Bautista vincitore polemico: “Ducati non fa niente per migliorare”

A Portimao lo spagnolo vince dopo nove gare di digiuno e lotta contro il fisico ed una moto che non lo soddisfa pienamente. È felice del successo in Gara 2, ma punzecchia Ducati.

Bautista vincitore polemico: “Ducati non fa niente per migliorare”

Alvaro Bautista mancava dal gradino più alto del podio da nove gare, ma a Portimao è uscito dalla spirale negativa in cui era entrato a metà stagione vincendo Gara 2. Dopo 14 successi, di cui dieci consecutivi, lo spagnolo ha interrotto un digiuno iniziato nella Superpole Race di Misano, a metà giugno. È stato un fine settimana complicato per il pilota Ducati, reduce da un infortunio alla spalla non perfettamente guarito ed impegnato ad affrontare una pista per lui nuova, piuttosto difficile e che richiede molto al fisico. Bautista non si è tirato indietro e ha dato il massimo già dal venerdì, riuscendo nell’impresa di trionfare in Gara 2, non senza qualche difficoltà.

Protagonista della lotta per la testa della gara nelle prime fasi, è poi riuscito a portarsi al comando, mettendo tra sé ed il primo dei suoi inseguitori, Jonathan Rea, un margine relativamente rassicurante. Margine che si è ridotto drasticamente negli ultimi due giri, dove Bautista ha iniziato ad accusare il dolore alla spalla ed il leader del mondiale ne ha approfittato per ricucire il gap. 111 millesimi hanno separato i due, con lo stoico pilota Ducati che ha finalmente ritrovato la vittoria. 

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“È stata una buona giornata – afferma Bautista – Forse in Superpole Race ho perso l’opportunità di lottare per la vittoria alla prima curva, perché ero troppo interno ed andavo lento. Gli altri erano all’esterno e ho perso posizioni. In Gara 2 ho avuto un’impennata alla partenza, ma ero comunque nel gruppo di testa. Ero più preoccupato dalle mie condizioni fisiche, perché stamattina mi sentivo peggio rispetto a ieri. Nella Superpole Race ho speso forse l’80% delle energie, che ho conservato per la Gara 2, il cui risultato è più importante”.

Non è stata una gara facile per lo spagnolo, che ha lottato contro il fisico: “In Gara 2 quando ero dietro alle Kawasaki avevo un passo migliore. Non sentendo dolore ho deciso di spingere cercando di approfittare del vantaggio, che avrei potuto gestire a fine gara quando avrei sentito più la stanchezza. A fine gara ero distrutto, non avevo forza e le gomme non mi hanno aiutato. Sono felice perché abbiamo vinto e ho dato il massimo. Quando ho tagliato il traguardo e ho tolto il braccio dal manubrio ho sentito tantissimo dolore. Quindi ero felice ma nello stesso momento dolorante. Spero che fra due settimane la situazione sarà migliore, a Magny-Cours spero di fare molti più giri rispetto a quanti non ne abbia fatti qui. Anche perché non conosco nemmeno la pista francese e ho bisogno di girare molto”.

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Non solo il fisico, Bautista ha dovuto lottare anche contro una Ducati non ancora come vorrebbe. Nonostante la Panigale V4 R sia apparsa velocissima sul rettilineo, lo spagnolo continua a lamentare problemi di stabilità: “È facile da vedere cosa succede sul rettilineo, si apre il gas e si va al massimo. Ma quello che non si vede in televisione è che in curva fatico a fermare la moto, si muove. Non è facile vedere quanta fatica io faccia, come invece è facile dire ‘Bautista vince perché ha la moto veloce’. Ma qui ci sono 15 curve ed un solo rettilineo”.  

“La moto è basicamente la stessa di inizio stagione, onestamente, sia io che Chaz stiamo chiedendo di migliorare la moto per quel che riguarda la stabilità dai test di Jerez a gennaio, ma durante la stagione non abbiamo fatto un grande sviluppo in quest’area. I commenti miei e di Chaz sono più o meno gli stessi, sappiamo dov’è il problema ma non si fa niente per risolverli. Non so perché, ma sicuramente quando vinci sottovaluti il problema. Ma vincevamo perché in quei circuiti soffrivamo di meno quel problema. Poi sono arrivate piste dove questo problema lo sentivamo di più e si può vedere facilmente. Ducati conosce il problema, ma non conosce le soluzioni. Al momento non abbiamo ricevuto niente, ma è una coperta corta, se migliori un’area, perdi in un’altra. La moto sembra nata perfetta, ma noi sappiamo che non è così, quando ci serve più stabilità o ci sono buche, fatichiamo”.

Non manca uno sguardo al futuro, Bautista ha vinto la sua prima gara da ‘separato in casa’ e l’attesa per la prossima destinazione inizia a farsi sempre maggiore: “L’anno prossimo guiderò una nuova moto e dovrò quasi ricominciare dall’inizio. Però almeno avrò più esperienza nella categoria, conoscerò meglio le gomme per esempio. Credo che per sapere qualcosa sul futuro bisognerà aspettare, perché questa settimana ci sarà la MotoGP a San Marino e quella dopo andranno ad Aragon. Quindi forse dopo il Gran Premio in Spagna daremo l’annuncio ufficiale. Se fai l’annuncio ora tutti cominciano a dire che correrò in MotoGP o altro, quindi è meglio aspettare”.

Informazioni aggiuntive di Sebastian Fränzschky

Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team
Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team
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Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team
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Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team, Jonathan Rea, Kawasaki Racing Team
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Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team
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Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team
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Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team
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Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team
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Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team
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Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team
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Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team, Sandro Cortese, GRT Yamaha WorldSBK
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Alvaro Bautista, Aruba.it Racing-Ducati Team
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