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Honda, il rientro ufficiale di HRC ha progetti ambiziosi

Honda è tornata in veste ufficiale nel mondiale Superbike grazie al supporto di HRC, con un progetto rinnovato. Nel 2020 ha raccolto un podio, il primo di una lunga serie, spera la squadra giapponese, che vuole tornare in vetta il prima possibile.

Honda, il rientro ufficiale di HRC ha progetti ambiziosi
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In MotoGP è la squadra che domina in maniera incontrastata da molto tempo, ma nel mondiale Superbike è ripartita con un nuovo progetto per tornare ad essere vincente: stiamo parlando di Honda, il colosso giapponese che per molto tempo ha corso nelle derivate di serie senza una formazione completamente ufficiale.

Dal 2020 però, Honda ha deciso di intraprendere un nuovo percorso, tornando in veste ufficiale con il supporto di HRC e puntando a lavorare per poter fermare pian piano il dominio di Jonathan Rea e della Kawasaki. Battere il binomio dei record non è un’impresa facile e il team, nato da poco, non si prefigge di finire davanti a tutti da subito. Ma quanto mostrato nella prima stagione di nuovo ufficiale lascia pensare che i presupposti per migliorare ci siano tutti.

Alvaro Bautista, Team HRC, Leon Haslam, Team HRC

Alvaro Bautista, Team HRC, Leon Haslam, Team HRC

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Il nuovo progetto e la scommessa Bautista

Per molto tempo, Honda ha militato nel mondiale Superbike con una Fireblade non in grado di competere con le grandi moto che fino ad ora si sono mostrate grandi protagoniste delle derivate di serie. A partire dal 2020 però, HRC ha deciso di rientrare nel mondiale, tornando a supportare la Casa alata in veste ufficiale. Un’impresa titanica, con un progetto interamente rinnovato, dalla moto alla line-up. Su stampo MotoGP, Honda ha deciso di portare in pista la nuova CBR1000RR-R, che ha sfruttato soprattutto le novità aerodinamiche della sua ‘cugina’ del mondiale prototipi.

Non solo moto: con una line-up d’eccezione, Honda ha puntato subito in alto scegliendo Alvaro Bautista. Già nel 2019 non era più un segreto l’approdo dello spagnolo nel nuovo team riformato. Le difficoltà Ducati avevano iniziato ad incrinare il rapporto tra Borgo Panigale e il pilota di Talavera de la Reina, con quest’ultimo pronto a lasciare quando Honda gli ha proposto il nuovo progetto.

È stato un salto nel vuoto per Bautista, che si è lanciato in una nuova avventura con Leon Haslam come compagno di squadra. Lo spagnolo ha mostrato da subito un grande entusiasmo verso la grande novità che attendeva Honda e anche la Superbike nel 2020: “Unirmi al team HRC è importante, perché è una struttura solida che vuole vincere nelle derivate di serie. La sfida per il prossimo anno sarà complicata, ma proverò ad usare la mia esperienza in SBK acquisita nel 2019 per sviluppare la moto e spero di lottare per la vittoria”.

Alvaro Bautista, Team HRC

Alvaro Bautista, Team HRC

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Bautista puntava già in alto, ambiva ad ottenere risultati simili a quelli dell’epopea Ducati anche in Honda e il giorno dell’ufficialità dell’annuncio diceva: “Non è stata una decisione facile per me, perché sono molto felice con la famiglia Ducati. Abbiamo vinto molte gare, non è stato semplice lasciare, ma il progetto che HRC mi ha offerto mi ha motivato moltissimo, partiremo da zero. Mi sento come una delle persone più importanti coinvolte in questo progetto. È difficile dire quali saranno gli obiettivi per il prossimo anno, ma voglio lavorare bene nei test invernali ed arrivare al primo round nel miglior modo possibile. Vorrei lottare per la vittoria da subito, ma vedremo come andranno le cose quando sarà il momento”.

