WRC | Il ritorno di Ford: "È il momento giusto, un passo alla volta per giocarcela nel 2029"
Mark Rushbrook, Direttore Racing dell'Ovale Blu, ha spiegato qual è il percorso che la Casa compirà assieme a M-Sport per arrivare con un programma ufficiale in grado di competere per la vittoria, sfruttando un mix di esperienze da tutti i settori in cui è impegnata.
Foto di: FIAWEC - DPPI
Una notizia che può solo far piacere agli appassionati delle corse: il ritorno di Ford Racing come Costruttore ufficiale nel WRC a partire dal prossimo anno, per essere poi al via della massima categoria nel 2029.
L'impegno dell'Ovale Blu comincerà nel 2027 al fianco della squadra con cui collabora da tempo, M-Sport, e con una Fiesta Rally2 dotata del nuovo kit introdotto dal regolamento.
Non c'era periodo migliore di questo per svelare i piani per il futuro, come ha spiegato il Direttore Globale di Ford Racing, Mark Rushbrook, in un incontro con i giornalisti tra cui era presente anche Motorsport.com.
"Corriamo da 125 anni e mi viene la pelle d'oca solo a pensarlo. Fra poco celebreremo l'anniversario: il 10 ottobre 1901. Henry Ford vinse con la 'Sweepstakes' e vantiamo un’eredità di 50 anni nel Mondiale Rally, una delle serie di cui andiamo più fieri", comincia Rushbrook con un grande sorriso stampato in volto.
"Non si tratta solo di piloti e squadre, ma anche di auto entusiasmanti con un legame diretto tra competizione e ciò che i clienti hanno sempre potuto acquistare e guidare su strada. È importante guardare alla nostra storia per celebrarla. Ma nelle corse e negli sport motoristici, con tutte le pressioni che comportano, dobbiamo sempre guardare avanti, e questa è l’occasione giusta per farlo".
Quali esperienze vi hanno spinto a rientrare come Casa ufficiale?
"Abbiamo imparato molto sul fuoristrada grazie ai nostri Raptor e alle altre gare di rally raid a cui abbiamo partecipato. Disponiamo di un bagaglio di conoscenze che possiamo condividere con i nostri partner di M-Sport per poter tornare a competere nel WRC e trasferire quanto appreso anche sui veicoli destinati ai clienti. Si tratta quindi di un ciclo continuo, dalla pista alla strada e di nuovo in pista; non finisce mai".
Tenete molto al legame tra sport e prodotto di serie...
"Dalla pista alla strada e di nuovo alla pista: questo è il nostro motto ed è un ciclo che dobbiamo portare avanti senza sosta. È un percorso bidirezionale: i test estremi che conduciamo su sabbia, sterrati e fango migliorano direttamente la resistenza, il gruppo motopropulsore, il software e le funzionalità che i nostri clienti utilizzeranno ogni giorno alla guida. È entusiasmante per noi come si sviluppano i mezzi stradali e come sta cambiando il mondo dell'automobile in Europa. Da qui deriva la voglia di impegnarci negli sport motoristici come dovremmo".
Perché Ford ha scelto questa sfida?
"125 anni fa, Henry Ford diede il via all'utilizzo delle corse automobilistiche per l'ingegneria, l'innovazione e l'apprendimento, sfidando se stesso nelle competizioni e sfruttandole a fini commerciali per raccogliere fondi e istituire la Ford Motor Company nel 1903, quasi due anni dopo. Nel corso di questi 125 anni, siamo stati presenti nel mondo delle corse per tutto questo tempo, in diverse serie e per motivi diversi. Abbiamo visto l’ago della bilancia oscillare avanti e indietro: a volte puntando tutto sull’ingegneria, l’innovazione e il trasferimento tecnologico, ma non sempre sul commerciale; altre volte viceversa. Ora abbiamo creato una rete che ci permette di fare tutto questo. In Ford Racing ci sono tutti i nostri veicoli di serie ad alte prestazioni".
La stessa cosa vale per il team che ci lavora?
"Tutte le nostre attività motoristiche sono sotto un unico team di ingegneri, organizzato per garantire un trasferimento tecnologico immediato all’interno di Ford Racing, ma anche collegato alla Casa madre per condividere tutto ciò che impariamo, attingere alle risorse dell’azienda e portarle anche all’interno di Ford Racing. Abbiamo un nostro reparto commerciale all’interno di Ford Racing che, anch'esso legato alla sede centrale e operativo a livello globale".
Quali sono i benefici di questo legame a doppio filo?
"Operiamo come un’unica azienda, contando anche sul lato economico di Ford Racing. Alcuni dei più alti vertici aziendali hanno recentemente affermato che Ford Racing è il motore della Ford Motor Company: ciò che siamo in grado di fare non riguarda solo le gare che disputiamo in pista o i prodotti venduti come Ford Racing, ma anche ciò che possiamo apportare all’azienda nel suo complesso, vedendo come l’azienda si avvale degli sport motoristici a beneficio dei prodotti e del business. E si lavora sul lungo periodo, ogni singola serie cui partecipiamo ha un suo perché. Corriamo praticamente ovunque, ma con ragioni specifiche per cui siamo presenti in ciascun campionato e un legame diretto con il modo in cui ciò migliora l’azienda, i nostri prodotti e il business. Sono tutti elementi complementari".
