Sykes e Rea, doppietta Kawasaki a Misano

Dominio per Tom, partito in pole e arrivato da solo sul traguardo. Bel duello tra Rea e Davies, tutti e due a podio

Sykes e Rea, doppietta Kawasaki a Misano

Gara 1 del mondiale Superbike sul tracciato di Misano è risultato un vero e proprio assolo da parte di Tom Sykes, tanto polemico nei giorni scorsi riguardo il regolamento della categoria quanto incontenibile nei primi ventuno giri che hanno determinato la prima manche di competizione sul circuito intitolato a Marco Simoncelli. 

Il pilota della Kawasaki è scattato molto bene dalla prima casella dello schieramento ed ha sempre condotto la corsa sino al traguardo, arrivato in solitaria con oltre tre secondi e mezzo di vantaggio sul compagno di squadra Jonathan Rea e il pilota della Ducati Chaz Davies. Sykes ha controllato i tentativi di recupero di Davide Giugliano nella prima parte di gara, staccandolo di un secondo e otto decimi dopo dieci giri, poi il britannico ha letteralmente fatto il vuoto, mantenendo costante il proprio ritmo e mostrando di aver risolto i problemi di assetto sulla sua Ninja che lo hanno afflitto nei primi sei appuntamenti della stagione.

Molto bella la lotta che ha coinvolto Jonathan Rea e Chaz Davies, prima per un posto sul podio - il terzo - e poi per la posizione alle spalle di Sykes dopo il crollo verticale di prestazioni accusato da Giugliano negli ultimi passaggi della corsa. Dopo un iniziale sorpasso avvenuto al quindicesimo giro, sembrava che Davies potesse avere il passo avere la meglio su connazionale della Kawasaki, invece, a due giri dal termine, Rea ha prima infilato Davies e poi il giro successivo anche Davide Giugliano.

Davies, proprio nelle ultime curve, ha provato a impensierire Rea, ma il suo tentativo di sorpasso non è andato a segno a causa di un'entrata troppo ottimista, che lo ha relegato in terza posizione. Grande rammarico invece per Davide Giuglliano. Il pilota laziale del team Aruba.it-Ducati Superbike ha completato diciannove giri sui ventuno previsti al secondo posto, unico pilota in grado di reggere al passo indiavolato imposto da Sykes. Negli ultimi due giri, però, è arrivato un crollo inatteso, probabilmente dovuto ai problemi fisici derivati dalla caduta delle Libere 1 di venerdì, ma anche da un calo repentino della gomma posteriore. 

Arrivo in volata per la due Aprilia superstiti dopo la caduta al secondo giro di gara per Jordi Torres. Leon Haslam è riuscito a tenersi alle spalle Max Biaggi sulla linea del traguardo per appena due decimi e mezzo, dopo un duello protrattosi per tutta la seconda parte della corsa. Haslam non è mai riuscito a mostrarsi competitivo quanto negli ultimi turni di libere, mentre Biaggi ha certamente sorpreso, alla luce dei suoi quarantaquattro anni e dell'assenza dalle corse Superbike da ormai tre anni. Il "Corsaro" è stato sicuramente protagonista di un'ottima gara, forse al di sopra delle iniziali aspettative. Biaggi è stato inoltre rallentato dopo poche curve da un'entrata molto decisa e al limite di Sylvain Guintoli, il quale ha sfiorato inoltre la collisione con Jonathan Rea nella medesima manovra. 

Molto buone anche le gare di Ayrton Badovini, settimo, e Michele Pirro, ottavo. Il pilota del team Motorrad BMW ha centrato una buona posizione dopo aver lottato a lungo proprio con le Honda del team Pata affidate al campione del mondo in carica Superbike Sylvain Guintoli e del rookie Michael van der Mark, questa volta al di sotto delle aspettative dopo le buone manche di gara a Portimao. Pirro ha invece portato la terza Ducati Panigale R ufficiale tra i primi dieci dopo aver sostituito nella giornata di ieri Luca Scassa, infortunatosi alla clavicola nel secondo turno di prove libere del venerdì romagnolo. 

Hanno chiuso la Top Ten proprio le due Honda Pata di Guintoli e van der Mark, i quali hanno perso competitività proprio negli ultimi giri della corsa e sono stati sopravanzati entrambi dai nostri connazionali. Gara deludente per le due Ducati Panigale del team Althea, con Matteo Baiocco che ha chiuso la corsa solo al quindicesimo posto, mentre Niccolò Canepa non ha potuto festeggiare al suo rientro nel team laziale perché è stato costretto al ritiro dopo sedici giri. 

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