WRC 2017: M-Sport regina a sorpresa. Citroen, che delusione!

A pochi giorni dal termine del 2017, abbiamo voluto analizzare la stagione WRC che ha visto trionfare Ogier e M-Sport. Per Toyota un ottimo ritorno nel Mondiale, Hyundai ancora a mani vuote nonostante una grande i20.

Il Mondiale Rally 2017 è andato in archivio come uno dei più incerti e spettacolari degli ultimi 20 anni. E' vero, a vincere il titolo è stato il “solito” Sébastien Ogier, ma la lotta per l'iride è stata vera ed è durata sino alla fine. Tanti i rivali, così come il numero di piloti che è riuscito a vincere almeno un rally iridato. Infinite anche le storie presentate da una stagione davvero da tramandare ai posteri. A pochi giorni dal termine dell'anno, abbiamo voluto dare un nostro personale giudizio su team, piloti e vetture che hanno infiammato il WRC nell'arco della stagione conclusa da qualche settimana tramite l'assegnazione di un numero di simboli (questo "♦" per il punto intero, questo "◊" per il mezzo punto) che vanno da 1 (il minimo) a 5 (il massimo). Ecco la nostra analisi della stagione: buona lettura!

M-Sport Ford ♦♦♦♦♦

Sébastien Ogier, Julien Ingrassia, Ford Fiesta WRC, M-Sport
Sébastien Ogier, Julien Ingrassia, Ford Fiesta WRC, M-Sport

Photo by: M-Sport

Squadra ♦♦♦♦♦
Un capolavoro. Forse, “il” capolavoro del 2017 per ciò che concerne il motorsport. Malcolm Wilson ha fatto una sorta di miracolo sportivo, ed è stato capace di costruirlo non certo grazie alla fortuna, ma mattone dopo mattone. La prima, grande mossa è stata dare fiducia a Ott Tanak dopo un ottimo 2016 con DMACK e a Elfyn Evans, di rientro nel WRC dopo una stagione ricca di successi in WRC2 con la Fiesta R5. Poi la ciliegina sulla torta: l'ingaggio di Sébastien Ogier. La squadra si è rivelata perfetta anche nel preparare la Fiesta WRC Plus, nata sulla base dell'ultima versione uscita dagli stabilimenti europei della Ford. Per la verità è mancato uno sviluppo costante, quello invece proposto da tutti i team rivali, ma il lavoro fatto su assetti e materiale a disposizione è stato certosino, mirato e, soprattutto, riuscito. Al termine della stagione sono arrivati entrambi i Mondiali WRC, dopo una stagione al limite della perfezione. Da segnalare che, M-Sport, è stato il team più vincente della stagione con 5 successi ed è stato l'unico a portare alla vittoria tutti i suoi piloti titolari. Un trionfo.

Piloti ♦♦♦♦♦

Sébastien Ogier (Campione)
Una stagione che lo ha proiettato nell'Olimpo del WRC. Dopo aver vinto 4 titoli di fila con Volkswagen, il francese di Gap ha preso tempo prima di scegliere il suo futuro e, a sorpresa, ha optato per l'unico team non ufficiale del Mondialew. Un campione sa sempre quale vettura scegliere, quando deve farlo. E Ogier lo ha fatto. 2 sole vittorie in stagione ottenute all'esordio a Monte-Carlo e poi in Portogallo, ma una serie infinita di podi e piazzamenti sono stati decisivi per portare a casa un clamoroso quinto titolo iridato, riuscendo così a fare meglio di Sébastien Loeb: ovvero vincendo titoli con due team differenti. Il solo errore in Finlandia è lo specchio di un pilota che, anno dopo anno, continua a sfiorare la perfezione.
Ott Tanak (3°)
Per distacco la sorpresa e – usando un termine tanto caro in NBA – il pilota più migliorato della stagione. 2 vittorie ottenute in Sardegna e Germania, le prime della carriera nel WRC, ma la sensazione è di aver trovato un futuro candidato al titolo mondiale. Con il cambio di navigatore (ora al suo fianco c'è Martin Jarveoja) ora l'estone non sbatte più, va spesso a podio e ha mostrato di aver trovato la maturità giusta a 30anni compiuti. Non a caso è stato votato “miglior pilota dell'anno WRC” per la seconda stagione di fila.
Elfyn Evans (5°)
Il mistero è stato svelato. Il talento del gallese era stato visto a tratti, ma la stagione 2016 in WRC2 lo ha evidentemente caricato e convinto dei propri mezzi. Dopo aver sfiorato la vittoria in Argentina (sfuggita solo per un piccolo errore in ingresso di un ponticello), il primo successo nel WRC è arrivato nel Rally di casa, in Gran Bretagna, con una prestazione davvero sontuosa. La sua stagione è stata costellata da tanti ritiri, ma spesso imputabili a guai meccanici sulla sua Fiesta o a forature delle competitive ma ancora fragili gomme DMACK. Elfyn è finalmente un pilota vero di WRC.