Alberto Puig, che conduce il nuovo progetto, restava invece più con i piedi per terra prima della stagione 2020: “Abbiamo deciso di approdare in Superbike con una nuova moto e non vediamo l’ora di svilupparla. Stiamo preparando un team che crediamo sarà forte in futuro, ma abbiamo anche scelto due piloti che riteniamo possano fare ciò che ci aspettiamo da loro. Entrambi hanno molta esperienza, Alvaro Bautista viene da molti anni di MotoGP con dei risultati molto buoni  e Leon Haslam ha un bagaglio enorme in Superbike. Siamo contenti dei nostri piloti, siamo solo al primo anno con questa moto, è nuova e sappiamo che non sarà facile. Ma il nostro obiettivo è di progredire e portare la nostra moto nelle posizioni di testa in un futuro prossimo”.

Alvaro Bautista, Team HRC

Alvaro Bautista, Team HRC

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Le difficoltà invernali e le prime gare complicate

I sogni di Bautista sono però  ben presto svaniti. I primi test hanno mostrato i limiti e le difficoltà di una moto nata da poco, attardata rispetto alla concorrenza e con molto lavoro da fare per migliorare. Lo spagnolo, al termine della stagione, ha poi rivelato di aver avuto dei seri dubbi all’inizio del progetto, tanto da temere per la sua carriera: “Parlando sinceramente, la prima volta che ho provato la moto ho pensato ‘merda, è impossibile da guidare!’. Non mi piaceva nulla della moto durante i test invernali, niente! Ho pensato ‘ma perché sono qui?’. Poi abbiamo iniziato a lavorare, ma a gennaio e febbraio facevo moltissima fatica. Non avevo feeling con la moto, non riuscivo a trovare il limite ed ero tre secondi più lento degli altri. Per me era un disastro. Ho pensato che fosse la fine della mia carriera, ero preoccupatissimo in vista della stagione”.

Gli incubi dell’inverno non sono stati dissipati dai risultati, che stentavano ad arrivare, anzi. La CBR1000RR-R aveva inizialmente deluso le aspettative. Sulla scia di Ducati, anche Honda aveva sviluppato la nuova moto con la filosofia ‘MotoGP’, prendendo spunto dalla RC213V, ma gli effetti non erano quelli sperati. In particolare, la preoccupazione era alle stelle dopo il round di Jerez, appuntamento di ripartenza della stagione dopo lo stop forzato a causa della pandemia. Bautista affermava: “Non avevamo grip e la moto faticava a curvare. Abbiamo migliorato un po' in quelle aree, ma abbiamo perso qualità in frenata e accelerazione. Alla fine abbiamo trovato più problemi che soluzioni. Per la seconda gara abbiamo fatto un passo indietro per migliorare la frenata e il grip al posteriore, ma il feeling con l'anteriore era rimasto lo stesso. Era molto difficile far girare la moto. Ho perso l'anteriore in quasi tutte le curve di quasi tutti i giri e alla fine non potevo spingere quanto avrei voluto. È chiaro che abbiamo bisogno di migliorare. Questa è la cosa importante. Abbiamo capito quale sia il problema, ora però serve trovare una soluzione. Ora stiamo lavorando molto sull'assetto per cercare di risolvere i nostri problemi, ma quando riusciamo a migliorare in una zona, poi peggioriamo in un'altra. È difficile trovare il giusto compromesso. E' difficile trovare una soluzione con le parti che abbiamo ora in dotazione”.

Moto di Alvaro Bautista, Team HRC

Moto di Alvaro Bautista, Team HRC

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

I passi in avanti fino al podio

Il lavoro però in casa Honda non si è mai fermato e anche in Giappone hanno concentrato le energie sul migliorare la moto, tanto da rendere più soddisfatti i piloti, con Bautista che a fine stagione ha ricordato i progressi fatti nel corso dei fine settimana di gara: “Fortunatamente, abbiamo lavorato molto sul setup della moto, sull’elettronica e quando la stagione è ripartita a Barcellona ho iniziato a sentirmi diverso sulla moto. Ho pensato ‘wow, è un grande cambiamento’. In Giappone avevano lavorato sull’elettronica, sull’erogazione della potenza, che erano richieste fatte dopo l’Australia. Per fortuna, abbiamo fatto un grande passo in avanti e abbiamo cominciato ad acquisire fiducia”.

