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WRC | Vincono (quasi) solo piloti part time: è ora di rivedere l'ordine di partenza?

4 vittorie su 5 ottenute in questa prima parte del Mondiale Rally 2024 sono state ottenute da piloti part time. Il rischio è togliere i riflettori dalla lotta per il titolo. E' ora di rivedere l'ordine di partenza della prima tappa? Ecco qualche proposta.

Sébastien Ogier, Vincent Landais, Toyota Gazoo Racing WRT Toyota GR Yaris Rally1

Foto di: Toyota Racing

Tanta incertezza, tanti vincitori diversi. Eppure qualcosa non torna. Il WRC 2024 sta presentando una stagione - che tra 3 settimane sarà al giro di boa con il Rally Italia Sardegna - molto eterogenea dal punto di vista della quantità di piloti in grado di vincere un evento, ma è una questione "drogata" dalla quantità e dalla qualità dei piloti che in questa stagione corrono part time.

Sébastien Ogier 8 volte campione del mondo, Kalle Rovanpera 2 volte campione del mondo (in carica), Esapekka Lappi, Dani Sordo, Andreas Mikkelsen. Sono questi i piloti part time che si alternano in Toyota Gazoo Racing e Hyundai Motorsport, team che schierano 3 vetture e destinano la terza alla rotazione degli equipaggi.

La statistica che balza immediatamente all'occhio in questo inizio di stagione è la seguente. In 5 rally disputati, quindi Monte-Carlo, Svezia, Safari, Croazia e Portogallo, solo in uno di questi ha vinto un pilota titolare che fa tutta la stagione.

Numero gara Rally Vincitore Tempo pieno/Part time
1 Rallye Monte-Carlo Thierry Neuville/Martijn Wydaeghe Tempo pieno
2 Rally Svezia Esapekka Lappi/Janne Ferm Part time
3 Safari Rally Kalle Rovanpera/Jonne Halttunen Part time
4 Rally Croazia Sébastien Ogier/Vincent Landais Part time
5 Rally Portogallo Sébastien Ogier/Vincent Landais Part time

Thierry Neuville, uno dei due piloti che Hyundai schiera per l'intera stagione, è stato il vincitore del Rallye Monte-Carlo. Nelle 4 uscite successive abbiamo assistito alla vittoria di 3 equipaggi differenti, tutti impiegati part-time.

In Svezia ha vinto Esapekka Lappi, approfittando della perfetta posizione di partenza su neve - l'ultima, non avendo preso parte all'evento precedente nel Principato - e lo stesso hanno fatto Kalle Rovanpera al Safari, terzo appuntamento della stagione, ma anche Sébastien Ogier, che ha svettato prima sugli asfalti della Croazia, poi sugli sterrati del Portogallo.

L'unico evento in cui i piloti titolari avrebbero potuto ottenere la vittoria è stato il Rally di Croazia, con Neuville ed Evans rispettivamente primo e secondo a entrare in prova ma entrambi autori di due errori che sono costati loro molto cari, proprio nella giornata decisiva. Ne ha approfittato Sébastien Ogier, che già si trovava in zona podio.

Sébastien Ogier, Vincent Landais, Toyota Gazoo Racing WRT Toyota GR Yaris Rally1

Sébastien Ogier, Vincent Landais, Toyota Gazoo Racing WRT Toyota GR Yaris Rally1

Foto di: Toyota Racing

Non c'è stata storia invece né in Svezia, né tanto meno al Safari e in Portogallo. Chi è partito nelle ultime posizioni si è trovato ad avere un vantaggio tale da mettere fuori dai giochi chi stava e sta lottando per il titolo iridato.

Thierry Neuville, leader del Mondiale, dopo la vittoria a Monte-Carlo ha colto i seguenti risultati: quarto in Svezia, quinto al Safari e due terzi posti tra Croazia e Portogallo. Elfyn Evans, secondo nella classifica iridata Piloti e primo degli inseguitori di Neuville, si trova a 24 punti dal belga, frutto del terzo posto a Monte-Carlo, del secondo in Svezia, poi quarto al Safari, secondo in Croazia e sesto in Portogallo.

Dunque una vittoria in 2. I due che stanno lottando per il titolo. Nel discorso è giusto inserire anche Ott Tanak, rientrato nella rincorsa al titolo anche grazie al secondo posto in Portogallo, ma a secco di successi.

Sébastien Ogier, vincitore di 2 eventi in questa stagione, è ora al quinto posto nel Mondiale con 70 punti, uno in meno di Adrien Fourmaux pur avendo preso parte a 3 eventi su 5. Kalle Rovanpera è invece molto più indietro in virtù di una sola vittoria a fronte di due ritiri amari.

Una situazione paradossale, in cui, mai come quest'anno, chi lotta per il titolo non ha quasi mai l'opportunità di avere chance di vittoria nei singoli rally perché quasi sempre trova piloti part time con una posizione di partenza talmente favorevole da non avere speranze. E sarà così anche al Rally Italia Sardegna fissato per inizio giugno. Qualora Rovanpera dovesse correre, sarà da considerare il grande favorito proprio per il vantaggio della posizione di cui potrà disporre nelle prove della prima tappa.

La norma che costringe il leader del Mondiale - e a cascata i primi inseguitori - a partire per primi nelle prove del venerdì era stata introdotta qualche anno fa per cercare di avere più varietà di vincitori degli eventi, mentre il WRC era dominato dalla Volkswagen.

All'epoca fu un accorgimento che colse nel segno: portò ad avere più vincitori dei singoli eventi, ma senza snaturare il senso della classifica finale, dove chi era più forte svettava a fine stagione - spesso anche prima... - lasciando però un bel palcoscenico anche per gli altri.

Ora, con piloti del calibro di Ogier, Rovanpera e Lappi su tutti, questa regola è diventata un vantaggio enorme per chi può schierarli a seconda delle caratteristiche del pilota e dell'evento, facendo danno a chi, invece, si sta giocando il titolo.

Una possibile soluzione del problema

Segnalare qualcosa che non va è semplice e, spesso, rapido. Ma è bene anche provare a spendersi per trovare qualche soluzione e fare in modo che possano cambiare, senza lamentarsi e basta dello status quo.

Allora quale potrebbe essere una soluzione al problema che il WRC sta vivendo? I piloti part time potrebbero essere chiamati ad aprire tutte le speciali del venerdì. Così facendo, perderebbero il grosso vantaggio nei confronti di chi, invece, è costretto ad aprire oggi le prove essendo nei piani alti della classifica.

Un'altra soluzione potrebbe essere quella di ridare importanza allo Shakedown, rendendolo di nuovo una stage di qualificazione per l'ordine di partenza della prima tappa. Ecco che in questo modo assumerebbe nuovo valore la stage di prova e andrebbe a equilibrare maggiormente le sorti degli eventi.

Insomma, il senso sarebbe ridare merito a chi ha avuto la forza di imporsi e di fare meglio degli altri nelle gare prima, trovandosi in testa o tra i primi della classe. Siamo consapevoli che questa soluzione andrebbe a penalizzare piloti di alto rango, ma potrebbe essere una soluzione più equa per chi spende tutta la propria annata per inseguire un sogno. Quello di vincere il titolo Mondiale mostrando davvero di essere il migliore, e non solo aggrappandosi a piazzamenti su piazzamenti consapevole di essere costretto ad accontentarsi.

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