WRC | Lancia, per ora il kit 2027 non è un'opzione possibile: "Oggi non ci sono le condizioni di budget e regole"
In un'intervista esclusiva rilasciata a Motorsport.com, Luca Martello - nuovo capo di Lancia Corse - parla del presente e del futuro di Lancia nei rally: "La riorganizzazione Stellantis per ora non cambia i nostri piani".
Yohan Rossel, Arnaud Dunand, Lancia Corse HF Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale
Foto di: McKlein Photography / LAT Images via Getty Images
Il presente è confermato a tutto tondo. Il futuro, invece, ha ancora qualche punto di domanda a cui trovare una risposta. Lancia Corse è stata rilanciata da poco, prima sotto la direzione di Luca Napolitano ed Eugenio Franzetti, mentre ora i testimoni sono passati a Roberta Zerbi e al nuovo arrivato: Luca Martello.
Il giovane ingegnere italiano, classe 1991, è direttore della divisione corsaiola del marchio torinese da poco più di un mese. In questo breve lasso di tempo, però, ha già dovuto affrontare il riposizionamento di Lancia all'interno degli schemi di business imposti dal Gruppo Stellantis e, non ultimo, anche la novità introdotta dalla FIA legata al kit che dovrebbe permettere alle vetture Rally2 di giocarsela con le Rally1 molto più da vicino nel WRC a partire dal 2027.
Martello, nel corso del Rally di Roma Capitale, si è concesso ai microfoni di Motorsport.com per un'intervista in cui ha toccato diversi temi. Da quelli strettamente attuali a quelli - non lo nascondiamo, sempre molto interessanti - legati al futuro della Casa torinese nel WRC. L'intervista, per altro, potete ascoltarla proprio qui sotto in versione podcast. Abbiamo da poco deciso di darvi qualcosa in più: ovvero farvi ascoltare direttamente le parole dei protagonisti intervistati da noi per permettervi di capire meglio l'intenzione dei discorsi che vengono fatti, dare più calore a questi incontri e, perché no, permettervi di usufruirne anche in luoghi in cui potrebbe risultarvi difficile leggere l'intervista completa.
Luca Martello, hai ereditato il ruolo di capo di Lancia Corse da Eugenio Franzetti solo da poche settimane. Come sta andando?
"E' una grande responsabilità ma anche un motivo di grande orgoglio. Chiunque è appassionato di rally sogna di lavorare per Lancia ed è veramente una grande soddisfazione. Questo è un mondo complesso e anche io sto imparando, però ti regala grandi soddisfazioni. Quindi è super entusiasmante".
Stellantis ha da poco annunciato la riorganizzazione dei propri marchi. Cosa cambia, se qualcosa cambia, dal punto di vista dei programmi sportivi per Lancia?
"Al momento tutti i programmi sono confermati. E' vero che c'è una riorganizzazione in corso e non è ancora stato definito tutto, quindi ci sono numerose opportunità che si possono aprire. Siamo ancora in attesa di definire tutte le caselle per i prossimi mesi, ma sicuramente al momento i programmi sono confermati. Possiamo stare tranquilli".
Lancia si sta impegnando su Rally2, Rally4 e Rally6, ovvero vetture pensate anche per la vendita a privati. Quanto è importante questo business per il marchio?
"E' fondamentale, perché noi come Lancia non abbiamo il budget che hanno altri costruttori. Quindi per noi si tratta davvero di customer racing. Questo significa che dobbiamo fare business con le vetture che vendiamo. Fortunatamente il marchio Lancia ha un grande richiamo su team e piloti di tutto il mondo e questo per noi è motivo di grande soddisfazione. Ma soprattutto è fonte di business. Quindi più rendiamo queste vetture sicure, affidabili e vincenti, più miglioriamo le performance commerciali di queste auto. Quindi sicuramente si alimenta un circolo virtuoso che ci permette di andare avanti con i nostri programmi che si possono quasi autofinanziare".
Questo è un momento molto particolare per i rally. Può essere questa la strada da perseguire per cercare di risollevare il movimento? Le Rally1 non si vendono, mentre le Rally 2 sì...
