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SBK | Bautista: “Io non chiedo di fermare i rivali se non sono veloce”

Due terzi posti e una caduta sono il bilancio del round di Misano per Alvaro Bautista, che perde la leadership del mondiale. Il pilota Ducati lamenta i problemi emersi sulla moto, ma ritiene che non sia giusto lamentarsi della regola del peso minimo, come è stato fatto in passato a parti inverse.

Toprak Razgatlioglu, BMW Motorrad WorldSBK Team, Alvaro Bautista, Aruba.It Racing - Ducati, Nicolo Bulega, Aruba.It Racing – Ducati

Toprak Razgatlioglu, BMW Motorrad WorldSBK Team, Alvaro Bautista, Aruba.It Racing - Ducati, Nicolo Bulega, Aruba.It Racing – Ducati

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Alvaro Bautista attendeva il round di Misano per avere un fine settimana normale, non condizionato da piste particolari o condizioni difficili. Tuttavia, i risultati del weekend sono stati una risposta ai suoi interrogativi e una conferma di quanto lavoro ci sia da fare per tornare a battagliare costantemente per il vertice. Due terzi posti nelle gare lunghe e una caduta nella Superpole Race hanno privato il campione in carica della leadership del campionato e scivola in terza posizione, a 24 lunghezze dal nuovo leader Toprak Razgatlioglu.

Non è stato un weekend semplice quello del portacolori Aruba.it Racing – Ducati, che ha portato a casa il massimo risultato possibile. Dopo la tripletta dello scorso anno, un terzo posto era il miglior piazzamento che potesse ottenere e il campione in carica l’ha ottenuto: “È stata un po’ difficile, come il sabato d’altronde. Non mi sentivo come volevo sulla moto, mi mancava un po’ di fiducia. È vero che questo weekend abbiamo fatto più modifiche del solito. Credo che abbiamo cambiato la moto più questo fine settimana che durante tutta la scorsa stagione. Fino a che non troviamo qualcosa che mi permetta di avere la fiducia che vorrei, è dura”.

Alle due terze posizioni si aggiunge la caduta nella Superpole Race, avvenuta alla Curva 10, un punto pericoloso secondo il pilota Ducati. Tuttavia, secondo Bautista era impossibile evitare la scivolata e questa ha condizionato anche la gara del pomeriggio: “Questa mattina ho perso l’anteriore e non ho potuto evitare la caduta. Ho provato a fermare la moto, appena ho lasciato un po’ i freni ho perso l’anteriore e sono finito dentro al cordolo. Questo è anche pericoloso perché alcuni piloti sono passati poco prima che incrociassi la linea. Ho pensato che se qualcuno mi avesse toccato sarei stato distrutto, ma sono stato fortunato. Caduta stupida, ma accade a volte. Quando non hai la moto a posto, accade più frequentemente”.

“Questo mi ha portato indietro nella griglia di Gara 2, ma anche partendo davanti, il massimo era fare terzo. Non sono contento perché non siamo al meglio, ma allo stesso tempo questo risultato era il massimo che potessimo fare e l’ho fatto. Ora dobbiamo capire e trovare qualcosa che ci permetta di avere più performance, perché il nostro livello è più basso dello scorso anno, ma quello dei rivali è più alto”, ha spiegato con molta onestà.

Alvaro Bautista, Aruba.It Racing - Ducati

Alvaro Bautista, Aruba.It Racing - Ducati

Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images

Se lo scorso anno la Ducati era la moto da battere e i primi tre round hanno mascherato in qualche modo le difficoltà, a Misano sono emersi i problemi della Panigale V4R: “Dove dobbiamo migliorare? Penso che sia meglio pensare dove possiamo essere più forti dei nostri rivali. Prima dobbiamo arrivare al nostro meglio, dobbiamo concentrarci su noi stessi e trovare la fiducia sulla moto per poter fare tutto. Io fatico molto a fermare la moto ed entrare in curva, poi l’uscita è una conseguenza della brutta entrata. Ho problemi un po’ in tutte le aree. Risolviamo questo e poi pensiamo ai nostri rivali, ma ora non ha senso pensare dove siamo più forti dei nostri rivali, perché non siamo al nostro 100%”.

Le difficoltà della Ducati quest’anno sono dovute alla nuova regola del peso? Sulla Panigale V4R numero 1 sono stati messi 5 kg di zavorra e la distribuzione dei pesi è cambiata, mandando in difficoltà Bautista. Ora però sta emergendo Toprak Razgatlioglu, che fa la differenza anche sulle altre BMW. Questa novità regolamentare ha reso il campionato più equilibrato? Il due volte iridato non vuole entrare nel merito delle regole: “Non sono la FIM, non faccio le regole. Io devo solo fare il meglio con quello che ho. Non posso aspettare di fermare gli altri, devo migliorare io. Per me non è giusto dire che se non posso andare veloce, allora rallento gli altri. Non è corretto. Se qualcuno va più veloce, meglio per lui. Noi dobbiamo continuare a lavorare fino a quando siamo forti come loro. Ma abbiamo dei problemi noi e dobbiamo risolverli prima di pensare agli altri”.

“Non posso farci niente, queste sono le regole. È meglio non pensarci, perché questa è la moto che ho. Con peso o senza, devo trovare qualcosa che mi permetta di essere veloce con ciò che ho, non importa se più pesante o meno. Tecnicamente, devo trovare un setup che mi dia fiducia. Mentalmente, provo a non pensarci. Non è un handicap, ma non voglio pensare che la regola sia solo per me. È per bilanciare il campionato, quindi non posso fare nulla per cambiare le cose e non ci voglio pensare”, afferma lo spagnolo.

Bautista era al centro dell’attenzione a Misano non solo perché si presentava al round di casa di Ducati e cercava conferme in sella alla sua Panigale, ma è anche l’uomo chiave del mercato. In base alla sua decisione, si muoverà il resto dei piloti in ottica 2025. Tuttavia, l’attesa è lunga perché lo spagnolo non ha fretta di decidere: “Al momento non ho alcuna scadenza. Avevo detto che ci avrei pensato dopo questo round, perché in Australia c’erano condizioni particolari, a Barcellona è una pista strana. Ad Assen abbiamo avuto condizioni miste, quindi aspettavo un weekend normale come Misano”.

“Dopo questo fine settimana avrei qualche idea. Nella mia mente ci sono alcune priorità e la prima è cosa posso migliorare per avere più fiducia. Sul futuro non ho idee, ma anche Ducati non ha mai chiesto cosa voglio fare. Non so se forse prima di Donington parleremo, ma sono più preso dal recuperare la fiducia sulla moto che decidere il mio futuro. Non ho fretta. In tanti aspettano, mi dispiace per loro. Io al momento sono contento dove sono, sia io che il team non abbiamo fretta, ce la prendiamo con calma”, conclude Bautista.

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