Toprak, il campione umile: “Ho iniziato senza soldi e ora ho battuto Rea”

Toprak Razgatlioglu conquista il suo primo titolo mondiale ed è il nuovo campione della Superbike. Il pilota Yamaha ha battuto Jonathan Rea, ma non dimentica le proprie origini e ricorda da dove viene per realizzare il proprio sogno: diventare campione del mondo.

Toprak, il campione umile: “Ho iniziato senza soldi e ora ho battuto Rea”

È un ragazzo di poche parole, introverso e con un inglese ancora tutt’altro che perfetto. Ma quando abbassa la visiera, Toprak Razgatlioglu riesce a comunicare al meglio, diventando un animale da gara. Non si è mai tirato indietro quando si trattava di lottare, nemmeno quando chiunque altro avrebbe iniziato a tirare il freno per gestire un vantaggio nella classifica mondiale.

L’unico freno che Razgatlioglu conosce è quello da spremere per gli ingressi in curva e per i suoi famosi Stoppie, le frenate con il posteriore sollevato che sono ormai il suo marchio di fabbrica. Un ragazzo tanto timido fuori dalla pista quanto senza alcuna paura con tuta e casco. Non ha mostrato alcun segno di debolezza o cedimento nemmeno nel giorno più importante della sua carriera (almeno fino ad ora) e, al termine di una stagione perfetta, Toprak è diventato campione del mondo a Mandalika, ultimo round della stagione.

Mai un errore, mai un passo falso. La stagione perfetta del pilota Yamaha mette in risalto il suo dualismo. Una volta tolto il casco, torna il ragazzo timido e di poche parole davanti ai microfoni della stampa nella consueta conferenza dedicata al campione del mondo alla fine del weekend. Dopo essere stato imperturbabile per tutta la stagione, a Mandalika il nuovo campione della Superbike (il 18esimo della storia) si lascia trasportare dalle emozioni.

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 “Per me non è facile da spiegare, ma ci proverò – esordisce Razgatlioglu in conferenza stampa – Ho iniziato la Rookies Cup nel 2013, non avevamo soldi né grandi opportunità. Ma poi sono riuscito ad approdare nel paddock della Superbike, prima con la 600 nell’europeo superstock. Nel 2018 ho debuttato nel mondiale e ho pensato che avevo un sogno: diventare campione del mondo. Era anche il sogno di mio padre. Mi diceva sempre ‘Toprak, un giorno sarai campione del mondo’. Ma non ha potuto vederlo oggi. Se n’è andato quattro anni fa, ma io sono felice di questo giorno perché anche se non c’è, questo titolo è tutto per mio padre”.

Il turco riporta Yamaha sul tetto del mondo per la prima volta dal 2009 e ferma l’egemonia di Jonathan Rea, durata sei anni consecutivi. È l’unico che fino ad ora è stato in grado di batterlo e questo titolo mondiale lo rende ancora più incredibile agli occhi degli appassionati...e dello stesso pilota Kawasaki: “Avevo l’occasione di battere Jonathan Rea, che è la leggenda della Superbike, ha vinto sei titoli. Oggi siamo qui dopo una lotta incredibile con lui e sono felice. Il mio team mi ha dato fiducia e io mi fido di loro. Siamo di nuovo campioni dopo il 2009. Io sono arrivato nel 2020 con il sogno di diventare campione con Yamaha e oggi lo sono. Jonathan è davvero forte e penso che il sogno di ogni pilota di questo paddock sia batterlo. Anche per me non è stato facile, nel 2018 ero con Kawasaki e da due anni sono con una moto diversa, ma abbiamo lottato ad ogni gara, mi viene in mente il duello di Magny-Cours. Questo è il mondiale, ma fuori dalla pista siamo amici”.

Toprak Razgatlioglu, PATA Yamaha WorldSBK Team

Toprak Razgatlioglu, PATA Yamaha WorldSBK Team

Photo by: Yogie Gandanaya

Dopo il debutto in sella alla R1, Razgatlioglu ha compiuto il passo in avanti definitivo che lo ha portato a maturare. Merito solo suo o anche del lavoro Yamaha? Secondo il turco è un insieme di entrambi i fattori: “Prima abbiamo migliorato tanto la moto ed è stato importante per me. Quest’anno non abbiamo iniziato bene da subito, ma siamo migliorati passo dopo passo, vedevamo gli step a ogni gara. Ci concentravamo solo sul vincere e io davo il massimo a ogni gara. Credo sia questo il segreto”.

Razgatlioglu è uno di quei piloti che con la sua semplicità conquista facilmente i cuori degli appassionati e ha catturato l’attenzione della MotoGP, che gli sta facendo la corte. Tuttavia, il campione del mondo in carica vede il proprio futuro ancora in Superbike: “Mi piace questo paddock, sono felice di stare qui, perché sembra quasi una famiglia. Quell’altro non mi piace molto, ci sono stato due anni quando ho corso la Rookies Cup, ma chissà, vedremo. Al momento però sono davvero tanto felice qui”.

Ma il futuro prossimo è il 2022 e la domanda di rito è se utilizzerà il numero 1 o il 54, rappresentativo nella sua carriera ed ereditato da Sofuoglu, suo manager e mentore: “Ne ho parlato con Kenan, in Yamaha non vedo il numero uno, quindi penso che sia arrivato il momento di usarlo!”.

Toprak Razgatlioglu, PATA Yamaha WorldSBK Team, World Champion

Toprak Razgatlioglu, PATA Yamaha WorldSBK Team, World Champion

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

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