Un giorno ad Alzenau nel cuore di Hyundai Motorsport

In occasione dell'inaugurazione abbiamo visitato il nuovo reparto corse della Casa coreana

Un giorno ad Alzenau nel cuore di Hyundai Motorsport
Germania, zona industriale di Alzeau. L'autista che ci accompagna ha un attimo di incertezza nel trovare l'indirizzo esatto, anche con il navigatore impostato. Ma poi gli basta seguire il traffico di SUV Hyundai per capire dove fermarsi. E ci troviamo di fronte a due grandi capannoni che un tempo ospitavano un'azienda fotovoltaica. Hyundai ha affittato quello più grande e in pochi mesi ha dato vita al suo primo centro di sviluppo dedicato al Motorsport dove 55 persone stanno lavorando giorno e notte per preparare lo sbarco del marchio coreano nel WRC. PERCHÉ IL RALLY - Che l'occasione sia di quelle importanti lo si percepisce dal numero di top manager del Gruppo accorsi da tutto il mondo, oltre a giornalisti e agli addetti ai lavori di costruttori concorrenti. In conferenza stampa tocca al Team Principal Michel Nandan, spiegare perché Hyundai ha deciso di entrare nel mondo dei rally. E le ragioni sono tre: “è una bellissima sfida per trovare il compromesso fra prestazioni e affidabilità di un'auto; è uno sport automobilistico che corre vicino agli appassionati; è un emozionante gioco di squadra che coinvolge tutta l'azienda, dal pilota con il copilota agli ingegneri dei centri di ricerca e sviluppo”. GRANDI AMBIZIONI - Le belle parole (condivisibili) per questo sport sono accompagnate da un messaggio molto chiaro sulle ambizioni di Hyundai lanciato da Gyoo-Heon Choi, presidente di Hyundai Motorsport: "diventare attraverso il WRC il marchio automobilistico più amato del mondo". Manie di grandezza coreane? Forse, ma chi lavora all’interno del Gruppo ci assicura che i coreani quando si mettono in testa una cosa fanno di tutto per raggiungerla, nei tempi giusti. E in tal senso Nandan ci ha confermato che in Hyundai Motorsport nessuno vuole farsi illusioni. “Io non sono un sognatore. Abbiamo iniziato a gennaio abbiamo fatto in fretta, dobbiamo seguire il nostro programma di test, e ora iniziamo le gare a Motecarlo. La nostra politica e prendere informazioni e poi lavorare. Dobbiamo usare l'anno prossimo per l'anno dopo…”. Detto a microfoni spenti, Nandan si accontenterebbe di un podio. NO PICTURES PLEASE - Quindi siamo entrati nel capannone occupato da Hyundai Motorsport. Purtroppo all’ingresso ci hanno sequestrato macchina fotografica e smartphone, dunque ci limitiamo a pubblicare le foto ufficiali e dovete accontentarvi delle nostre impressioni scritte. Cominciamo col dire che lo spazio è enorme. Sulla carta sono 8.200 metri quadri, che sembrano pure di più perché buona parte della struttura è costituita da un open space dove sono allestite 10 isole di lavoro per altrettante autovetture. Questi spazi per com’erano puliti e ordinati nel corso della nostra visita sembravano più delle cucine di un grande ristorante. Nel concreto in ogni isola lavoreranno 3 meccanici per lo sviluppo sia delle Test Car che per le i20 WRC ufficiali. Le i20 in versione 3 porte di serie provengono direttamente dall’India e qui subiscono ogni trasformazione funzionale. “Ogni pezzo - ci tiene a precisare l’ingegnere che ci accompagna - viene riprogettato, realizzato e montato in casa. Eccezion fatta per la verniciatura, ma c’è un reparto carrozzeria deputato alle riparazioni post gara”. L’altro atout della neonata Hyundai Motorsport è costituito dal Team internazionale composto da persone con pluriennali trascorsi nel WRC o nei rally che provengono da 11 paesi diversi. Una nota logistica: Alzeau è stata scelta per la vicinanza strategica con Francoforte, con il Hyundai European Technical and Design Center di Russelsheim e con il quartier generale Hyundai di Offenbach. Entro l’anno aprirà, inoltre, il centro prove dedicato a Hyundai al Nurburgring. NEXT STEP – Nandan non ha voluto anticipare nulla sui piloti salvo confermarci che i tester ufficiali saranno presentati fra un mese, mentre per i driver bisognerà pazientare fino la prossimo mese di ottobre.
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