Con il passare del tempo infatti, nonostante gli alti e bassi, il pilota spagnolo è apparso più fiducioso in sella alla Honda, tanto da riuscire a salire sul podio ad Aragon in Gara 2, un risultato inaspettato ad inizio anno e che ha rappresentato una grande iniezione di fiducia: “Dopo la gara di Jerez, abbiamo fatto un altro passo in avanti e mi sono sentito meglio sulla moto. Ad Aragon ho visto che potevo lottare per il podio, ma poi sono andato oltre il limite. Ogni volta che provavo a stare vicino alla vetta, cadevo perché oltrepassavo questo limite. Ora sono convinto che questo progetto possa portarci in una buona posizione, ma all’inizio ero preoccupato”.

Il vincitore Nicky Hayden, Honda WSBK Team

Il vincitore Nicky Hayden, Honda WSBK Team

Photo by: Honda

L’ultimo podio Honda risale al 2016, quando Nicky Hayden conquistò il terzo posto al Lausitzring. In quello stesso anno, lo statunitense aveva portato la Fireblade davanti a tutti, vincendo a sorpresa sotto l’acqua di Sepang. Un risultato eccezionale per Honda e per Hayden, che fino al 2020 è rimasto l’ultimo pilota ad essere salito sul podio. Almeno fino ad Aragon, quando Bautista ha interrotto il digiuno riuscendo a portare la CBR1000RR-R nelle prime tre posizioni.

Un risultato inaspettato, ma sicuramente di grande soddisfazione, come spiegava Jaume Colom, Team Manager Honda, al termine del round spagnolo: “Il team è molto soddisfatto di questo podio dato che tutti sanno che siamo messi bene. Al momento restiamo al limite e quando lo superiamo, finiamo a terra. Riusciamo a spingere magari un po' di più per un giro, ma per tutta la gara è difficile”.

Alvaro Bautista, Team HRC

Alvaro Bautista, Team HRC

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

Le ambizioni per il futuro

Il podio conquistato ad Aragon non illude, ma sicuramente in casa HRC si punta a migliorare i risultati ottenuti nel 2020. Il lavoro del team sarà fondamentale e durante tutta la stagione passata ha cercato di raccogliere quante più informazioni possibili per arrivare preparati al 2021, in cui Honda si aspetta di fare un passo in avanti. Lo conferma anche Jaume Colom, Team Manager Honda HRC SBK: “La moto è completamente nuova. Ogni giorno abbiamo delle informazioni in più per forse riuscire a sistemare e correggere delle cose. Il motore per esempio è molto buono. Abbiamo bisogno di migliorare alcuni dati e sistemi elettrici. In alcuni circuiti abbiamo avuto dei problemi in ingresso di curva, con il sistema frenante. Abbiamo diversi problemi. Dobbiamo capire tutte le informazioni e abbiamo mandato tutto in Giappone, dove analizzano le cose”.

I risultati ottenuti nel 2020 però lasciano ben sperare, sia in pista sia nel box: ““Generalmente sia Alvaro sia Leon accusano lo stesso problema e seguono la stessa linea. Ovviamente vogliamo vincere. Abbiamo bisogno di lavorare davvero a fondo ma per la prossima stagione il nostro obiettivo è lottare per le posizioni di testa e se possibile vincere”.

Alvaro Bautista, Team HRC, Leon Haslam, Team HRC, Scott Redding, Aruba.it Racing Ducati

Alvaro Bautista, Team HRC, Leon Haslam, Team HRC, Scott Redding, Aruba.it Racing Ducati

Photo by: Gold and Goose / Motorsport Images

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