Melandri, chi gli sta voltando le spalle?

Dopo la rottura con Aprilia in MotoGP, il ravennate è a piedi. Eppure appena un anno fa era vincente...

Che succede a Marco Melandri? Il pilota romagnolo al momento è a piedi e non vede uno sbocco per tornare in sella su una moto della Superbike dopo il deludente ritorno in MotoGP con l’Aprilia. Il ravennate 33enne è arrivato alla risoluzione consensuale del contratto con il team Gresini dopo appena otto Gp della stagione 2015 a seguito di due 18esimi posti come piazzamenti migliori. Insomma, un vero disastro. Marco è stato “costretto” a lasciare la SBK per tornare nel Motomondiale a “sgrezzare” la RS-GP, ma non ha mai digerito la decisione di Romano Albesiano di accelerare il rientro ufficiale della Casa di Noale con un mezzo ancora tutto da sviluppare.

UN CARATTERINO MOLTO SPIGOLOSO MA SINCERO
Le prestazioni in MotoGP molto sotto tono rispetto al suo effettivo potenziale (guidava come un collaudatore più che da pilota titolare) e le indicazioni tecniche spesso al vetriolo sullo sviluppo della RS-GP, hanno minato un rapporto che non era più basato sulla reciproca fiducia. Il rientro di Melandri nella top class delle due ruote non ha lasciato alcun segno, così come la sua uscita. Probabilmente l’italiano sperava di trovare presto un’alternativa in Superbike che, invece, non è ancora arrivata.

VINCENTE L’ANNO SCORSO PUÒ ESSERE BOLLITO ADESSO?
Ma è possibile che un rider capace di vincere in SBK appena un anno fa, sia ora considerato un reprobo da pensionare? Marco non può essersi “bollito” in così poco tempo, ma deve fare riflettere il fatto che Yamaha, BMW e Ducati gli abbiano chiuso le porte in faccia non appena si sono presentate delle occasioni per rimetterlo in gioco nelle derivate di serie. Con l’infortunio di Davide Giugliano, per esempio, la Casa di Borgo Panigale ha preferito dare spazio a Luca Scassa per compiacere lo sponsor Aruba. È un diritto sacrosanto, sia chiaro, ma stupisce che resti al palo un pilota che potrebbe essere vincente?

L’ESPERIENZA IN MOTOGP È STATA NOCIVA
Evidentemente l’immagine che si è creato Melandri negli ultimi mesi è stata nociva alla sua carriera, ma è giusto sottolineare che il mondo delle due ruote mostra una memoria storica che si ferma a ieri l’altro. Il romagnolo è certamente un personaggio scomodo da gestire, con un caratterino che non si scopre oggi, ma è altrettanto indubbio che alcune soluzioni indicate da Marco per la crescita della RS-GP che non erano state prese minimamente in considerazione, ora tornano di attualità, segno che i “lamenti” del ravennate non erano affatto fuori tema, ma erano rimasti inascoltati.

LA DORNA PUO’ PERDERE UN PROTAGONISTA DELLA SBK?
Quello che più colpisce è l’atteggiamento della Dorna: il promotore della SBK avrebbe tutto l’interesse a rialzare l’attenzione su un campionato che sta perdendo fascino nei confronti della MotoGP (gli spagnoli stanno cercando di convincere le Case ufficiali della Superbike a trasferirsi nel Motomondiale), ma non muove un dito per rimettere in gioco Melandri, mentre si prepara anche l’ennesimo ritorno di Max Biaggi nella gara in notturna che chiuderà la stagione a Doha in Qatar…

E I SOLDI NON SONO CERTO UN PROBLEMA…
Marco è finito in “purgatorio”. E sia chiaro non si tratta di una questione di soldi, perché pur di ripartire il ravennate sarebbe disposto a correre con un contratto a zero euro. Una bella scommessa. Ma ci sarà qualcuno pronto ad accettarla?

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Campionati WSBK
Piloti Marco Melandri
Articolo di tipo Ultime notizie