Bautista: “Volevo aiutare in MotoGP, ma HRC vuole vincere in SBK”

Alvaro Bautista racconta in un’intervista a Motorsport.com di essersi proposto per aiutare HRC in MotoGP durante l’assenza di Marc Marquez, ma Honda ha preferito preservarlo in Superbike, per il progetto che ritiene vincente.

Bautista: “Volevo aiutare in MotoGP, ma HRC vuole vincere in SBK”

Inizia per Alvaro Bautista la terza stagione nel mondiale Superbike, la seconda con Honda. HRC è rientrata in maniera ufficiale nel campionato delle derivate di serie lo scorso anno e sta lavorando duramente per tornare ai fasti di un tempo anche in Superbike, dove conta sul supporto dello spagnolo, autore di un esordio da record con Ducati, salvo poi fidarsi del progetto giapponese, che al momento lo rende soddisfatto.

In occasione del round di Aragon, il nostro corrispondente di Motorsport.com ha incontrato Alvaro Bautista, che ha raccontato il proprio inverno condizionato dal piccolo infortunio in allenamento, le ambizioni, il lavoro di Honda e le difficoltà del 2020 che spera siano superate nella stagione che inizia questo fine settimana.

“Sono caduto facendo motocross quattro giorni prima dei test di Barcellona – ricorda Bautista parlando con Motorsport.com – Ma mi sento meglio. Ho colpito il petto, non mi sono rotto nulla, ma l’impatto è stato forte. Dopo il test mi sono dovuto fermare per il dolore. Ora però mi sento meglio ogni giorno che passa. È peggio così che quando ti rompi qualcosa, perché hai bisogno di tempo. Non sono al cento per cento, ma spero di non avere problemi nel fine settimana”.

Proprio nel round di apertura della stagione, sulla pista di casa, il pilota Honda non è al massimo della forma ma punterà a confermare il grande lavoro svolto durante i test invernali: “Non abbiamo fatto tanti test, ma abbiamo sistemato alcune cose come l’elettronica, la distribuzione dei pesi e la geometria. È più complicato fare cambiamenti grossi come in MotoGP, ma abbiamo sistemato delle cose che non funzionavano l’anno scorso. Specialmente in termini di elettronica, proviamo a trovare un bilanciamento migliore in frenata, nel turning e nell’uscita di curva. Lavorando su questi aspetti si fanno passi in avanti. Non so se sarà sufficiente per vincere dall’inizio, ma dovremmo essere più competitivi”.

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Bautista appare dunque come l’uomo di punta del progetto HRC in Superbike. Lo spagnolo, vista al situazione anomale che si era venuta a creare lo scorso anno con l’infortunio di Marc Marquez, si era offerto di aiutare Honda anche sul fronte MotoGP. “La scorsa stagione mi sono offerto di fare qualche test o gara in MotoGP. per HRC è molto importante il progetto nel mondiale Superbike, vuole vincere. Mi hanno risposto ‘grazie, ma ti vogliamo per vincere il titolo, non per prendere rischi in MotoGP facendo test o gare che magari ti facciano perdere qualche round in Superbike o lo sviluppo della moto’. Se a Honda non importassero le derivate di serie, forse preferirebbe un pilota che possa correre a un collaudatore, ma crede che sia meglio preservarmi invece che darmi un’altra opportunità in MotoGP”.

Honda infatti punta ad avvicinarsi sempre di più ai rivali delle prime posizioni e lottare per il mondiale il prima possibile. Per fare ciò ha scelto il pilota che nell’anno del suo debutto ha quasi rischiato di vincere il mondiale, trionfando nelle prime 11 gare della stagione.

Anche Scott Redding, attuale pilota Ducati che ha sostituito proprio Bautista dallo scorso anno, aveva commentato l’esordio dello spagnolo, affermando che forse aveva buttato via un mondiale nel 2019. La risposta del pilota Honda non si è fatta attendere: “Onestamente ero molto sorpreso dal mio inizio di 2019, ma anche dalla fine della stagione. Mi sentivo bene con la moto, ma penso che nel motorsport, come anche nella vita, serva la fortuna. Ho avuto un paio di gare sfortunate, in particolare a Laguna Seca quando Toprak mi ha colpito e ho perso entrambe le gare della domenica. È una combinazione di tanti fattori. Non penso che abbiamo buttato via il campionato, è stata la situazione, tutto succede per una ragione. Ma almeno ho vinto più gare di tutti quanti si aspettassero”.

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