Vettura ♦♦♦♦
La Fiesta Plus WRC è stata sviluppata sull'ultimo modello di serie uscito pochi mesi fa e, oltre a risultare una delle vetture più accattivanti della serie, ha mostrato di essere competitiva su tutte le superfici. Dopo i primi guasti che hanno rallentato soprattutto Tanak a inizio anno, la Fiesta a trovato sempre più prestazione e affidabilità, sino a permettere a Ogier e al team di centrare i due titoli mondiali pur non disponendo della stessa quantità di aggiornamenti delle avversarie. Sintomo di quanto la base fosse già di altissimo livello.

Hyundai Motorsport ♦♦♦♦

Thierry Neuville, Nicolas Gilsoul, Hyundai i20 WRC, Hyundai Motorsport
Thierry Neuville, Nicolas Gilsoul, Hyundai i20 WRC, Hyundai Motorsport

Photo by: McKlein/LAT Images

Squadra ♦♦♦♦
Non bisogna girarci troppo attorno: Hyundai era partita per vincere i titoli e, per varie cause, questi sono sfuggiti entrambi. Dal punto di vista dei piloti, eccellente il supporto dato a Thierry Neuville dopo i due clamorosi errori a Monte-Carlo e in Svezia, tanto che il belga ha poi disputato una stagione eccezionale, che lo ha portato a diventare il pilota con più vittorie. Ma non è bastato. Nel momento chiave della stagione la i20 Coupé numero 5 ha subito una serie di guasti che hanno fermato definitivamente Neuville. Affatto buona anche la gestione di Hayden Paddon, sprofondato in un oblio emotivo dopo l'incidente mortale che lo ha visto sfortunato protagonista proprio in avvio di stagione nel Principato di Monaco. Bene aver preso Mikkelsen, ma sarà una mossa che potrà dare i suoi frutti nel 2018.

Piloti ♦♦♦

Thierry Neuville (2°)
Un inizio da incubo, con due vittorie ormai acquisite gettate all'aria per due errori banali quanto decisivi per il risultato del Mondiale. Poi, dalla terza gara in poi, un Neuville completamente trasformato. Senza i due erroracci iniziali avrebbe meritato il titolo, ma si è dovuto accontentare per la terza volta in carriera di essere vice campione del mondo. Pur essendo stato il pilota più vincente della stagione con 4 vittorie assolute e 56 stage vinte, ben 26 in più del primo dei rivali.Dovrà far tesoro di tutto ciò per fare in modo che il 2018 sia finalmente il suo anno, e di nessun altro.
Andreas Mikkelsen (12°)
Difficile giudicare le poche apparizioni del norvegese, che in stagione ha cambiato ben 3 team – tra l'altro ufficiali – sintomo comunque del gran numero di estimatori che si è fatto nelle ultime stagioni in Volkswagen. E' stato chiamato per aiutare Neuville e Hyundai a vincere i titoli, ma ormai la situazione era già compromessa.
Daniel Sordo (6°)
Ci si aspetta sempre molto dallo spagnolo su asfalto, ovvero il fondo che da sempre predilige di più. Invece è finito per cogliere i migliori risultati su sterrato cogliendo un terzo posto come piazzamento di riferimento. Anche quest'anno non è riuscito a sostituire Neuville quando questo si è dovuto fermare anzitempo.
Hayden Paddon (8°)
La sua stagione è durata appena una prova speciale, quella in cui è stato sfortunato protagonista di un incidente in cui è stato coinvolto un fotografo appostatosi in una zona vietata. Questa persona ha perso la vita, Paddon invece è uscito illeso dal brutto impatto contro le rocce, ma non si è più ripreso dal punto di vista della guida. Se su asfalto ha sempre mostrato grandi segnali di fatica, su sterrato era tra i più forti del Mondiale. Quest'anno ha deluso ovunque, ma l'incidente ha pesato – e non poco – su quella che è stata la stagione peggiore della sua carriera.

