Il mondo delle moto piange Genesio Bevilacqua, autore dell'impresa SBK con Checa
L'imprenditore e proprietario di Althea Racing, con cui nel 2011 vinse il titolo iridato Superbike con una Ducati privata e Carlos Checa in sella, è morto all'età di 66 anni. Un vero appassionato di moto, di corse, e creatore della collezione "Moto dei Miti".
Genesio Bevilacqua
Foto di: Gold and Goose / Motorsport Images
Imprenditore, pilota amatoriale, proprietario di un team, ma soprattutto un vero appassionato di moto e di corse. Tutto questo - e molto di più - è stato Genesio Bevilacqua.
A pochi giorni dai festeggiamenti del suo 66esimo compleanno, il creatore e proprietario del team Althea Racing se n'è andato. E lo ha fatto in modo improvviso, all'alba di un nuovo anno e di una nuova stagione per sé e per il suo team.
Il mondo delle moto perde non solo un proprietario di team capace di cose mirabili in tutte le categorie a cui ha preso parte, ma un vero e proprio appassionato. Una persona che di corse viveva, che per le corse respirava e che ha dato tanto proprio per via delle sue capacità, ma soprattutto per la sua passione verace.
Non a caso, a fine dicembre aveva presentato la sua line up piloti per la World Supersport 2026. Insomma, era proiettato sempre tra presente e futuro. Sempre a gas più che spalancato, così come aveva fatto da giovane, come pilota amatoriale.
Di Genesio Bevilacqua in tanti ricorderanno il titolo mondiale portato a casa da Althea Racing in Superbike, nel 2011, quando Carlos Checa gli consegnò una delle sue gioie più grandi, assieme al titolo iridato Supersport colto lo stesso anno da Davide Giugliano.
In realtà, il nativo di Civita Castellana ha fatto ben di più. La vittoria dell'iride Superbike è stato solo la punta dell'iceberg, perché sì, le vittorie ti permettono di essere nell'albo d'oro per sempre, ma non raccontano tutti i sacrifici fatti prima e dopo, né spiegano come si è riusciti a guadare fiumi che sembravano impossibili da attraversare.
La parola "passione", come avrete potuto notare, in queste righe è ricorrente. Ed è forse la parola con cui si potrebbe descrivere Bevilacqua, senza bisogno di dilungarsi oltre. Ma, a volte, è bello poter sottolineare cosa porta a fare questo termine.
Detto di Althea Racing, è impossibile non citare Moto dei Miti: una collezione di moto da corsa storiche che raccontano mezzo lustro di competizioni a due ruote, che trova sede a Civita Castellana. Un modo per fissare nel tempo la storia e poterla ripercorrere ogni volta che ne sentiva il bisogno.
Di Genesio Bevilacqua, personalmente, ricordo e porterò con me due cose in particolare. L'ospitalità - quando dovetti fare un'intervista a Jordi Torres, all'allora pilota Althea Racing in World Superbike - e la disponibilità. Nel post Gara 2 all'Enzo e Dino Ferrari di Imola, pur con il marasma che avviene una volta finita la corsa, si concesse immediatamente per una 1-to-1 nel motorhome del team, tenendo fede alla parola data 4 giorni prima, senza bisogno di ricordargli nulla. Non riuscimmo a farla prima, ma fece di tutto per esaudire la mia richiesta. Piccoli gesti che rimangono e che sicuramente aiutano a ricordare chi sia stato Genesio Bevilacqua non tanto come professionista, ma come persona.
Ciao Genesio.
La Redazione di Motorsport.com Italia è vicina alla famiglia di Genesio Bevilacqua e le porge le condoglianze più sincere.
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