SBK, Misano, Melandri: “Yamaha può giocarsela con Kawasaki”

Nonostante la caduta in Gara 2, il ravennate afferma che il lavoro svolto in casa Yamaha stia andando nella giusta direzione e che i progressi iniziano a portare frutto. Il passo per il podio c’era e la R1 si è avvicinata alla Kawasaki tanto da poterla insidiare.

SBK, Misano, Melandri: “Yamaha può giocarsela con Kawasaki”

Il weekend di casa di Marco Melandri si è concluso non nel modo sperato, considerando come era iniziato. Una caduta in Gara 2 ha messo fine alle speranze di ottenere un buon risultato, con una Yamaha che a Misano si è mostrata più competitiva e che sembra aver fatto dei passi in avanti in termini di sviluppo.

In Gara 1 infatti, il pilota di Ravenna ha tagliato il traguardo in sesta posizione, finendo in top 10 dopo tante difficoltà che continuano dall’inizio della stagione. Le condizioni della pista tra l’altro erano molto complicate, la prima manche è stata disputata sul bagnato e Melandri ha saputo sfruttare l’esperienza per portare a casa un risultato abbastanza soddisfacente.

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Il portacolori del team Yamaha GRT ha chiuso al sesto posto anche la Superpole Race, disputata in condizioni ben diverse, sotto il sole e con pista finalmente asciutta. Tutto lasciava pensare ad una buona prestazione anche in Gara 2, in cui sarebbe partito dalla seconda fila della griglia. Un eccesso di foga però ha messo fine alla seconda manche del weekend. Melandri ha commesso un errore nel tentativo di raggiungere e sorpassare Leon Haslam, ma è finito a terra, rientrando in pista ma chiudendo in sedicesima posizione.

Melandri commenta la caduta e dà le sue motivazioni: “Purtroppo non riuscivo a passare, ero convinto di poter andar via con Toprak e Johnny, ma l’unica curva dove pensavo di poter passare era il Tramonto, quindi dovevo riuscire ad arrivarci più vicino. Così alla Quercia ho forzato un po’ di più per arrivare più sotto a Leon Haslam, ma purtroppo ho esagerato, poi era troppo difficile con l’avantreno”.

“Sabato ero in difficoltà, ma domenica avevo più confidenza”, continua il ravennate. “Siamo riusciti ad aggiustare due o tre cose e riuscivo a portare la moto dove volevo e ad essere più consistente. Yamaha ha fatto un grande lavoro, perché anche dopo una giornata difficile come sabato, nessuno ha mai smesso di lavorare e dubitare di poter fare una buona gara anche se nella Superpole Race partivamo dal fondo. Abbiamo fatto il massimo di quello che potevamo fare a prescindere dal fatto che io non sia riuscito a concretizzarlo”.

 

Tutto sommato però, Melandri promuove il lavoro di Yamaha e afferma che sono stati fatti dei progressi sulla moto che probabilmente gli avrebbero permesso di salire sul podio, se non fosse caduto in Gara 2: “Visto come ho girato, il passo per andare a podio c’era ed era il mio piano. Ma ho perso troppo tempo dietro ad Haslam. Puntavo a mettermi nel mezzo tra lui ed i due davanti e secondo me era fattibile. Per questo ho sbagliato, perché avevo bisogno di passare Leon in fretta ma era difficile”.

“Comunque Yamaha è competitiva per giocarsela con Kawasaki. Per quanto mi riguarda, io imparo qualcosa di nuovo ogni gara. Stiamo continuando a provare e sperimentare, da quanto abbiamo cambiato il serbatoio alcune cose funzionano meglio, quindi  tutto un po’ da rivedere. Certo, è un percorso lungo e non è facile”.

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