Torres: "In SBK spingiamo in una sola direzione. In MotoGP non lo fanno"

Pubblichiamo la terza e ultima parte dell'intervista esclusiva che Jordi Torres ci ha concesso. In questo ultimo stralcio, lo spagnolo spiega le differenze tra il Paddock della Superbike e quello della MotoGP e afferma: "Molto meglio qui!".

Jordi Torres è stato uno dei grandi protagonisti di Gara 1 del quinto appuntamento della World Superbike 2016, svolto ieri sul tracciato Enzo e Dino Ferrari di Imola. Lo spagnolo del team Althea BMW Racing ha infatti centrato un fantastico quarto posto, frutto di una rimonta partita nei primi giri e culminata con il sorpasso ai danni della Ducati Panigale R numero 34 di Davide Giugliano al giro 13.

A poche ore dalla seconda manche del Mondiale dedicato alle derivate di serie, vi proponiamo la terza e ultima parte dell'intervista che Jordi ha rilasciato in esclusiva a noi di it.Motorsport.com. In questo stralcio lo spagnolo ci ha parlato delle differenze di stile di guida che ha dovuto adottare per rendersi efficace in sella alla BMW S1000 RR, una moto profondamente differente rispetto all'Aprilia SV$ RF utilizzata lo scorso anno.

Torres ha anche toccato altri argomenti: i suoi obiettivi finali per questa stagione, chi potrebbe vincere il titolo piloti e del perché preferisce la Superbike alla MotoGP...

Dopo il passaggio da Aprilia a BMW, come e quanto hai cambiato il tuo stile di guida? 
"Senza dubbio l'ho cambiato tantissimo. L'Aprilia è una moto facile da guidare. prendi subito confidenza. La RSV4 RF è una moto nata praticamente prima per le gare e poi per la strada. La nostra è l'esatto opposto. E' una stradale riadattata per la pista. La nostra moto ha un motore con 4 cilindri in linea e questo la rende molto larga e pesante. Si sente che è pesante per la forza d'inerzia del motore, che a volte ti impone di raddrizzarla prima di quanto vorresti. Però alla fine è una BMW. E' un gran marchio, ha soldi e potenziale. Dobbiamo solo vedere che strada dobbiamo prendere".

"Lo scorso anno correvo con una moto più stretta e più leggera. Si poteva far scorrere la moto in maniera più agevole a centro curva. Mi veniva bene la percorrenza della curva, che è poi uno dei miei punti di forza nello stile di guida. Non mi piace frenare forte la moto, spigolare e farla girare. Mi piace lasciar scorrere la moto. Solo che con la BMW S1000 devo proprio fare quello che non mi viene naturale! Dunque devo frenare forte e più tardi di quanto vorrei e avere una percorrenza di curva minore per poi alzare presto la moto in uscita. Devo usare più la gomma davanti rispetto a quella dietro, e io ho sempre fatto l'esatto contrario. Si può notare come Rea e Sykes guidino praticamente concentrati solo sulla gomma anteriore. Quella dietro? Quasi non se ne curano stando al loro stile di guida".

"L'Aprilia invece era una moto più bilanciata riguardo l'usura delle gomme. Ora abbiamo fatto un bello step avanti, anche io ho capito molto meglio la moto e mi sono adattato. A volte è ancora difficile, perché sono portato a fare tutto ciò che mi viene naturale, ma poi mi impunto e mi sforzo di fare il contrario. Non è facile, ma con questa moto devo farlo se voglio migliorare le prestazioni".

Markus Reiterberger ti ha aiutato nell'apprendere meglio il comportamento della moto?
"Eccome! Per fortuna che abbiamo Markus. Al termine di ogni prima sessione di libere confrontiamo le nostre telemetrie, i nostri dati, e io capisco cosa sbaglio e allora provo ad adeguarmi per migliorare. Alla fine a volte mi sembra di spigolare tantissimo, invece non spigolo proprio nulla! Alla fine vedo che lui riesce a farlo sempre più di me e allora mi aiuta a migliorare nel corso dei turni".

Ci fai un pronostico riguardo chi potrebbe vincere il titolo? Hai un punto di vista privilegiato...
"Certo, vedo tutto da dentro. Inoltre registro tutti i turni e me li riguardo in maniera ossessiva. Dalla pista, i primi si allontanano subito... (ride). Però secondo me vincerà Rea, così come lo scorso anno. E' veramente costante nei risultati. Sappiamo che Chaz vuole vincere il campionato, guida davvero benissimo. Ma mi sembra che sia molto più al limite di Jonathan. Secondo me Rea ha quasi sempre un po' di margine in più".

Il tuo obiettivo finale per questo Mondiale? Vuoi finire tra i primi 5?
"All'inizio pensavo potesse essere simile allo scorso anno. Poi, quando ho provato la BMW, ho capito di avere una lunga strada davanti a me. L'obiettivo è finire vicini ai primi. Finire terzo a 15 secondi dal vincitore non mi interessa niente. Preferisco chiudere settimo ma attaccato ai primi. Così impareremmo molto bene. Si vede meglio in cosa sono meglio i nostri avversari rispetto a noi. Invece spesso ci troviamo a correre da soli, senza nessuno vicino. Il mio target era conoscere la moto, ora trovare il vero limite. Poi mi piacerebbe cambiare il target per il prossimo anno e lottare con i primi tre per il 2017".

Sai di essere uno dei pochi "personaggi" della Superbike? Sorridi e scherzi sempre...
"Io sono me stesso. Sorrido perché faccio una cosa fantastica. Il giorno che non dovessi sorridere più per quello che faccio allora starei a casa. Il bello della Superbike è che tutto il Paddock spinge in una sola direzione, ovvero far crescere il campionato. In MotoGP, per esempio, secondo me non avviene tutto questo. In molti, infatti, mirano solo ai propri interessi, mentre qui c'è una via comune percorsa da tutti. Siamo tutti uniti e coesi. L'ambiente è famigliare. In MotoGP no. Io sto davvero bene qui. Non andrei in MotoGP. Qui sono felice".

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati WSBK
Evento Imola
Circuito Imola
Piloti Jordi Torres
Team Althea Racing
Articolo di tipo Intervista