Vettura ♦♦♦♦♦
La Hyundai i20 Coupé WRC Plus è stata senza dubbio la vettura più performante della stagione 2017 del WRC. Neuville è stato il pilota che l'ha sfruttata meglio, ma anche Mikkelsen si è subito adattato alla 3 porte coreana. Ha vinto su tutte le superfici, è stata la vettura che ha vinto più speciali con la Fiesta, è stata aggiornata con costanza e con soluzioni che hanno funzionato (non ultime, le novità introdotte in Gran Bretagna). Il punto debole della vettura preparata ad Alzenau è stato il cronico sottosterzo, che spesso ha condizionato le prime giornate di gara di Neuville. Questa caratteristica è poi stata mitigata con il passare dei mesi grazie ad accorgimenti appositamente studiati.

Toyota Gazoo Racing WRC ♦♦♦◊

Jari-Matti Latvala, Miikka Anttila, Toyota Yaris WRC, Toyota Racing
Jari-Matti Latvala, Miikka Anttila, Toyota Yaris WRC, Toyota Racing

Photo by: Toyota Racing

Squadra ♦♦♦♦
Un team costruito in pochi mesi, tutto finlandese, con base a Puuppola, in Finlandia, e una line up piloti formata da quello che è sempre stato il “secondo” di Ogier e un ragazzo, Hanninen, a corto di chilometri in gara. Tutto questo scetticismo è durato sino alla gara d'esordio, quando è subito arrivato un grande podio firmato da Latvala e, un mese più tardi, dalla prima vittoria a 18 anni di distanza dall'ultima, sempre colto dall'ex pilota della Volkswagen. Tutti i dubbi e i sibili maligni del Parco Assistenza sono svaniti e, anzi, si sono tramutati in complimenti. Latvala è rimasto in lizza per il titolo mondiale sino all'ultima parte della stagione, quando la Yaris ha pagato la scarsa affidabilità in gare molto calde. Ma a riportare il sorriso al responsabile dell'operazione WRC, Tommi Makinen, è arrivata la clamorosa vittoria di Esapekka Lappi in Finlandia e, sempre nella stessa gara, il podio di Hanninen. Se Latvala non fosse stato costretto al ritiro, sarebbe stata tripletta. Una stagione di rientro convincente, che ha gettato solide basi per il futuro della casa giapponese nel rally.

