Giuste le polemiche per la penalizzazione di Biaggi?

Giuste le polemiche per la penalizzazione di Biaggi?

Max penalizzato con un ride trough a Monza mentre era nettamente al comando di Gara 2

Max Biaggi andava penalizzato con un ride through? La Superbike di Monza si è incendiata dopo il provvedimento che la direzione gara ha appioppato al pilota dell'Aprilia, scippandogli un successo che aveva ormai messo in saccoccia e che doveva solo difendere dall'alto degli oltre sei secondi di margine che si era costruito in una Gara 2 perfetta. Il romano è arrivato lungo alla prima Variante e per rientrare in pista non ha rispettato il “percorso” che era stato deciso giovedì dal collegio dei commissari. Insomma si è trattato di un banale errore di guida (concesso a chi corre a oltre 330 km/h!) che è stato sanzionato nel modo previsto dal regolamento. Senza sconti nemmeno per il campione in carica. Da un punto di vista prettamente sportivo non c'è dubbio che la penalizzazione sia stata esagerata: di solito chi effettua un taglio di chicane evita un provvedimento della direzione gara cedendo la posizione al pilota che segue. Per Biaggi questa opportunità non era assolutamente sensata perché Max aveva un vantaggio tale che si sarebbe dovuto bere un caffé per aspettare il resto del gruppo. I tifosi del “Pirata” sono esplosi in una dura contestazione, sostenendo che il campione romano è stato privato della vittoria e di punti preziosi per il campionato Superbike con una decisione a tavolino che farà discutere fino al prossimo appuntamento. Da un punto di vista normativo, invece, c'è stata l'applicazione nuda e cruda di un provvedimento che era stato deciso nei giorni precedenti all'evento e che era stato spiegato nel dettaglio al briefing dei piloti, al quale Max, però, non ha partecipato, delegando il suo direttore sportivo. Marco Melandri polemicamente ha sostenuto che se Biaggi fosse stato presente al briefing forse non sarebbe incorso in quell'errore (in effetti stupisce che il campione non partecipi ad un meeting molto importante nel quale la direzione di gara specifica in che modo intende gestire l'evento e le sue criticità, segnalando con accuratezza gli aspetti legati alla sicurezza). È possibile, ma ha varcato la fatidica linea bianca vietata ed è stato giustamente punito. La SBK ha voluto dare un segno che non è influenzata dall'italianità della serie, marcando una importante differenza con la Dorna che, al contrario, ha sempre avuto un occhio di riguardo per i piloti spagnoli protagonisti nella MotoGp. Alcuni osservatori hanno rimarcato che in un evento italiano come quello di Monza (116 mila persone sugli spalti sono un grande successo) e con un pilota italiano coinvolto (Biaggi) non è stato logico accanirsi sullo spettacolo, scatenando le inevitabili proteste dei tifosi di Max: i fischi sonori che si sono levati dalle tribune hanno testimoniato come la gente non avesse affatto digerito la decisione della direzione gara. Ma le regole non si mutuano in funzione del posto dove si corre e non serve certo il consenso dei tifosi per adottare un provvedimento impopolare. L'episodio di Gara 2 a Monza sancisce che la legge della Sbk è uguale per tutti. L'importante è questa inflessibilità si tenga anche nel futuro... E voi cosa ne pensate?
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