"Le Rally1 attuali dal 2027 non potranno più correre, mentre le Rally2 hanno un grande mercato. Sono vetture che per i costi che hanno sono molto performanti, i piloti le adorano. La Ypsilon soprattutto. Questa potrebbe essere una soluzione. Sicuramente, a seconda dei programmi che si vogliono fare, la vendita delle vetture non è sufficiente per finanziare un programma completo. E' necessario trovare il budget giusto e serve fare le giuste riflessioni da questo punto di vista".
Luca Martello, responsabile di Lancia Corse HF
Foto di: Stellantis
Cosa ti soddisfa maggiormente del programma attuale di Lancia Corse?
"E' molto semplice. Siamo qui al Rally Roma Capitale e sentire i piloti che vengono in hospitality e dicono: 'Abbiamo partecipato a diversi trofei, ma uno organizzato bene come quello di Lancia non lo avevamo mai visto', per me è motivo di grande soddisfazione. CI vuole tanto tempo, impegno, mesi e mesi di organizzazione e definizione dei regolamenti. Ma quando si lavora tutti insieme, come un vero team, si ottengono risultati straordinari. Abbiamo tanti iscritti al trofeo e si crea un grande gruppo. Per noi è l'opportunità di dare tanta visibilità al marchio e l'occasione di far crescere piloti italiani".
Dove vedi, invece, più margine di crescita?
"Sicuramente nel Trofeo Rally6. Nelle performance commerciali che la riguardano. Qui è un po' un tema dettato dall'attitudine dei piloti italiani e, attenzione, non è una critica, bensì un dato di fatto. Il pilota italiano, di solito, preferisce fare meno gare, ma al volante di vetture più potenti, quando invece all'estero è diverso: si accetta di fare esperienza, la 'gavetta', con vetture meno potenti, però è una questione di attitudine. Un po' alla volta sono convinto che riusciremo a far emergere la bontà della Rally6, la sua affidabilità e i costi accessibili, che è la ragione per cui è stata sviluppata. E questo ci consentirà di incrementare questi numeri".
Abbiamo guardato e parlato del presente. Proviamo a guardare al futuro, al 2027. La FIA ha finalmente ufficializzato il kit per le Rally2 in vista del prossimo anno e ne ha spiegato i dettami. Qual è lo stato dell'arte legato a Lancia, in questo momento?
"E' una situazione abbastanza problematica. Ci sono di fatto due problemi principali. Il primo è che la regolamentazione è stata rilasciata molto tardi, per cui i tempi di realizzazione e sviluppo del kit sono stretti. Anche se comunque è qualcosa che si può fare. Il secondo, invece, è questione di budget. Perché i regolamenti obbligano a chi sviluppa il kit a partecipare a tutti gli eventi della stagione 2027 con 2 vetture. Questo diventa una questione di budget. La decisione da parte nostra non è ancora stata presa, ma se la situazione dovesse rimanere quella odierna sarà molto difficile per noi sviluppare questo kit".
Secondo te, nel prosieguo dell'anno, potrebbero esserci discussioni che portano a cambiare questo aspetto?
"Credo che ci saranno discussioni, sì. E' un tema che credo stia affrontando la FIA. Siamo in attesa di poter valutare nuove opportunità".
Per concludere questa intervista, ti farò una domanda secca. Tanti appassionati di rally vedono le Ypsilon Rally2 e Rally4 come Citroen C3 Rally2 e Peugeot 208 Rally4 ricarrozzate. Cosa rispondi a queste affermazioni?
"Rispondo che questa è un'affermazione falsa. L'auto è completamente nuova. Abbiamo ristudiato tutta l'aerodinamica ma, soprattutto, abbiamo sfruttato la possibilità di riomologare la vettura andando a introdurre tutte quelle modifiche che andavano a migliorare quelli che erano gli aspetti un po' meno performanti della vettura da cui siamo partiti. Ma l'elettronica è completamente nuova, gli ammotizzatori sono completamente nuovi, abbiamo rivisto molte componenti del motore, l'aerodinamica - come dicevo - è totalmente diversa, Quindi stiamo parlando a tutti gli effetti di una vettura completamente nuova".
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