Piloti ♦♦♦♦

Jari-Matti Latvala (4°)
Il 2017 è stato uno degli anni migliori della carriera dell'esperto e forte finlandese. Jari-Matti ha fatto capolavori nel 2017. Prima il podio all'esordio con la Yaris a Monte-Carlo, poi la vittoria in Svezia e l'esser stato un vero e credibile contendente per il titolo per ¾ della stagione. L'unica delusione è arrivata in Finlandia, quando stava per portare a casa la seconda vittoria della stagione ma la scarsa affidabilità della sua Yaris numero 10 lo ha fermato proprio sul più bello. Ciò non toglie che sia stato un anno quasi perfetto. Solo un errore, arrivato in Portogallo, ma dovuto alle sue condizioni di salute (Latvala ha corso con una febbre molto alta). Questo non può certo sminuire quanto fatto da lui nella prima stagione da pilota Toyota.
Juho Hanninen (9°)
La nota dolente degli equipaggi scelti da Makinen per il Mondiale 2017 di Toyota. Tanti ritiri, tanti errori, certamente dovuti anche dalla scarsa abitudine alle corse dopo un lungo stop. La velocità l'ha mostrata a sprazzi, ma quando ormai la gara era compromessa. Bello il podio ottenuto in Finlandia, ma è comunque stato un risultato effimero per poter puntare a una riconferma per il 2018. Il suo lavoro era anche cercare di fare tanti chilometri per proseguire lo sviluppo della Yaris. Missione decisamente fallita nella prima parte dell'anno, mentre nella seconda i risultati sono stati migliori.
Esapekka Lappi (11°)
Al NESTE Rally Finland è nata una stella. Guarda caso è finlandese. Esapekka ha vinto il primo evento mondiale della carriera dopo pochi chilometri al volante di una vettura Plus, per di più ufficiale. Veloce su neve, ghiaccio e terra, ha mostrato però di dover migliorare su asfalto. Nelle ultime uscite lo ha fatto e sembra che possa essere il futuro della categoria. Velocissimo e inesperto, ma Lappi è senza dubbio una delle grandi scoperte del 2017.

Vettura ♦♦♦◊
La Yaris WRC Plus era stata etichettata come “cenerentola” del Mondiale, invece è stata la vera, grande sorpresa. Subito a podio all'esordio a Monte-Carlo, poi, clamorosamente, a vincere al Rally di Svezia. Addirittura un secondo successo stagionale arrivato in Finlandia, in un fine settimana che, senza il guasto alla Yaris di Latvala, avrebbe potuto essere ancor più trionfale. Queste le note positive. Ma non possono non essere sottolineate quelle negative. Il vero tallone d'Achille è stata l'affidabilità, con il motore che spesso ha causato problemi in condizioni di grande caldo o in gare svolte in altitudine. La situazione è migliorata verso la fine della stagione, mentre è un dato di fatto che per Toyota sarà fondamentale aver indovinato gli aggiornamenti aerodinamici all'anteriore. Latvala lo aveva ammesso proprio ai nostri microfoni: “La Yaris è la miglior macchina che abbia mai guidato, ma è sbilanciata sul posteriore”, frutto del meraviglioso lavoro dei tecnici del team, aggiungiamo noi. Ma l'anteriore è sempre apparso meno curato, e anche in maniera ben visibile. Questo ha spesso influenzato le prestazioni della Yaris, che nel 2018 è attesa alla conferma e, se possibile, a mostrare altri passi avanti considerevoli.

Citroen Racing ♦♦

Kris Meeke, Paul Nagle, Citroën C3 WRC, Citroën World Rally Team
Kris Meeke, Paul Nagle, Citroën C3 WRC, Citroën World Rally Team

Photo by: Citroën Communication

Squadra ♦♦
Per il Mondiale 2017, Yves Matton (responsabile di Citroen Racint) aveva provato a prendere Thierry Neuville sfruttando i cattivi rapporti del belga con alcuni membri del team (Alain Penasse in primis), fallendo. Aveva poi virato sul migliore in assoluto, Sébastien Ogier. Ma il francese non ha solo declinato l'offerta della sua ex squadra, ma ha preferito accasarsi addirittura nell'unico team privato di WRC. Le premesse erano negative sin dall'inizio. I fatti nel corso della stagione sono stati anche peggio. Subito errori a ripetizione di Kris Meeke che, nonostante la vittoria rocambolesca in Messico, è stato addirittura messo in panchina per fare posto ad Andreas Mikkelsen – senza dubbio una scelta eccellente – per poi rientrare ma senza lasciare il segno con continuità. Stéphane Lefebvre ha deluso per tutto l'arco della stagione (infatti per il 2018 è stato declassato in WRC2), in più Citroen Racing ha deciso di lasciare Mikkelsen alla Hyundai per provare a prendere Ogier per il 2018. Inutile dire che la missione è fallita. L'unico barlume di luce nelle scelte 2017 lo ha firmato Craig Breen, abbastanza veloce e consistente per tutto l'arco della stagione e per questo confermato anche per l'anno venturo.

