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WRC | Rally Arabia Saudita: Ogier è 9 volte campione del mondo. Vince Neuville

Ogier raccoglie i punti necessari per superare Evans e diventa il pilota più vincente della storia delle 4 ruote con 9 titoli iridati raggiungendo Loeb. Neuville vince il Rally d'Arabia Saudita davanti a Fourmaux. Addii amari per Rovanpera e Tanak.

Sébastien Ogier, Vincent Landais, Toyota Gazoo Racing WRT Toyota GR Yaris Rally1

Sébastien Ogier, Vincent Landais, Toyota Gazoo Racing WRT Toyota GR Yaris Rally1

Foto di: Massimo Bettiol - Getty Images

La nona sinfonia è stata composta e ora risuona nei cieli d'Arabia Saudita. Una melodia che attraversa mari e monti, per arrivare fino in Francia, alle orecchie di un altro Sébastien. Ora Loeb non è più solo. In vetta all'Olimpo dei piloti più vincenti della storia del WRC e del motorsport a 4 ruote in generale c'è anche Sébastien Ogier.

Il fuoriclasse di Gap ci è riuscito: ha vinto il titolo iridato da pilota part time, navigato da un Vincent Landais cresciuto esponenzialmente nelle ultime stagioni tanto da meritarsi il primo iride della carriera dedicato ai navigatori. Un fine settimana a dir poco travagliato per tutti i piloti del Mondiale, ma Ogier - come spesso è riuscito a fare nella carriera - ne è uscito meglio di tanti altri. Ed è stata proprio questa capacità, oltre alla prestazioni da pilota part time, a portarlo a vincere il titolo.

Arrivato in Arabia Saudita con 3 punti di ritardo da Evans, Ogier ha sfruttato bene la miglior posizione di partenza al venerdì rispetto al gallese e ha preso vantaggio su di lui. Le forature che hanno colpito entrambi non hanno modificato nulla, mentre quelle che hanno colto gli altri hanno aiutato Ogier a mettere fra sé ed Evans la distanza di punti che lo ha portato poi al sorpasso e alla vittoria finale del titolo.

Quando non puoi battere il tuo avversario solo sulla prestazione pura, bisogna fare affidamento anche sul cervello, sulla pianificazione, sul capire dove poter spingere e dove, invece, essere molto più cauti. Il resto lo ha fatto la fortuna ma, lo sappiamo, spesso la dea bendata aiuta gli audaci. Ci sentiamo però aggiungere che sì, la fortuna ha aiutato Ogier, ma lui s'è aiutato anche da solo, sfoderando comunque un fine settimana così solido da artigliare il podio proprio nell'ultima tappa.

Insomma, l'ennesimo titolo meritato di una carriera sontuosa, che ora lo vede alla pari con l'acerrimo nemico di un tempo, il connazionale Loeb. Niente di strano, in realtà: i due migliori piloti degli ultimi 30 anni - parliamo di prestazioni e intelligenza - sono appaiati e si avverte un senso di giustizia nel vederli così in alto rispetto a tutti gli altri. Talento, perseveranza, fame di vittorie e attenzione ai dettagli. Tutti ingredienti che li hanno portati a essere i migliori. E ora Ogier deve essere considerato almeno tanto quanto il suo strepitoso connazionale.

Nella celebrazione di Ogier, merita un ulteriore pensiero Vincent Landais. In tanti rimasero stupiti quando Sébastien decise di puntare su di lui dopo la separazione da un'altra leggenda - Julien Ingrassia - che aveva costruito con Ogier successi in serie. Rally dopo rally, passate le prime, comprensibili difficoltà, il francese si è amalgamato sempre meglio con ciò che chiedeva Séb e il titolo di quest'anno è il premio per essere cresciuto così tanto e aver coadiuvato alla perfezione uno dei migliori piloti di sempre.

Elfyn Evans ha fatto una stagione eccezionale, la seconda dopo quella in cui perse il titolo sui monti del comasco, in Italia, tradito da una curva più scivolosa di quanto pensasse. Questa volta il gallese non ha fatto errori, ma è parso più spento di quanto fosse lecito attendersi. Arrivare all'ultimo evento con soli 3 punti di margine vuol dire partire alla pari, specialmente in un rally come quello che ha terminato la stagione. Certo, aprire le prove del venerdì è un'incombenza tremenda, con la sabbia da dover spazzolare per chi entra in prova dopo. Ma al 37enne sembra sempre mancare quella zampata decisiva, quella cattiveria che è propria dei campioni e che abbiamo visto negli anni passati a chi ha conquistato l'iride. L'anno prossimo avrà ancora modo di riprovarci, senza avere Kalle Rovanpera accanto. Ma occasioni del genere non è detto che si ripresentino tutti gli anni.

Weekend da dimenticare proprio per il 2 volte campione del mondo finlandese, all'ultima uscita da pilota rally prima di passare in monoposto (correrà in Superformula dal 2026). Arrivato in Arabia Saudita con ancora possibilità di titolo, Kalle è stato beffato da forature nella prima tappa che lo hanno subito tolto dai giochi per il successo. Avrebbe dovuto vincere, sperando in una debacle di Evans e Ogier. Ma così non è stato.

