Rea si riprende la Kawasaki ad Assen. Sykes sempre più ai margini del team

Dopo un momento di difficoltà, Jonathan Rea trionfa nelle due gare di Assen e torna punto di riferimento della Superbike e, soprattutto della Kawasaki. Tom Sykes ancora una volta surclassato pensa a cambiare aria nel 2017.

La doppietta di Assen centrata da Jonathan Rea potrebbe non fare notizia. Non è la prima in questa stagione - che è stata colta nell'appuntamento d'apertura del Mondiale Superbike 2016, in Australia - e non è una novità negli ultimi 14 mesi. Da quando è arrivato in Kawasaki, il campione del mondo in carica è l'uomo che ha ucciso la lotta per il Mondiale piloti 2015 e che sta ripetendo la medesima cosa in questo campionato, anche se in maniera più silenziosa, meno roboante, ma velenosa e sottopelle degli avversari.

Il feeling tra Rea e la Ninja 2015 era elevato. Così alto da apparire quasi le due parti combacianti della stessa mela. Amore a prima vista e un rapporto talmente in simbiosi da essere non replicabile, dando vita a una stagione probabilmente irripetibile. Poi è arrivata la ZX-10R 2016. La promessa di avere una moto anche più performante, più veloce e maneggevole. Jonathan e la nuova Ninja si sono studiati, ma l'irlandese non ha trovato il medesimo legame. Al contrario di Tom Sykes.

Sykes ha provato a riprendersi la Kawasaki

Il britannico era alla ricerca del riscatto. Non è facile vedersi affiancare un nuovo pilota e, in un attimo, trovarsi a essere il numero 2 di un team per cui hai fatto la punta di diamante sino al giorno prima. La nuova "verdona" è apparsa sin da subito cucita su misura per Tom, ma l'avvio è stato complesso: doppietta di Rea a Phillip Island. Due a zero e palla al centro. Poi la svolta e le prime vittorie stagionali. Sykes sembrava tornato in possesso del "suo" team, della "sua" moto, quella che ha contribuito a rendere vincente negli anni passati.

Assen restituisce la leadership a Rea

Le due manche di gara di Assen hanno però - forse - dato un'impronta definitiva al team. Gara 2 sul tracciato olandese. La gara inizia con l'asfalto bagnato, ma si asciuga in fretta. Rea e Sykes partono con gomme da bagnato. Vanno forte e occupano le prime posizioni. Rientrano per il cambio gomme doveroso, perché la pista è ormai secca. In Kawasaki sono pronti con le gomme intermedie e qui accade un fatto che non bisognerà sottovalutare per il resto della stagione.

Jonathan ferma la moto e vede le intermedie, ma vuole le slick. Il team obbedisce. Slick montate e Johnny vola verso la doppietta. Sykes non dice nulla e il team monta le intermedie. A fine gara, l'inglese dirà: "Abbiamo sbagliato le gomme. Volevo le slick, non le intermedie. Questo ci è costato la gara". La differenza l'ha fatta la comunicazione tra pilota e team. Rea si è esposto, ha rischiato e ha tratto beneficio dalla sua scelta (più che giusta, date le condizioni della pista), Sykes ha avallato la scelta della squadra, ma l'ha criticata all'arrivo per la scelta errata delle gomme.

In un colpo solo "Johnny" sembra aver ripreso in mano moto e team. La moto ha seguito in tutto e per tutto le volontà dell'irlandese: "In realtà non ho idea del perché sia andato così bene ad Assen. Ma la moto era perfetta. Abbiamo fatto un gran fine settimana. Ringrazio il team per il lavoro e per il supporto". Già. Quel team che, ogni gara che passa, si lega a un pilota che dimostra di essere veloce in pista, affabile ai box e intelligente nelle strategie.

Sykes sonda il mercato in ottica 2017

Nel Paddock della Superbike girano voci che Sykes sia sempre più lontano dalla Kawasaki, che ha Rea come centro di gravità. Tom potrebbe così diventare il pezzo pregiato del mercato piloti in vista del Mondiale 2017. Yamaha potrebbe fare un pensiero a "The Grinner", soprattutto se Alex Lowes dovesse continuare a essere meno incisivo di Sylvain Guintoli.

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A proposito di questo articolo
Campionati WSBK
Evento Assen
Circuito Assen
Piloti Tom Sykes , Jonathan Rea
Team Kawasaki Racing
Articolo di tipo Analisi