Piloti ♦♦

Kris Meeke (7°)
La prima stagione da punta di diamante di un team ufficiale è stata letteralmente fallita. Il nord-irlandese ha inanellato una serie d'errori infinita. Talmente grande che mette in ombra le vittorie ottenute in Messico (arrivata dopo un'escursione in un parcheggio appena fuori il percorso dell'ultima speciale, quando il successo sembrava ormai a un passo e, invece, arrivato per un battito di ciglia) e in Catalogna. La velocità pura c'è sempre stata e anche in questa stagione l'ha mostrata, ma la continuità è un barlume di luce che tende a spegnersi più che a prendere forza.
Craig Breen (10°)
Per un irlandese che delude, ce n'è stato uno costante. Craig è stato l'unica certezza di Citroen Racing, portando a casa quasi sempre un buon bottino di punti pur essendo costretto a saltare buona parte della prima metà della stagione causa alternanza con Lefebvre al volante della seconda C3 WRC nell'attesa della preparazione del terzo esemplare. Certo, sono mancati acuti di livello, ma in una stagione come quella fatta da Citroen nel 2017 Craig è stato il punto fermo. Non a caso è stato confermato senza esitazioni per l'anno prossimo.
Andreas Mikkelsen (12°)
Il norvegese ha dato il meglio con i colori di Citroen nell'arco della sua stagione WRC (non contiamo le vittorie con Skoda, perché ottenute in WRC2). Bellissima la sua crescita dopo le prime due uscite opache, grazie all'eccellente secondo posto ottenuto in Germania. Peccato per Citroen che la gara in terra teutonica sia stata anche l'ultima prima di passare in Hyundai.
Stéphane Lefebvre (13°)
Disastroso. O, più semplicemente, non ancora pronto né adeguato per i livelli del WRC. Meeke mostra velocità senza controllo, Breen grande lucidità e consistenza. Il francesino, a oggi, nessuna di queste caratteristiche. La vittoria al Col de Turini al Monte-Carlo sembrava una buona iniezione di fiducia, invece è stato solo un fuoco di paglia. Una stagione deludente, al di sotto delle aspettative, ma da ricordare per cercare di non ripetere più un anno così sin dal 2018.

Vettura ♦♦♦
Partita con tutti i favori del pronostico, la Citroen C3 WRC Plus ha steccato a Monte-Carlo, si è ripetuta in Svezia e nelle gare successive. Il primo acuto è arrivato in Messico, poi un guasto le ha impedito di vincere al Tour de Corse. Meeke ha centrato la seconda vittoria in Catalogna, poi un'altra serie di errori e guasti. Insomma, la C3 è una vettura eccezionale su asfalto, ma terribilmente in difficoltà su sterrato. Una vettura nervosa e difficile da mettere a punto, tanto che i vertici del team hanno deciso un clamoroso cambio di direzione tecnica che ha portato a diversi cambiamenti sotto la carrozzeria che sembrano aver migliorato la situazione. Questo, però, non ha cambiato il giudizio su una stagione partita per essere una rincorsa ai titoli e finita per essere una delusione sotto tutti i punti di vista.

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati WRC
Piloti Kris Meeke , Jari-Matti Latvala , Dani Sordo , Juho Hanninen , Andreas Mikkelsen , Sébastien Ogier , Hayden Paddon , Thierry Neuville , Ott Tanak , Elfyn Evans , Craig Breen , Esapekka Lappi , Stéphane Lefebvre , Teemu Suninen
Team Citroën World Rally Team , Hyundai Motorsport , M-Sport , Toyota Racing
Articolo di tipo Analisi