Ecco perché la battaglia di Bautista contro Rea è già persa

Dopo un inizio di stagione da sogno in Superbike, Bautista è crollato e le gare successive sono diventate da incubo. Una spalla infortunata ed una serie di circuiti favorevoli a Rea ed alla Kawasaki rendono remote le speranze di rimonta per il titolo, alla vigilia del round portoghese.

Ecco perché la battaglia di Bautista contro Rea è già persa

Bautista ha esordito in Superbike con una splendida vittoria in sella alla nuova Ducati Panigale V4 R e, dopo una striscia di nove successi consecutivi, tutti conquistati con un grande dominio, Motorsport.com aveva scritto che probabilmente la storia si sarebbe ripetuta e che Bautista avrebbe seguito le orme del leggendario Troy Bayliss, vincitore del titolo nel 2001.

Altre due vittorie ad Assen, un circuito in cui si pensava che Jonathan Rea potesse recuperare terreno, hanno contribuito ad aumentare la sensazione che il titolo potesse essere già stato assegnato a metà stagione e che potesse tornare a Bologna.

Ma ben presto è arrivato il primo inciampo di Bautista e della Panigale V 4 R proprio sulla pista di casa, ad Imola. Il Direttore Generale Ducati Gigi Dall’Igna aveva già sottolineato all’inizio dell’anno che la nuova moto aveva molto da lavorare per essere forte in curva e questo lo ha dimostrato Rea nell’appuntamento italiano, che ha aperto le porte della prima vittoria stagionale a Rea.

Nonostante ciò, il crollo di Bautista di cui Rea aveva bisogno sembrava solo un sogno. Anche la caduta in Gara 2 a Jerez appariva come una semplice macchia sulla stagione dominata dal pilota Ducati, che continuava ad essere leader del mondiale. Ma le cadute di Misano, Donington ed il disastro di Laguna Seca hanno portato Rea ad una monumentale rimonta di ben 142 punti. Il pilota Kawasaki è riuscito ad approfittare degli errori e della sfortuna di Bautista, arrivando a quattro round dal termine con 81 punti di vantaggio.

Ma Rea rifiuta di adagiarsi e di dare per scontato l’esito finale. Quando gli è stato chiesto se la ZX-10RR potesse vincere ovunque ha risposto con decisione: “No. Ducati ha un grande vantaggio sul rettilineo. Ad essere onesti non sono molto entusiasta in vista dell’Argentina e del Qatar, guardare i tempi parziali dopo la FP1 sarà ridicolo, specialmente a El Villicum”.

“Ma si lavora con i mezzi che si hanno ed ognuno ha il suo momento. Io sto solo facendo il meglio che posso. Piste come Donington, Laguna, Portimao e forse Magny-Cours potrebbero essere favorevoli alla Kawasaki e, anche se hanno un lungo rettilineo, potremo essere forti”.

Jonathan Rea, Kawasaki Racing Team

Jonathan Rea, Kawasaki Racing Team

Photo by: Gold and Goose / LAT Images

Ogni fine settimana sono in palio 62 punti ed i round di Portimao e Magny-Cours potrebbero essere disastrosi per Bautista. Come provato a maggio ad Imola, l’inesperienza sui circuiti ignoti ha rappresentato un ostacolo per lo spagnolo, mentre è emerso Rea. Il Campione in carica ha conquistato la doppietta a Portimao nelle ultime due stagioni e ha vinto cinque volte a Magny-Cours da quando è arrivato in Kawasaki nel 2015. Anche se preoccupato dalla potenza della Ducati soprattutto su piste come El Villicum, la sua esperienza rispetto a Bautista sarà preziosa.

Bautista infatti ha faticato molto al suo primo approccio a Portimao nei test di gennaio. Il suo miglior giro in 1’41”934 è stato più lento di 1.1 secondi dal miglior crono di Rea. L’alfiere Ducati si è sentito più a suo agio sulla moto alla seconda uscita su questa pista, avvenuta a fine agosto per due giorni di test, conclusi a 934 millesimi dal miglior tempo.

Tuttavia, ha completato meno giri rispetto agli altri nella seconda giornata per recuperare pienamente dall’infortunio alla spalla rimediato a Laguna Seca dopo un contatto con Toprak Razgatlioglu. Nonostante oltre due mesi fermo, Bautista ha sentito di dover migliorare ancora l’approccio al suo primo weekend di gara a Portimao, pensando a preservarsi.

“Speravo di sentirmi meglio che in questo test – ha affermato lo spagnolo – era la prima volta che guidavo da quando mi ero fatto male, quindi il muscolo e tutto il fisico devono riprendere i movimenti e lo sforzo sulla moto. Abbiamo ancora qualche giorno per recuperare e provarci di nuovo, ma sicuramente dovremo lavorare in maniera diversa per il weekend. Probabilmente farò meno giri venerdì per essere più riposato in vista delle gare di sabato e domenica. Vedremo, ma spero vada meglio”.

Alex Lowes su Yamaha è stato il pilota più veloce nei test di fine agosto e la Casa di Iwata sarà sicuramente un contendente per la vittoria in quest’ultima fase di stagione. Anche la BMW S1000RR sta migliorando sempre di più e Tom Sykes ha bussato alla porta della vittoria in più di un’occasione.

Non bisogna dimenticare un Leon Haslam rinvigorito dalla vittoria della 8 Ore di Suzuka con Kawasaki e la rinnovata fiducia ricevuta dal team per il 2020, oltre ad Razgatlioglu che va a caccia della prima vittoria. Ovviamente, sarà della parte Rea, mentre Bautista dovrà vedersela con un fisico non ancora al 100%.

Chaz Davies, Aruba.it Racing-Ducati Team

Chaz Davies, Aruba.it Racing-Ducati Team

Photo by: Gold and Goose / LAT Images

Forse un aiuto potrebbe venire dall’interno: il compagno di squadra Chaz Davies ha avuto un inizio di stagione complicato a causa di un infortunio e di un difficile adattamento alla V4 R. Ma a Laguna Seca abbiamo rivisto il ‘vecchio’ Davies, tornato al suo stato di forma e autore della sua prima vittoria stagionale. Grazie alla fiducia ritrovata ed al passo più solido in sella alla Ducati, il gallese potrebbe essere un alleato importante per Bautista.

Indubbiamente, Portimao rappresenta l’ultima opportunità per Bautista di tenere vive le speranze di titolo, che verrà assegnato in questi ultimi quattro round. Un destino simile ma opposto a quello di Rea, che non si ritira per una caduta da Gara 2 a Brno lo scorso anno (incidente avvenuto non per colpa sua). Bisogna tornare a Gara 1 in Germania nel 2016 per trovare un ‘non classificato’ di Rea. La fiducia di Bautista deve anche essere venuta meno dopo la sua lunga striscia di cadute.

Quindi, pur rimanendo una piccola probabilità di vittoria, il titolo mondiale Superbike potrebbe essere quasi completamente sfuggito dalle mani di Bautista, che non riuscirebbe a diventare campione nel suo anno d’esordio.

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