Melandri: "Il piano era passare Rea per rompergli il ritmo, ma richiedeva un grosso rischio"

Con la seconda posizione di oggi Marco Melandri è tornato sul podio dopo Gara 1 di Misano, battuto solo da un imprendibile Jonathan Rea ma comunque autore di una gara autorevole.

Melandri: "Il piano era passare Rea per rompergli il ritmo, ma richiedeva un grosso rischio"

È un Melandri visibilmente soddisfatto quello che abbiamo incontrato al termine di Gara della Superbike a Portimao, gara che lo ha visto passare sotto al traguardo in seconda posizione dietro a Jonathan Rea. Sono stati 20 giri quasi in completa solitudine quelli completati dal Ducatista che ha provato ad inseguire il campione della Kawasaki senza però mai riuscire ad agguantarlo. Alle sue spalle c'è stata la minaccia di Lorenzo Savadori per circa metà gara fino a quando il pilota Aprilia non si è steso mettendo fine al suo tentativo di agguantare la seconda posizione sul podio.

Quello di oggi è il primo podio da quando Ducati ha ufficializzato il termine del contratto del pilota ravennate al termine della stagione in corso (per fare spazio ad Alvaro Bautista) e sicuramente per Melandri è stata una bella soddisfazione rispondere con un risultato così concreto. Purtroppo però le possibilità di fare meglio non c'erano, Rea è apparso praticamente imbattibile per tutta la durata della gara senza mai offrire il fianco a nessuno dei suoi inseguitori.

Queste le parole del numero 33 a proposito della sua prestazione odierna: "Per qualche giro gli sono stato vicino (a Rea n.d.r.) ma nelle curve 5 e 8 e anche nell'ultimo settore era molto più veloce di me. Il mio piano era di provare a passarlo per rompergli il ritmo ma questo richiedeva un rischio troppo grosso quindi ho preferito lasciarlo andare ed accontentarmi. È stato un po' noioso essere da solo per quasi tutta la gara, ma è meglio che essere dietro in mezzo al gruppo!"

Parlando poi del fatto che per la prima parte di gara ha avuto Savadori alle calcagna: "Non credo ne avesse più di me, all'inizio mi era molto vicino ma appena ho assestato i miei giri sul minuto e 42 ho visto che perdeva terreno, segnale che aveva qualche problema più di me a tenere quel ritmo. Comunque mi dispiace sia caduto, l'avrei voluto volentieri sul podio con noi. Domani partiremo dalla terza fila" prosegue Melandri. "Non sarà affatto facile, dobbiamo trovare il modo di migliorare un pochino la moto in vista di domani, dovremo stare attenti alle Aprilia che stanno andando molto bene ed a Laverty che qui è sempre molto forte".

Parlando poi del fatto che la gara è stata, a livello di show, un po' anonima, Melandri da la "colpa" alla particolare conformazione di questo circuito: "E' un tracciato particolare, c'è solo un punto in cui si spreme tutta la potenza dal motore; il resto è moto guidato e se sbagli una curva poi ti porti l'errore dietro per tutto il tratto successivo, qui a Portimao è molto facile perdere un pochino in ogni curva e non ci sono tratti in cui poter recuperare di motore questi errori".

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