Perché avete atteso fino ad oggi per prendere questa decisione?
"È proprio il momento ideale, ci troviamo all’inizio di una nuova era per il WRC, con promotori molto lungimiranti che entrano in scena e con regole più efficienti in termini di costi, ma anche più intelligenti da parte della FIA dal 2027 in avanti".
Quali saranno le tempistiche per questo programma?
"Il nostro piano è quindi quello di ricominciare a supportare M-Sport nel 2027, quando potranno schierare la Ford Fiesta secondo le nuove regole. Nel 2028 intensificheremo il nostro sostegno con un supporto completo come Costruttore, che includerà la nostra ingegneria, il nostro gruppo motopropulsore, l’aerodinamica e le risorse di collaudo per le competizioni di quell’anno, ma anche per lo sviluppo della nuova vettura che debutterà nel 2029. Sarà una nuovissima auto ufficiale del WRC che deriverà dalla gamma di auto da rally di Ford Europa".
Perché avete scelto un biennio, il 2027 e 2028, come preparazione, e non entrando prima?
"Nel mondo delle corse tornare a un impegno completo da parte di una Casa non può avvenire dall’oggi al domani. Il nostro approccio per il 2027-2028, in vista del 2029, è quello di sviluppare il programma in modo ragionevole. Le regole sono state formulate in modo da consentire a noi e M-Sport di utilizzare la Fiesta Rally2 con il kit di competizione, il che ci offre l’opportunità non solo di schierarla in gara, ma soprattutto di iniziare a mettere a punto gli strumenti, le persone e il team necessari a sostenerla. E questo include anche i piloti. Non è possibile ingaggiare immediatamente tre piloti di alto livello da un giorno all’altro per il primo anno del programma. Quindi direi che si tratterà di una progressione graduale: un po’ nel primo anno, il 2027, un po’ di più nel 2028, per essere poi a pieno regime per il 2029".
Riguardo i piloti, punterete a far crescere dei giovani assieme alla vettura, oppure vi affiderete ad esperti?
"Vogliamo entrambe le cose. Abbiamo molto da fare per sviluppare la nuova vettura, quindi avremo bisogno di qualcuno con esperienza in grado di guidare auto-prototipi per fornire buone indicazioni agli ingegneri e crescere nello sviluppo. Ma vogliamo anche formare piloti per il futuro, quindi penso che vedrete un mix".
A breve ci sarà anche l'impegno nella Dakar: è un programma che potrebbe risentirne?
"Come detto, abbiamo una strategia per tutti i nostri programmi sportivi e per il modo in cui si collegano ai prodotti stradali. Il WRC ha dunque un senso per supportare l’intera gamma di modelli in arrivo, mentre il Rally Raid è a sostegno dei Raptor, molto venduto a livello globale. Abbiamo tratto grandi benefici dal programma Rally Raid, quindi non si tratta di scegliere l’uno o l’altro. Entrambi hanno senso singolarmente e ne hanno sicuramente insieme, perché c’è molto da imparare dal Rally Raid per il WRC e viceversa. Per noi è fantastico vedere questa combinazione e adoro entrambe le competizioni".
Come vedi il futuro del WRC con il cambiamento in atto?
"Il rally offre tantissime opportunità in termini di passione e spettacolo. Tutte le discipline motoristiche ne sono dotate, ma credo che questo abbia forse il potenziale maggiore da questo punto di vista. Il nuovo promotore è entrato in scena e con la FIA sta definendo le nuove regole nella collaborazione che si sta instaurando tra loro, coincide con un’esigenza di ciò che faremo sul mercato e con l’opportunità di sfruttarla attraverso il WRC. Tutto si è incastrato alla perfezione e vedere questa collaborazione tra FIA, promotore e Costruttori è davvero speciale. Sono felice che possiamo farne parte".
Nel 2029 potrebbero esserci novità anche sui motori, c’è già qualche indicazione sulla direzione che potreste prendere?
"In questo momento non abbiamo nulla da annunciare su questo argomento".
Per concludere, la Toyota sta dominando da quasi 10 anni: come pensate di poterla battere?
"Siamo presenti in ogni disciplina degli sport motoristici per competere e vincere gare, rally e campionati. E disponiamo di numerose risorse tecniche all’interno della nostra azienda, avendo accesso a tutto ciò di cui abbiamo bisogno e possiamo contare anche su collaborazioni eccellenti. Abbiamo già lavorato con M-Sport in passato e sappiamo che sono in grado di sviluppare nuove auto da rally in linea con le nuove normative. Siamo quindi orgogliosi di collaborare con loro anche in questo progetto. Ma siamo determinati, non rientriamo solo per esserci. Vogliamo avere successo e vincere".
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