Kubica: "Voglio fare chiarezza sul mio futuro!"

Il polacco ci spiega il vero significato delle sue recenti dichiarazioni. In Spagna si è confermato veloce

Kubica: "Voglio fare chiarezza sul mio futuro!"
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica and Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica and Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciej Szczepaniak, Ford Fiesta RS WRC RK M-Sport World Rally Team
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
Robert Kubica e Maciek Szczepaniak, Ford Fiesta WRC
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Prima di raccontare il mio Rally di Spagna, una gara nella quale ho vissuto dei bei momenti, vorrei approfittare per fare chiarezza sulle dichiarazioni che ho rilasciato alla vigilia della corsa Iberica in merito al mio futuro. In realtà, non ho detto nulla di nuovo, ma c’è chi ha voluto ricamarci un po’ sopra. Esattamente un anno fa ho descritto più o meno la stessa situazione, magari in quest’ultima occasione sono stato più deciso, anche perché credo di essere migliorato parecchio nel corso di questa stagione.

FACCIO CHIAREZZA SUL MIO FUTURO
Allo stato attuale delle cose, nel 2016 non credo di poter disputare molte prove del Mondiale, sia per questioni di struttura che di budget, due aspetti che in realtà sono collegati. In questa stagione sapevo sin dall’inizio che non sarebbe stato possibile fare un programma completo Wrc, poi a metà anno ho dovuto strutturare una squadra completamente da zero, complicando ancora di più il problema del budget. E nel 2016, al momento, non vedo nulla che mi faccia sperare in un salto in avanti.

CON UN TEAM PRIVATO È DURA
Per lottare per obiettivi importanti, la vita di un team privato è molto dura. Si dipende sempre da qualcuno, non si ha il controllo su tutti gli aspetti tecnici, e questo rende la strada molto in salita rispetto ad una squadra ufficiale. Senza considerare ovviamente i mezzi a disposizione. Allo stato attuale non so ancora se potrò disputare, tre, cinque o sette gare. Qualcosa può sempre cambiare, ma al momento questo è lo stato delle cose, e questo ho detto alla vigilia del rally di Spagna. Poi si è parlato di un mio ritorno in pista, ma anche su questo fronte non ci sono novità. Ricevo spesso delle offerte per tornare a correre in un autodromo, ma di concreto oggi non c’è nulla, e lo ribadisco.

IN SPAGNA CON ALCUNI INTERROGATIVI
Detto questo, vengo al racconto del mio weekend “spagnolo”. Dopo i problemi avuti nel Rally di Germania, dovuti alla macchina che non era nella specifica giusta, in Corsica le cose sono andate molto meglio, anche se la grande occasione per tanti motivi non è stata concretizzata. In Spagna sono arrivato convinto di poter far bene, perché già l’anno scorso (nonostante dei problemi che mi hanno rallentato sullo sterrato) ero andato molto bene. I dubbi alla vigilia della trasferta spagnola erano legati a diversi aspetti: i tre mesi trascorsi dall’ultima volta che avevo corso sulla terra (dal Rally di Finlandia di fine luglio), la nuova specifica degli pneumatici introdotto dalla Pirelli (un prodotto nuovo tutto da scoprire in gara), ed infine delle scelte nuove sul settaggio dei differenziali.

ERO IN TESTA, POI ECCO I PRIMI PROBLEMI...
Insomma, tanta carne al fuoco, ma siamo partiti subito molto bene, e dopo tre speciali eravamo in testa. Poi purtroppo la prima doccia fredda: mi sono trovato il cambio bloccato in terza marcia. Avevamo ancora 25 chilometri di speciale da fare, e abbiamo pensato di ritirarci. Ma alla fine è prevalsa la voglia comunque di arrivare alla fine, pur sapendo che la classifica generale era compromessa. Siamo riusciti ad arrivare in fondo alla speciale, ed anche per i meccanici è stata una bella notizia perché il rally di Spagna per loro è una sfida particolare. In questa gara, a circa metà del programma, si passa dalla parte su terra a quella in asfalto, e quando avviene il passaggio i meccanici hanno a disposizione solo 75 minuti per cambiare completamente la specifica della macchina: in pratica una corsa nella corsa.

SULL'ASFALTO ERO VICINO ALLE VOLKSWAGEN!
Siamo ripartiti su asfalto e siamo andati molto bene, restando sempre stati vicini alle Volkswagen e riuscendo in qualche speciale anche a stargli davanti. Poi ho accusato un problema ai freni, e ho pagato una toccata contro un muro con la rottura di un cerchio. Non abbiamo mollato, ed il terzo giorno eravamo comunque al via in attesa della power stage finale, per tentare un exploit. Purtroppo però ho fatto un errore di inesperienza: in una speciale molto tortuosa non ho sentito una nota perché parlando mi sono sovrapposto al navigatore, e non ho visto una curva lenta. Sono riuscito a frenare, ma ho toccato seppur poco il guard-rail, riportando dei danni alla carrozzeria. Siamo comunque riusciti ad arrivare in fondo, superando molte difficoltà compreso un ultimo problema al cambio.

TRE SPECIALI VINTE, MA TROPPI PROBLEMI E QUALCHE ERRORE
Da un lato sono contento perché abbiamo vinto delle speciali sulla terra, avevamo il ritmo. Però purtroppo ci è successo di tutto, tra miei errori, forature, il problema al cambio (una forcella che aziona le marce) e di nuovo siamo tornati a casa senza aver concretizzato un risultato, come ultimamente succede spesso. Se vogliamo trovare dei lati negativi legati a questa trasferta ce ne sono tanti, ma non mancano anche quelli positivi. Per la seconda gara consecutiva una macchina privata ad un certo punto era davanti a tutti, ma so bene che la gente purtroppo vede solo gli aspetti negativi. Devo anche dire che considerando la nostra realtà di team privato che deve confrontarsi contro le squadre ufficiali, mi sarei aspettato di essere in lotta per l’ottavo posto, ed invece ci troviamo sempre più spesso la davanti vicini ai big. E per me non è cosa da poco.

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