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Toprak Razgatlioglu saluta la SBK con il terzo titolo e lo fa da campione vero

Nonostante la tripletta di Bulega, il pilota della BMW celebra a Jerez il suo terzo titolo Superbike prima di passare in MotoGP nella prossima stagione. E se ne va riportando la pace in un paddock che era stato scosso dall'incidente tra lui ed il ducatista nella Superpole Race, accettando la sua stretta di mano ed abbracciandolo al parco chiuso.

Toprak Razgatlioglu, BMW Motorrad WorldSBK Team

Toprak Razgatlioglu, BMW Motorrad WorldSBK Team

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Non c'è due senza tre. Toprak Razgatlioglu saluta il Mondiale Superbike e lo fa da campione del mondo per la terza volta nella sua carriera. Quel che è certo, però, è che il pilota turco si aspettava sicuramente un finale più tranquillo per la sua avventura tra le derivate di serie, visto che arrivava a Jerez de la Frontera con 39 punti di margine, che valevano una bella fetta di titolo in tasca.

Per la prima volta dal 2014, però, le sorti del campionato si sono decise proprio nell'ultima manche della stagione. Con la vittoria in Gara 1, il suo rivale Nicolò Bulega ha ridotto a 34 punti il gap. Ma è qui che poi è arrivato l'episodio che ha lasciato un sapore un po' dolceamaro alla domenica sul tracciato andaluso.

Al primo giro della Superpole Race, infatti, il ducatista è entrato con decisione all'interno del rivale della BMW alla curva 5, innescando un contatto che ha portato alla caduta ed al ritiro del turco. All'italiano è stata quindi inflitta una long lap penalty, che comunque non gli ha impedito di andare a vincere, riportandosi così a -22 e regalandosi un'ultima chance nella gara pomeridiana.

 

Un episodio che non è stato preso affatto bene dai tifosi di Toprak, che hanno fatto sentire tutto il loro disappunto al parco chiuso. E qualcuno è andato anche oltre, arrivando addirittura ad augurare la morte a Nicolò. Un confine che nello sport non si dovrebbe superare davvero mai. Con questa situazione, è chiaro quindi che la tensione si poteva quasi tagliare con ul coltello prima del via di gara 2.

Il margine di 22 lunghezze consentiva comunque a Razgatlioglu di approcciarsi alla gara con il solo obiettivo di stare lontano dai guai, visto che con il 13° posto sarebbe stato certo del titolo. Ma con il ritiro di questa mattina era anche costretto a scattare decimo e nella pancia del gruppo può sempre succedere di tutto.

Dal canto suo, Bulega poteva solo andare a completare la tripletta, cosa che ha fatto senza particolari difficoltà, e sperare in un'altra disavventura per il suo avversario, che pur correndo con grande prudenza alla fine è riuscito a rimontare fino al terzo posto finale, che ha dato il via ai festeggiamenti nel box BMW, anche se ovviamente per la Casa bavarese c'è anche il dispiacere di dover salutare il pilota che l'ha resa grande, con ben 21 successi in questa stagione.

Ad attendere Razgatlioglu, infatti, ci sono la MotoGP e la Yamaha del Prima Pramac Racing. E c'è chi teme che a 29 anni sia un po' tardi per fare il salto nei Gran Premi. Ma non si può dimenticare che anche due anni fa di questi tempi tutti pensavano che fosse una follia la sfida che Toprak aveva deciso di intraprendere passando a difendere i colori della BMW, con una moto che faticava anche solo a salire sul podio. Ma con lui alla guida la musica è cambiata e la M1000RR si è trasformata in una moto capace di vincere due titoli consecutivi. L'uomo delle sfide impossibili, dunque, è già pronto per un nuovo capitolo della sua già strepitosa carriera.

Dopo tutte le polemiche che ci sono state nel paddock dopo l'incidente della Superpole Race, Toprak ha dimostrato di essere anche un signore, perché è stato veramente bello vedere la stretta di mano tra i due contendenti al titolo: dopo aver tagliato il traguardo, Bulega infatti lo ha atteso dopo la curva 1 e il campione non si è negato ad una stretta di mano. Anzi, quando i due si sono incontrati nuovamente al parco chiuso c'è stato anche un abbraccio, che probabilmente ha suggellato definitivamente la pace.

 

"Grazie davvero a tutti, sono contentissimo. Per prima cosa voglio dire grazie a Kenan Sofuoglu, a mio fratello, ai miei tifosi, ma soprattutto al team. Quest'anno non siamo partiti forte, ma siamo migliorati in ogni weekend. Non abbiamo mai mollato e alla fine abbiamo vinto il titolo. Grazie veramente a tutti per tutto, ora siamo di nuovo campioni del mondo e sono contentissimo", ha detto Razgatlioglu a caldo, appena arrivato al parco chiuso.

"Complimenti a Toprak e BMW: hanno lavorato meglio di noi quest'anno e si meritano il titolo. Io ci riproverò l'anno prossimo", gli ha reso onore Bulega.

Per la Ducati c'è stata comunque la consolazione della conquista del titolo Costruttori, dopo che la squadra ufficiale della Casa di Borgo Panigale si era già portata a casa anche il titolo team. Tra le altre cose, questa domenica ha segnato anche la fine dell'avventura in Rosso del due volte campione del mondo Alvaro Bautista, che si è congedato con un bel secondo posto. Lo spagnolo continuerà a correre anche l'anno prossimo e lo farà ancora in sella ad una Panigale V4, ma con i colori del Barni Racing Team.

Non ci sarà più invece Jonathan Rea, che purtroppo ha appeso il casco al chiodo nel peggiore dei modi. Il sei volte campione del mondo, infatti, non ha potuto disputare l'ultima gara della sua carriera a causa delle conseguenze di un incidente con Remy Gardner avvenuto nelle prime fasi della Superpole Race. E chi ha scritto la storia di questa categoria come lui avrebbe meritato un altro tipo di congedo.

Toprak Razgatlioglu, BMW Motorrad WorldSBK Team

Toprak Razgatlioglu, BMW Motorrad WorldSBK Team

Foto di: Gold and Goose Photography / LAT Images / via Getty Images

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