono tutti molto professionali. Tutti possono sbagliare, se dovesse capitare a noi ne parleremo. Per ora sono tranquillo, vedremo cosa succederà strada facendo".

Per la prima volta correrete nel WTCC MAC3, sei contento?
"Sì, tantissimo. Possiamo conquistare altri punti per il Mondiale Costruttori e credo sia un bel riscaldamento in vista delle gare. All'inizio è sempre un gran caos, ma il weekend si prospetta interessante: prove libere, qualifiche, MAC3 e gare. Non vedo l'ora di iniziare!"

Parliamo velocemente di Néstor Girolami, che come te vive a Göteborg. Che rapporto hai con lui?
"Sa che mi può chiamare quando vuole. Viviamo a 15-20 minuti di distanza in macchina. Penso che al momento "Bebu" soffra un po' il freddo, ma verso aprile-maggio il meteo cambia e la Svezia è fantastica da vivere, quindi usciremo di più".

Se non dovessi vincere tu il titolo, chi vedi come favorito?
"Penso Nicky, ma se anche lui non dovesse farcela, allora dico "Bebu" per forza".

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