Kubica: "Quante turbolenze con il parabrezza rotto!"

Il pilota polacco in Germania ha potuto finire la speciale perché aveva in macchina due paia di occhiali

Un po’ di rabbia c’è, perché in questo 2015 ho commesso degli errori, ma in altre occasioni, che diventano sempre più numerose, la sfortuna ha condizionato parecchio i riscontri delle mie gare. Un esempio è la tappa tedesca della scorsa settimana, dove sapevo che sui tornanti avrei sofferto un po’, ma avevo molta curiosità di approcciare le prove in asfalto, una novità per questo mondiale rally. I test non avevano portato indicazioni molto positive, perché il set up della vettura non era proprio quello che speravo per il mio stile di guida, ma confidavo che speciale dopo speciale avrei avuto modo di adattarmi un po’ e dare qualche indicazione in più.

SI E’ ROTTO IL MOTORE NELLO SHAKEDOWN
Invece…ecco la doccia fredda. Nello shakedown di giovedì il motore della mia Fiesta ha ceduto. Risultato: cinque minuti di penalità, e fine dei giochi, oltre ovviamente al gran lavoro dei meccanici per montare un’unità di scorta (usata). Il disappunto è stato notevole, visto che già in Finlandia siamo stati bloccati da un problema all’alternatore, ed anche in Polonia avevamo avuto noie al motore. Insomma, non è proprio un periodo fortunato.

ABBIAMO PIANIFICATO DEI TEST TIRANDO AL MASSIMO
A quel punto, sapendo che per la classifica generale eravamo già tagliati fuori prima ancora di iniziare, abbiamo comunque deciso di affrontare il rally al cento per cento. Non aveva senso andar piano per trecentocinquanta chilometri, così sono state pianificate delle prove tecniche da fare sulla vettura e quando siamo saliti in macchina abbiamo spinto sempre al massimo.

PARABREZZA ROTTO: MENO MALE CHE AVEVAMO GLI OCCHIALI!
Abbiamo fatto delle modifiche al set up, e ci sono stati dei miglioramenti. Venerdì ho commesso io un errore che è costato la rottura del parabrezza. Abbiamo sempre degli occhiali in macchina, così abbiamo proseguito con il vento in faccia indossando questi occhiali retrò che ci hanno aiutato molto. Ma con l’aumentare della velocità nella vettura si formavano delle grandi turbolenze, quindi abbiamo cercato di arrivare a fine speciale senza altri problemi, e fortunatamente ci siamo riusciti.

LA MACCHINA ERA CRITICA NELL’INSERIMENTO IN CURVA
In generale il lavoro sulla messa a punto è stato interessante, anche se alcune soluzioni hanno reso la vettura molto difficile in fase di inserimento, e questo ha causato diversi errori. Quando ho toccato un blocco di cemento che delimitava la carreggiata, avevo un set up che non mi permetteva di usare il freno e girare il volante nei tornanti. La macchina andava dritta… ma anche queste sono esperienze che ti aiutano a capire in quale direzione lavorare. È ciò che i team ufficiali fanno nelle prove di preparazione, avendo molte persone a disposizione e potendo lavorare con diversi piloti.

OTTIMI I RISCONTRI NELLO STRETTO DI DOMENICA
I frutti del lavoro fatto si sono comunque visti nella giornata di domenica, dove i riscontri sono stati ottimi. Il comportamento della mia Fiesta è stato molto buono, e paradossalmente andavamo bene tra i vigneti, dove la carreggiata è molto stretta, rispetto ai tratti dove le strade si aprivano in ampi spazi e si doveva guidare di staccate e ripartenze. Normalmente a me accade il contrario, ma sullo stretto, grazie anche alle gomme Pirelli ed al buon bilanciamento, riuscivo ad andare forte. Abbiamo chiuso con due settimi e due quinti posti, riscontri che mi hanno confermato quanto sia importante il lavoro di preparazione. Di più non potevamo chiedere. Ora sogno un weekend senza inconvenienti, una tappa del Mondiale in cui lavorare e poter dire la nostra senza elementi esterni che condizionino il nostro operato.

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A proposito di questo articolo
Campionati WRC
Piloti Robert Kubica
Team RK World Rally Team
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