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Analisi
WRC Rally del Portogallo

WRC | Toyota, tema scottante piloti: brilla solo Ogier part time

Evans fatica a tenere il passo di Neuville, Katsuta non è pronto e non sembra poter sopportare il peso di essere titolare di un team come Toyota. Rovanpera ha inanellato due brutti ritiri e, come Ogier, corre part time. Solo Séb conferma di essere la vera arma del team, ma corre part time...

Sébastien Ogier, Vincent Landais, Toyota Gazoo Racing WRT Toyota GR Yaris Rally1,Ott Tänak, Martin Järveoja, Hyundai World Rally Team Hyundai i20 N Rally1, Thierry Neuville, Martijn Wydaeghe, Hyundai World Rally Team Hyundai i20 N Rally1.

Toyota Gazoo Racing ha passato le stagioni più recenti ad annoverare la miglior vettura, cosa che ha ancora, e gli equipaggi più efficienti e veloci, sia nella valutazione dei singoli che di gruppo. Prova ne sono i titoli iridati arrivati a raffica dopo i due colti da Hyundai Motorsport nel 2019 e nel 2020.

Terminata la stagione 2023, il team diretto da Jari-Matti Latvala si è trovato ad avere a che fare con una situazione complicata. Già perso Sébastien Ogier come titolare - ma rimasto part time - ha dovuto prendere atto dell'anno semi sabbatico di Kalle Rovanpera, fresco vincitore di due titoli iridati WRC a soli 22 anni.

Così i vertici del team non hanno potuto fare altro che affidarsi a Elfyn Evans e Takamoto Katsuta come piloti chiamati a dare la caccia ai titoli, correndo in tutti e 12 gli eventi previsti dal calendario 2024, affidando la terza GR Yaris Rally1 proprio a Ogier e Rovanpera, impiegabili saltuariamente.

Chi ha pensato che avere la miglior vettura fosse sufficiente a sopperire alla mancanza di un vero leader per guida e talento tra i piloti si è dovuto ricredere.

Hyundai Motorsport ha vinto i primi due eventi, il Rallye Monte-Carlo e il Rally di Svezia, con Thierry Neuville ed Esapekka Lappi. Toyota ha trionfati nei tre successivi, dunque in Kenya, in Croazia e in Portogallo, ma con i propri piloti part time.

Kalle Rovanpera ha vinto il Safari, Sébastien Ogier in Croazia e in Portogallo. I due piloti titolari di Toyota sono ancora a secco di vittorie e non è un caso trovare Elfyn Evans staccato di 24 punti da Thierry Neuville, leader del Mondiale, e ancora a secco di vittorie. Non sorprende invece vedere Takamoto Katsuta avere il rendimento attuale: dal giapponese è lecito attendersi questo, ma non di più.

Elfyn Evans, Scott Martin, Toyota Gazoo Racing WRT Toyota GR Yaris Rally1

Elfyn Evans, Scott Martin, Toyota Gazoo Racing WRT Toyota GR Yaris Rally1

Foto di: Toyota Racing

Avere la miglior vettura non basta, se al volante non hai due dei quattro equipaggi più forti che oggi corrono nel WRC (gli altri due, quelli formati da Neuville-Wydaeghe e Tanak-Jarveoja, li schiera Hyundai).

Inoltre, avere Rovanpera e Ogier part time dà vantaggi, ma ha anche qualche svantaggio evidente. Di quest'ultimi ne ha evidenziati soprattutto il 2 volte iridato in carica, che nei tre rally disputati quest'anno ha sì vinto in Africa, ma ha anche inanellato due ritiri che negli anni passati non hanno fatto parte del suo bagaglio d'esperienza.

Rovanpera, al termine del fine settimana di gara in Portogallo, ha spiegato così l'errore commesso nella PS11 Montim di 8,69 chilometri che lo ha costretto al ritiro.

"In Svezia fu totalmente un mio errore, mentre quello che ho fatto in Portogallo è arrivato per via di un po' di confusione con le note che abbiamo avuto con Jonne poche curve prima. Jonne ha letto male le note. Ma quella non è stata la ragione dell'incidente. Nel rettilineo successivo all'errore ho forse pensato ancora all'accaduto e ho sbagliato il punto di frenata".

Insomma, non correre con costanza sulle Rally1 è tutto meno che facile. Parlando con un ingegnere di lungo corso e con tante esperienze nel motorsport, ci è stato spiegato che le vetture che oggi sono il riferimento tecnico del WRC sono molto pesanti e questo inducead avere un'inerzia maggiore rispetto a vetture più leggere.

Un concetto di base molto semplice e forse banale, ma spiega bene come sia molto difficile recuperare la vettura da un'eventuale perdita di aderenza, avendo un'inerzia maggiore. Chi non guida con frequenza le Rally1 può incappare in un certo tipo di errori, avendo meno confidenza con le reazioni della stessa.

In questo Sébastien Ogier si sta distinguendo con maestria e intelligenza. Dove capisce di non poter sfruttare la vettura al massimo, preferisce non prendersi rischi. Ed è anche così che ha vinto in Croazia. In Portogallo, invece, quando ha potuto spingere ha fatto il vuoto e ha portato a casa una vittoria meritata, derivata dalle prestazioni. Rovanpera, invece, è incappato nel secondo errore su tre rally.

Insomma, per Toyota, questa, non è una situazione facile, anche perché è da diverso tempo che non vive qualcosa di paragonabile. Spesso i numeri vanno contestualizzati, ma questa è forse una delle occasioni in cui parlano da soli: Elfyn Evans, secondo nel Mondiale, ha 86 punti. Sébastien Ogier, che ha disputato 2 rally in meno, ne ha appena 16 in meno del compagno di squadra.

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