A proposito della gara, Thierry Neuville ha salutato il suo numero 1, conquistato meritatamente lo scorso anno, con un successo. Il belga non ha vinto nemmeno una speciale delle 18 previste, ma è stato bravo a tenere un passo medio molto buono, senza incappare in errori che potessero metterlo fuori dai giochi. Anzi, è stato bravo a gestire la rottura di un ammortizzatore al sabato mattina e una foratura al pomeriggio. Per il resto è stato intelligente, accorto ma comunque competitivo, ed è così che è riuscito a regalare la seconda vittoria stagionale a Hyundai Motorsport e a portare a casa la sua vittoria numero 22 della sua carriera nel WRC.

Partito secondo nella tappa domenicale, l'ex campione del mondo ha superato Martins Sesks nella prima prova della terza tappa e poi ha avuto la strada spianata verso il successo per via di una foratura e un guasto sulla Ford Puma Rally1 del lettone. A proposito di Sesks, un epilogo tremendo dopo un fine settimana eccellente, che lo porterà però a essere considerato nel mercato piloti per il 2026. In Hyundai c'è ancora un sedile libero e M-Sport non potrà continuare a ignorarlo come pilota ufficiale. Insomma, pensiamo che presto avrà la ricompensa per le prestazioni fornite quando è stato chiamato in causa su una Rally1.

Dopo una stagione di stenti, Hyundai Motorsport ha portato a casa la doppietta grazie al secondo posto di Adrien Fourmaux. Il francese è stato probabilmente il pilota più veloce di tutto il fine settimana, ma gli è mancata lucidità nei momenti cruciali. Il minuto di penalità preso a fine seconda tappa per essere arrivato in anticipo a un controllo orario grida vendetta, ma è l'ennesimo evento che dovrà dargli esperienza per un futuro che sembra potergli sorridere. La crescita vista nelle ultime 2 stagioni è più che incoraggiante.

Completa il podio il nuovo campione del mondo. Ogier è stato strepitoso nella gestione della gara e ha finito terzo davanti a un altro pilota dal sicuro avvenire: Sami Pajari. Il finlandese è stato tradito da una foratura mentre era in lotta per il successo con Fourmaux e Sesks. Dopo il podio in Giappone, il giovane di casa Toyota si è confermato anche su sterrato. Ottimo segnale in vista del futuro, che vedrà l'assenza di Rovanpera dopo il ritiro dal WRC.

Takamoto Katsuta completa la Top 5 dopo aver gettato al vento il podio nella penultima speciale. Il giapponese ha forato e poi ha capottato, scivolando quinto davanti al grande beffato del fine settimana, ovvero Elfyn Evans. Dietro al gallese Kalle Rovanpera, settimo, mentre le Ford Puma completano la Top 10 con Gregoire Munster davanti a Martins Sesks e a Joshua McErlean. La posizione del lettone è bugiarda e ingiusta: ha lottato fino a oggi per la vittoria e avrebbe meritato almeno il secondo gradino del podio. Il Rally d'Arabia Saudita non ha fatto sconti a nessuno, ma il suo momento arriverà.

Chiude nel peggiore dei modi la sua avventura nel WRC (almeno per ora) Ott Tanak. L'estone ha forato una serie innumerevole di volte. Ieri due in una sola speciale, che lo hanno costretto a perdere la possibilità di lottare per la vittoria e il podio. Oggi ha finito fuori dalla Top 10 ed è un arrivederci amaro al Mondiale Rally. Speriamo solo di poterlo riapprezzare presto, magari in un altro team a partire dal 2027.

Oliver Solberg finisce il rally da pilota più veloce al volante di una vettura Rally2 - 11esimo assoluto - ma a vincere nel WRC2 è stato Gus Greensmith. Il britannico, al volante di una Skoda Fabia RS Rally2, ha preceduto di mezzo minuto Nikolay Gryazin sempre su Skoda. Terza posizione per Robert Virves.

Il WRC 2025 termina qui. Ora i team potranno riposare poche settimane prima di tornare sulle strade francesi e preparare il Rallye Monte-Carlo, prologo della stagione 2026 e già fissata per la seconda parte del mese di gennaio. Insomma, questo è un arrivederci "lampo". Tra poco si ricomincia.

WRC 2025 - Rally Arabia Saudita - Classifica finale

Pos. Pilota/navigatore Vettura Tempo/distacco Penalità
1 Neuville/Wydaeghe Hyundai i20 N Rally1 3h21'17”3  
2 Fourmaux/Coria Hyundai i20 N Rally1 +54"7 +1'00"
3 Ogier/Landais Toyota GR Yaris Rally1 +1'03"3  
4 Pajari/Salminen Toyota GR Yaris Rally1 +1'51"7  
5 Katsuta/Johnston Toyota GR Yaris Rally1 +1'59"9  
6 Evans/Martin Toyota GR Yaris Rally1 +3'43"9  
7 Rovanpera/Halttunen Toyota GR Yaris Rally1 +5'31"5  
8 Munster/Louka Ford Puma Rally1 +7'07"2  
9 McErlean/Treacy Ford Puma Rally1 +8'30"5  
10 Solberg/Edmondson Toyota GR Yaris Rally2 +10'00"6  
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