Sykes: "Mi piacerebbe provare a correre in MotoGP"

Intervista esclusiva con il pilota della Kawasaki che ha affermato: "Il Mondiale SBK 2016 sarà più competitivo"

Sykes: "Mi piacerebbe provare a correre in MotoGP"
Kawasaki Ninja ZX-10R
Kawasaki Ninja ZX-10R
Kawasaki Ninja ZX-10R
Tom Sykes, Kawasaki
Tom Sykes, Kawasaki Ninja ZX-10R
Tom Sykes, Kawasaki Ninja ZX-10R
Tom Sykes ai box
Tom Sykes, Kawasaki
Tom Sykes, Kawasaki
Tom Sykes, Kawasaki
Tom Sykes, Kawasaki
Tom Sykes, Kawasaki
Jonathan Rea, Kawasaki e Tom Sykes, Kawasaki
Jonathan Rea, Kawasaki e Tom Sykes, Kawasaki
Tom Sykes, Kawasaki e Jordi Torres, Aprilia Racing Team
Tom Sykes, Kawasaki
Tom Sykes, Kawasaki

Tom Sykes sembra tornato sui livelli mostrati sino al 2014 e nei test invernali di Jerez de la Frontera ha chiuso la due giorni sempre in vetta, davanti a tutti. Il pilota britannico sembra aver trovato immediatamente un gran feeling con la nuova Kawasaki ZX-10R 2016 e, al termine delle prove andaluse, si è concesso ai nostri microfoni per un'intervista esclusiva.

Essere stato il più veloce significa qualcosa a questo punto della stagione?
"Non significa nulla, anche se fa sempre piacere chiudere davanti a tutti. Non cercavamo questo risultato. E' successo e lo prendiamo volentieri, ma non era il nostro obiettivo al momento".

Ci può raccontare qualcosa di più sulla nuova Ninja 2016?
"Di base è sempre la medesima moto che io, Marcel (Duinker, ovvero il capo meccanico di Tom, ndr) e i ragazzi abbiamo sviluppato a partire dal 2012 e siamo felici di vedere che quello che abbiamo preparato nel corso degli ultimi anni è sempre molto competitivo. Le performance della moto sono sempre di alto livello. Per quanto mi riguarda questa Ninja 2016 è un passo avanti molto grande rispetto alla moto 2015. Ci sono ancora molte componenti che dobbiamo provare, ma l'assetto di base è già ottimo".

Quali punti deboli sono rimasti da eliminare in questa nuova "verdona"?
"Bisogna affinare alcune componenti, in alcune aree della moto. Ad esempio nelle geometrie delle sospensioni e il bianciamento della moto, per darmi sensazioni migliori quando sono in sella. Ci sono piccole cose ancora da provare prima dell'inizio della stagione ma è il mio capo meccanico che decide il piano di lavoro. Sono fiducioso che i piccoli cambiamenti che vogliamo fare possano aiutarmi e rendermi ancora più competitivo. Sono cambiamenti che potrebbero fare la differenza".

La nuova moto si adatta di più al suo stile di guida rispetto alla versione 2015?
"Dal 2012 al 2014 la nostra era davvero una grande moto. Nel 2015 abbiamo avuto molti problemi. Nel 2015 mi sentivo limitato, come se stessi correndo con una moto normale e non con una moto da corsa. Questo ha limitato fortemente i miei principali punti forti nello stile di guida. Ora però mi sento in grado di tornare a correre di nuovo".

Quindi questo significa che lei può battere Rea in questa stagione...
"Non vedo perché no! Abbiamo un grande pacchetto quest'anno per poter puntare molto in alto e battere i nostri avversari, compreso Jonathan. I test invernali hanno mostrato he siamo omolto forti sul passo gara rispetto lo scorso anno, è però certo che i test sono una cosa e le gare un'altra, completamente. Sarà solo i primi due appuntamenti che potremo dire con certezza a cosa potremo ambire nel corso del 2016 e dove avremo bisogno di migliorare la moto".

Al di là della Kawasaki, quali saranno i vostri rivali per questa stagione?
"Chaz Davies era in grande forma lo scorso anno. E' stato il miglior pilota in assoluto nella seconda parte del Mondiale 2015, quindi sarà certamente forte anche quest'anno. Davide Giugliano è tornato dall'infortunio e lui si è sempre dimostrato forte. Quindi ci saranno le due Ducati ufficiali, ma anche le due Yamaha ufficiali, che hanno trovato subito un assetto competitivo. Sono anche tornate le BMW. Ci saranno molti piloti con cui competere e in molti potranno ambire a vincere ogni manche nel corso di questa stagione".

Anche Nicky Hayden correrà nelle posizioni di testa?
"Lui è un campione del mondo della MotoGP, ha un grande curriculum. Alla fine può contare su una grande moto, composta da un motore potente e un telaio competitivo. Lui è il tipo di pilota capace di mettere assieme tutto quanto e fare squadra con il proprio team. Me lo aspetto molto competitivo e nei test ha dimostrato di poter essere davanti".

Lei pensa che il Mondiale 2016 sarà più competitivo rispetto a quello dell'anno passato?
"Lo scorso anno ho faticato molto, dunque sono uscito dalla lotta per il titolo molto, troppo presto. Chaz ha avuto molti problemi tecnici e anche lui ha perso molte chance di lottare per l'iride. Dunque, non c'era nessuno in grado di lottare per il titolo con Rea. Nel Mondiale sono arrivati molti piloti nuovi, così come nuove moto e nuovi team. Dunque avremo un aumento della qualità nel Mondiale".

C'è qualche possibilità che lei cambi team in futuro?
"Mi piacerebbe provare a correre in MotoGP, perché penso che potrei fare bene con quel tipo di moto. Mi piacerebbe avere la possibilità, ma se non dovesse arrivare non sarebbe un dramma. Ho un rapporto fantastico con Kawasaki. Siamo partiti da zero e siamo arrivati al top assieme, dunque c'è molto rispetto tra noi. Loro hanno valutato la mia velocità e le mie capacità di sviluppare la moto. Io ho valutato la loro etica del lavoro e di fatto mi hanno sempre dato quanto ho richiesto. Mi trovo davvero molto bene con loro, dunque, per quanto riguarda la Superbike, non vedo alcun motivo di cambiare team in futuro".

E se Kawasaki tornasse a correre in MotoGP?
"Mi piacerebbe molto che questo accadesse e mi piacerebbe altrettanto far parte del loro progetto se esistesse. Ma sono un ragazzo realistico e sono concentrato su quello che abbiamo in questo momento".

Kawasaki non corre in MotoGP: può trarre benefici da questo nel Mondiale Superbike?
"Forse sì, perché concentra tutte le sue risorse su un solo campionato. Questo può sicuramente avvantaggiarci, ma è giusto ricordare che possiamo contare su un gruppo di persone altamente qualificato e in gamba, che ci fa raggiungere obiettivi di alto livello da anni".

 

di Jamie Klein e Giacomo Rauli

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