Torres: "La BMW ha una grande base, ma lo sviluppo va... piano"

Jordo Torres ha concesso a noi di it.Motorsport.com una lunga intervista prima dell'inizio vero e proprio del fine settimana di gara della Superbike a Imola. Vi proponiamo ora il primo stralcio...

Il cielo di Imola è plumbeo e non promette nulla di buono, dunque aspettiamo il protagonista della nostra intervista all'interno della bella e accogliente Hospitality del team Althea BMW Racing. Jordi Torres è in leggero ritardo, ma solo a causa dei tanti tifosi accorsi al Paddock Live Show dell'Autodromo dedicato a Enzo e Dino Ferrari.

Jordi arriva da noi e ha sempre lo stesso sorriso, forse ancora ignaro della lunga chiacchierata che lo ha portato a toccare diversi argomenti interessanti nel pomeriggio che precede il fine settimana Superbike di Imola, ossia il quinto appuntamento del Mondiale 2016. Vi proponiamo di seguito il primo stralcio della nostra intervista al giovane spagnolo, che nel 2015 è stato eletto "Rookie of the Year" del mondiale dedicato alle derivate di serie, ossia il miglior debuttante. 

Jordi, sino a ora sei autore di un buon campionato. Sei sesto ad appena due punti da Nicky Hayden. Non è male...
"No, infatti, non è affatto male. C'è bisogno di fare uno step in più, ma non solo sulla moto, ma anche per quanto riguarda la mia fiducia in sella alla S1000 RR. Mi sembra di essere un po' lontano dai piloti davanti, perché quando finiamo in quinta o in sesta posizione, siamo sempre abbastanza lontani dai primi. Questo significa che perdiamo mezzo secondo o anche sette decimi al giro. Però stiamo arrivando. Siamo in una situazione in cui abbiamo conosciuto bene la moto, ora possiamo spingere molto di più, conosciamo la nostra situazione e sappiamo che direzione prendere, ma non sappiamo come dobbiamo farlo. Però l'aspetto più importante è aver conosciuto la moto in breve tempo e ora sappiamo che strada prendere".

Nonostante la tua sia una nuova sfida, un nuovo progetto, state lottando con marchi prestigiosi come Honda e Yamaha...
"Certo, non stiamo andando male. E' sicuramente un inizio di campionato un po' strano, sappiamo chi sono i primi tre. Certo, a volte le cose cambiano un po', ma alla fine spesso sono sempre i soliti tre a spartirsi le prime tre posizioni. La nostra posizione reale è quella appena dietro i primi tre. Ce la possiamo giocare con le Honda e con le Yamaha. La Honda ha fatto un grande sviluppo per questa stagione, sicuramente spinta anche dall'arrivo dalla MotoGP di Nicky Hayden. Ma anche Michael van der Mark ha fatto un bel passo avanti rispetto allo scorso anno. La nostra lotta è con questi due marchi, è il nostro target in questo momento della stagione".

"Chiaro, anche noi, così come tutti, vogliamo vincere. Siamo tutti qui per vincere. Però abbiamo obiettivi più realistici. Non possiamo pensare di vincere perché ancora non possiamo farlo. Certo, se non dovessimo migliorare e lottare per la vittoria sarebbe un problema, perché poi ci assalirebbero dubbi a tal riguardo e questo sarebbe pericoloso. Però dobbiamo veramente lavorare passo dopo passo. Abbiamo iniziato un nuovo progetto e per questo dobbiamo porci sempre obiettivi alla nostra portata".

Dopo averla guidata in otto manche di gara e nei test, che idea ti sei fatto di questa BMW S1000 RR? 
"La moto ha una grande base. Mi sembra che abbia un potenziale abbastanza grande, ma per quanto riguarda lo sviluppo andiamo... Piano. Non è così rapido come servirebbe. Noi sappiamo che strada prendere, ma, come ti dicevo prima, non sappiamo in che modo farlo. BMW ha tante informazioni riguardo la moto e ci aiuta tanto, ma quello che manca è il racing service, ovvero quel personale competente di corse (da parte della casa bavarese) che possa aiutarci a sviluppare meglio la moto".

"Noi abbiamo un gran team, molto valido nelle corse. Loro sono bravi a fare le moto. Ci integriamo bene, ma non hanno la necessaria competenza per aiutarci in maniera maggiore nello sviluppo veloce della S1000 RR. E io voglio fare tutto meglio. Essere davanti e lottare con i primi due per imparare meglio e poter sviluppare ancora meglio la moto".

Qual è il prossimo passo che dovrete fare per migliorare?
"Abbiamo bisogno di essere più al limite, di rischiare un po' di più. Perché quando sei dietro ai migliori impari di più, vedi cosa manca a te per essere migliore e cosa manca alla moto per andare più forte. Ora si vede se la moto ha qualche difetto, ma si vedrebbe molto meglio se spingessimo sempre al limite. Ora non possiamo farlo, perché dobbiamo raccogliere informazioni, imparare, cercare di far rendere al meglio il pacchetto che abbiamo, per mi sembra che questo lavoro sia finito".

"Ora è il caso di iniziare a spingere veramente al limite. Dobbiamo prendere rischi. Magari anche non finire le gare, però essere più avanti ed essere meno staccati dai primi. Ora l'obiettivo di questa parte della stagione sarà proprio questa. Il secondo passo di questo progetto. Sino a ora non sono mai caduto, ma non sono quasi mai andato al limite. Possiamo andare più forte, ma ancora non ho la confidenza giusta per poter spingere ulteriormente".

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A proposito di questo articolo
Campionati WSBK
Evento Imola
Circuito Imola
Piloti Jordi Torres
Team Althea Racing
Articolo di tipo Intervista