WRC: Hyundai, ecco il titolo della conferma. Quello più difficile

Hyundai si è confermata campione del mondo Costruttori WRC dopo un anno duro. Ecco le chiavi di questo successo che ha portato un altro titolo agli uomini diretti da Andrea Adamo.

WRC: Hyundai, ecco il titolo della conferma. Quello più difficile

Vincere è difficile, confermarsi campioni lo è molto di più. Non è solo una frase fatta, ma un assioma comprovato a più riprese. E Hyundai Motorsport è riuscita nel suo intento, quello di vincere il secondo titolo iridato Costruttori di fila nel Mondiale Rally.

Il team diretto da Andrea Adamo ha preferito la continuità allo stravolgimento. La vera novità di quest'anno è l'aggiunta alla propria line up di equipaggi di Ott Tanak e Martin Jarveoja, i campioni del mondo 2019. Ma la gestione del team è stata la medesima.

3 vittorie di 3 equipaggi differenti

 

 

 

Per la prima volta nella sua storia, Hyundai Motorsport è riuscita a vincere 3 gare nella stessa stagione con 3 equipaggi differenti. E' avvenuto grazie al successo di Neuville e Gilsoul a Monte-Carlo, la gara d'apertura del 2020; con Tanak e Jarveoja al Rally Estonia alla ripresa del Mondiale dopo lo stop a causa della pandemia da COVID-19 e con Sordo e Del Barrio al Rally Italia Sardegna.

Hyundai, sino al 2020, aveva vinto con 2 equipaggi nel medesimo anno in 2 occasioni. E' avvenuto nel 2016 con Paddon-Kennard e Neuville-Gilsoul, ma anche l'anno passato, nel 2019, quando vinsero sia Neuville-Gilsoul che Sordo-Del Barrio.

La i20 sempre più versatile e competitiva

 

Le tre vittorie con altrettanti equipaggi sono un sintomo di quanto la i20 Coupé WRC sia diventata una vettura sfruttabile da piloti differenti, con diversi stili di guida, e non solo l'arma di Thierry Neuville, pilota più vincente al volante della vettura coreana dal 2014 a oggi.

Gli aggiornamenti pensati dagli ingegneri di Alzenau hanno ridotto il divario prestazionale che separa la i20 dalla Toyota Yaris. Ora le due vetture - anche per filosofia di costruzione - sono agli antipodi. Una, la coreana, più forte sui tratti veloci. L'altra, la Yaris, domina sui percorsi tortuosi e tecnici. Quel che è certo è che le differenze tra le due vetture di punta del WRC si siano assottigliate e i due titoli Costruttori arrivati nel 2019 e nel 2020 danno ragione al lavoro fatto dagli uomini di Hyundai Motorsport.

Breen, quarto pilota prezioso

 

Della gestione piloti fatta dal team director di Hyundai Motorsport abbiamo parlato spesso, anche perché è stato uno dei punti salienti che hanno permesso al team di vincere il Costruttori nel 2019 e di ripetersi anche in questa stagione.

Saper impiegare il pilota adatto nella gara a lui congeniale è un merito, non un mero fatto di opportunismo. Non capita tutti i giorni di avere un pilota come Craig Breen, navigato da Paul Nagle (ex copilota di Kris Meeke), che riesce a portare a casa punti pesanti per il Mondiale Costruttori come ha fatto quest'anno al Rally Estonia grazie a un secondo posto straordinario.

Poche gare, ma mirate, in cui Craig ha dato il suo contributo alla causa per una turnazione piloti puntuale, precisa, e quasi sempre efficace. Non è sempre fortuna, perché, si sa, quando la fortuna è sistematica, si chiama classe. Va riconosciuto.

Sordo, l'arma in più che tutti vorrebbero avere

 

Al di là dei meriti dei due equipaggi titolari, quelli formati da Thierry Neuville e Nicolas Gilsoul e da Ott Tanak e Martin Jarveoja, la differenza, il punto esclamativo sul titolo iridato 2020 di Hyundai è arrivato grazie a un pilota che sembra essere un vino rosso estremamente pregiato, che più invecchia e più esalta le proprie qualità.

Stiamo parlando di Dani Sordo, che da quando è tornato a correre assieme a Carlos Del Barrio sta svelando un lato di se molto meno conosciuto. Veloce ovunque, uomo squadra (chedere a Neuville per la vittoria di Monte-Carlo), intelligente. Questo è uno dei segreti di Hyundai: poter contare su un pilota troppo spesso sottovalutato e che, di fatto, farebbe la fortuna di ogni team per tutte le qualità che ha. Hyundai si affretti a metterlo sotto contratto per la prossima stagione.

Hyundai, si può migliorare ancora

 

Sembra illogico, e forse fuori luogo in una giornata così bella per il team coreano. Eppure, se si vuol portare a casa il bottino pieno nel 2021, è giusto limare i difetti di una stagione comunque trionfante. A partire dai piloti incaricati di vincere il titolo, per finire agli ingegneri, che dovranno rendere la i20 non solo più competitiva a livello prestazionale, ma anche dal punto di vista dell'affidabilità, mancata a volte in alcuni momenti della stagione.

Ad Alzenau sanno bene di avere tutte le possibilità per essere ancora più forti e la sfida contro una Toyota sempre al top sarà il punto di partenza della stagione 2021 che, è bene ricordarlo, scatterà tra appena 6 settimane a Monte-Carlo.

Ora, però, è il momento dei festeggiamenti, dopo un anno reso difficile e doloroso anche a causa della pandemia da COVID. Lo ha ricordato a fine giornata un Andrea Adamo commosso, come mai si era visto davanti alle telecamere.

"Da quando sono arrivato a Monza ho avuto tante emozioni dentro di me. E' stato un anno difficilissimo, so che in tanti hanno sofferto e io ho dovuto proteggere il mio team, la mia gente. Cogliere il titolo qui a Monza è speciale e voglio condividerlo con tutti loro. Siamo campioni di un campionato basato sul merito, performance, perseveranza e duro lavoro. Sono orgoglioso di essere a capo di un team del genere e di portare alta la bandiera di Hyundai Motorsport".

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