Leon Haslam beffa Rea in Gara 2 a Phillip Island

Il pilota dell'Aprilia ha battuto al photofinish la Kawasaki Ninja di Rea. Ancora terzo Chaz Davies, quarto Sykes

Leon Haslam beffa Rea in Gara 2 a Phillip Island

Se la prima manche della stagione del Mondiale Superbike 2015 è stata entusiasmante, anche Gara 2 a Phillip Island ha riservato sorprese sino all'ultimo millimetro di gara, con i tre protagonisti di Gara 1 a battagliare fino al traguardo per aggiudicarsi la seconda gara che ha messo in palio l'evento di Phillip Island. 

Al termine delle ostilità Leon Haslam si è preso una bella rivincita nei confronti di Jonathan Rea, trionfatore su Kawasaki della prima manche di gara. Il pilota dell'Aprilia, dopo un duello lungo oltre dieci giri consecutivi con i soliti Rea e Davies, è stato superato dall'alfiere della "verdona" proprio all'ultimo passaggio. Quando ormai la beffa bis sembrava certa, Haslam ha sfruttato tutta la potenza del quattro cilindri di Noale per prendere la scia del connazionale e beffarlo proprio sul traguardo per una manciata di millesimi.

Dal canto suo, Rea è stato autore di un'altra gara perfetta, seppur differente dalla prima manche nel suo svolgimento. Se in Gara 1 è stato in testa per quasi tutti i 22 giri previsti, in Gara 2 Rea ha deciso di risparmiare ulteriormente le proprie gomme, per arrivare alla fine con un consistente vantaggio prestazionale nei confronti dei diretti avversari. Tattica ottima, se non avesse dovuto fare i conti con un Haslam in cerca di immediato riscatto, che non ha lasciato scampo a nessuno. 

Un'altra gara da applausi per la Ducati Panigale R numero 7, quella guidata magistralmente da Chaz Davies. Il pilota di Borgo Panigale ha ripetuto la manche perfetta d'apertura del Mondiale 2015 ma, proprio come in Gara 1, ha dovuto ammainare bandiera bianca a causa della mancanza di potenza del bicilindrico bolognese rispetto ai quattro cilindri di Aprilia e Kawasaki. L'inglese ha però disputato una gara solida, terminata con tre decimi di ritardo dai primi due della classifica. 

Passo in avanti in Gara 2 per Tom Sykes, che ha migliorato di due posizioni l'arrivo della prima manche - in cui ha chiuso sesto - ma, siamo certi, non debba essere facile vedere il proprio compagno di squadra (per di più alla prima gara ufficiale sulla Ninja) conquistare una vittoria e un secondo posto che sa di beffa. Il bottino di punti del vice campione del mondo è davvero esiguo paragonandolo con quanto ottenuto da Rea e la delusione dalla sua parte del box è tangibile, anche perché Sykes era risultato il più rapido nel warm up.

Chi ha invece migliorato ancora è stato Sylvain Guintoli, il quale ha portato la sua Honda CBR-1000 al quinto posto assoluto, nonostante soffra di forti dolori al collo. La seconda Ducati al traguardo è ancora quella del team Althea, affidata al "manico" di Nicolas Terol. L'ex iridato 125cc ha preceduto sotto la bandiera a scacchi la Suzuki GSX-R1000 di Randy De Puniet, Leon Camier su MV Agusta 1000 F4 e uno strepitoso Matteo Baiocco, nono assoluto al traguardo. Ha chiuso la Top Ten Roman Ramos, su Kawasaki Ninja. 

Meritano un capitolo a parte i debuttanti e i driver al ritorno nella categoria dopo anni di inattività. Jordi Torres e Michael Van der Mark sono accumunati dal medesimo destino in questa Gara 2: correre da protagonisti sino a un certo punto della corsa per poi finire a terra - con la moto pesantemente danneggiata - ma lasciare un'ottima impressione al pubblico. Prima è stato lo spagnolo dell'Aprilia ad assaggiare i terrapieni posti appena fuori la sede stradale, poi il pilota Honda ha compiuto la stessa manovra, buttando via un quarto posto ormai sicuro.

Troy Bayliss ha corso ancora una volta da protagonista, rimanendo tra i primi dieci appena oltre metà gara. L'eccessivo degrado delle gomme ha convinto l'australiano a tornare ai box e a montare gomme nuove, perdendo così la buona posizione occupata ma riuscendo a terminare la corsa. Viene da pensare che, se Bayliss avesse avuto modo di effettuare qualche test prima di queste due gare, sarebbe finito certamente tra i primi otto. La classe è intatta e cristallina, nonostante la ruggine ne offuschi l'incessante bagliore.

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