Esclusivo, Taramasso: "Vi spiego perché Michelin ha scelto la Superbike"
Questa mattina la Michelin ha annunciato di aver firmato un accordo quinquennale per diventare il fornitore unico di tutte le categorie del Mondiale Superbike dal 2027 al 2031. Il responsabile Piero Taramasso ci ha raccontato quali sono state le motivazioni che hanno spinto l'azienda francese in questa direzione.
Piero Taramasso, responsabile Michelin MotoGP
Foto di: Michelin Sport
Sono passati poco più di tre mesi da quando la Michelin ha annunciato che lascerà la MotoGP al termine della stagione 2026, dopo essere stata il fornitore unico di pneumatici della classe regina per ben 11 stagioni. Quello stesso giorno, il responsabile Piero Taramasso ci aveva anticipato che l'azienda di Clermont-Ferrand era già alla ricerca di un'alternativa di alto livello, che alla fine è stata individuata nel Mondiale Superbike.
Stamattina, infatti, è stato annunciato un accordo quinquennale con il Mondiale delle derivate di serie, che scatterà dal 2027 e prevede la fornitura a tutte le categorie del campionato. Proprio Taramasso ha spiegato a Motorsport.com i motivi che hanno portato il marchio francese a prendere questa decisione.
"Visto che non saremo più in MotoGP, stavamo già guardando ad altri campionati di livello mondiale. Logicamente, subito dopo la MotoGP c'è il Mondiale Superbike, che è un campionato molto interessante. Dopo le discussioni con Dorna, siamo arrivati ad un accordo di cinque anni, che durerà quindi dal 2027 al 2031. Forniremo tutte le categorie del Mondiale, quindi anche la Supersport 600, quella che prenderà il posto della 300, il Femminile ed anche un monomarca", ha detto Taramasso a Motorsport.com.
"Siamo contenti di tornare in Superbike, perché eravamo già impegnati in quel paddock all'inizio degli anni 2000. Abbiamo fatto diverse stagioni, vincendo 12 volte il campionato quando c'era ancora un regime di concorrenza a livello di pneumatici. Quindi è un mondo che conosciamo e parliamo di un campionato che è cresciuto da quando lo abbiamo lasciato. Ci torniamo con lo spirito di continuare a farlo crescere, portando tutta l'esperienza che abbiamo maturato in oltre una decade in MotoGP", ha aggiunto.
La scelta è ricaduta sulla Superbike perché da sempre l'idea della Michelin è quella di fare ricerca e sviluppo nelle corse per far evolvere anche i prodotti stradali. Partendo dalle conoscenze acquisite in MotoGP, è chiaro che questa è la piattaforma ideale per portare avanti questo concetto.
The Michelin man with the trophies
Foto di: Rainier Ehrhardt
"Diciamo che per noi è una buona transizione per utilizzare appunto le conoscenze e le tecnologie che abbiamo sviluppato in MotoGP e trasferirle in Superbike, per poi far arrivare queste soluzioni anche sulle gomme commerciali stradali. Per noi si tratta di un passaggio che definirei quasi naturale, perché sono moto derivate dalla serie, quindi le tecnologie che svilupperemo in questo campionato potranno essere declinate più rapidamente sulla gamma degli pneumatici destinati al grande pubblico. Anche perché non dobbiamo dimenticare che il pubblico della Superbike è molto appassionato e molti sono proprietari di moto sportive o supersportive, che sono segmenti che a noi interessano molto".
Per parlare di specifiche tecniche è ancora presto, ma la base di partenza comunque non saranno gli pneumatici che saranno utilizzati in MotoGP fino al termine della prossima stagione.
"Saranno gomme specifiche per la Superbike, partiremo dai prodotti che utilizziamo ora nei campionati nazionali delle derivate di serie, sui quali però implementeremo delle tecnologie derivate dalla MotoGP. L'idea, come dicevo prima, è quella di avvicinare maggiormente questa tecnologia anche alla strada, realizzando degli pneumatici che poi potranno essere utilizzati per esempio anche per i trackday. Dunque, utilizzare tutto quello che abbiamo imparato in MotoGP ed in MotoE per fare delle gomme più performanti destinate anche ai clienti sportivi. Comunque è ancora presto per dire nello specifico quello che faremo in Superbike, perché abbiamo davanti a noi un altro anno e mezzo in MotoGP ed in MotoE e vogliamo chiudere al meglio questo capitolo".
Nelle ultime stagioni, in MotoE, sono state aumentate costantemente le percentuali di materiali sostenibili e riciclabili utilizzati per la realizzazione delle gomme. Un percorso che l'azienda francese vorrebbe portare avanti anche in questa nuova avventura.
"Vogliamo sfruttare anche quel tipo di conoscenza. In MotoE adesso c'è un 57% di questi materiali, ma anche in MotoGP, come in tutte le gomme Michelin, c'è una percentuale di materiali sostenibili, quindi vogliamo portare avanti questa filosofia anche nel Mondiale Superbike. Adesso è presto per dire se sarà proprio in Superbike o in una delle categorie di contorno, perché ne dobbiamo ancora discutere con la Dorna, però vedremo cosa si potrà fare".
Michelin tyres
Foto di: Gold and Goose
Ad oggi, in Superbike esiste una vera e propria gomma da qualifica, che permette di spremere al limite le prestazioni del mezzo nella Superpole. Un concetto che però la Michelin non intende portare avanti, fedele al suo approccio "long lasting performance".
"Noi siamo contro le gomme da qualifica. Fare una gomma per fare un giro o massimo due e poi buttarla non è nella nostra filosofia. Dunque, cercheremo di fare una gomma soft che sia buona per la qualifica e permetta di coprire anche la distanza di gara, come facciamo già ora in MotoGP. Ma rispetto alla MotoGP è molto minore l'energia che viene messa sulle gomme in Superbike, inoltre le gare sono anche più brevi, quindi dovrebbe essere più semplice. La soft poi potrebbe essere una gomma che viene buona per la Superpole Race, che di fatto è molto simile alla Sprint come concetto ed è sempre di una decina di giri".
Uno dei fattori che avevano portato alla scelta di lasciare il paddock della MotoGP è stata la richiesta della Dorna di fornire gli pneumatici a tutte le classi fino alle Talent Cup. Dunque, abbiamo chiesto a Taramasso perché la Michelin ha accettato di equipaggiare tutte le categorie del Mondiale Superbike.
"Strategicamente, avevamo trovato un senso sia per la MotoGP che per la MotoE e quando ci è stato proposto di prendere anche la Moto2, la Moto3 e tutto il resto non abbiamo trovato un vero motivo a livello strategico e tecnologico. L'impegno poi sarebbe stato molto grande, a causa dei volumi di produzione che sono richiesti, perché per fornire tutte le categorie della MotoGP non si parlava solamente della Moto2 e della Moto3, ma anche della Rookies Cup e di tutte le Talent Cup. Per questo abbiamo deciso di rinunciare piuttosto che magari abbassare il livello di supporto e di qualità offerti. Le quantità richieste per le categorie del Mondiale Superbike invece sono molto inferiori, è questa è una grossa differenza, perché ci permetterà di garantire sempre degli standard elevati. Inoltre è un campionato molto più vicino alle moto di serie, quindi ha anche un senso dal punto di vista strategico".
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