Neuville come Penelope: fa e soprattutto disfa una tela chiamata vittoria

In Svezia Neuville butta alle ortiche il secondo rally consecutivo dopo averlo dominato e lo ha fatto nella stessa maniera capitata a Monte-Carlo. Hyundai deve correre ai ripari e aiutarlo.

Neuville come Penelope: fa e soprattutto disfa una tela chiamata vittoria
Thierry Neuville, Nicolas Gilsoul, Hyundai i20 WRC, Hyundai Motorsport
Thierry Neuville, Nicolas Gilsoul, Hyundai i20 WRC, Hyundai Motorsport
Thierry Neuville, Nicolas Gilsoul, Hyundai i20 WRC, Hyundai Motorsport
Thierry Neuville, Hyundai Motorsport
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Thierry Neuville, Nicolas Gilsoul, Hyundai Motorsport
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Thierry Neuville, Hyundai Motorsport
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L'Odissea narra di Penelope, moglie di Ulisse, che tesse una meravigliosa tela per poi disfarla a ripetizione, in modo tale da non dover convolare a nuove nozze attendendo il ritorno del consorte. Il WRC, invece, ha per protagonista Thierry Neuville, abile e forte pilota della Hyundai capace di gare eccezionali in questo 2017, ma altrettanto in gamba a disfare tutto quanto con un errore.

Se l'intento di Penelope era più che nobile, quanto sta capitando a Neuville in questo avvio di stagione sta diventando a dir poco grottesco. Prima a Monte-Carlo, dove ha dominato sino al pomeriggio di sabato per poi finire la sua corsa contro un banale paletto piantato a margine di un fosso proprio nell'ultima stage di giornata. Poi in Svezia, dove il copione è stato rispettato in maniera quasi maniacale.

In Svezia lo stesso errore di Monte-Carlo

Il 28enne ha preso il comando della corsa dal secondo giorno di gara per poi non cederla più. Anzi incrementando il suo vantaggio sulla Toyota di Latvala a oltre 40 secondi. L'incidente, come detto, è arrivato all'ultima stage del sabato, la Speciale Spettacolo di Karlstad 2, lunga appena 1.90 chilometri. Un inserimento di curva (sinistrorsa) errato, una correzione, poi il fatale impatto con le barriere a esterno curva che hanno spezzato il braccetto dello sterzo della competitiva Hyundai i20 Coupé numero 5.

Il belga, dopo aver imprecato più volte e aver addirittura preso a calci (due) la sua vettura, è tornato al Parco Assistenza, prendendosi immediatamente la colpa dell'incidente. Un errore di pilotaggio, di valutazione. Che però assume proporzioni enormi considerando la recidività del gesto già visto a Monte-Carlo e la quantità di punti buttata, che sarebbe stata ampiamente meritata, per altro.

"Non ci sono davvero parole che trasmettono come mi sento in questo momento. E’stato una fine improvvisa di quello che era stato un buon rally per noi. Abbiamo trascorso tutto il Sabato con una strategia deliberata di prendere un ritmo costante e di mantenere il controllo del rally. Non volevamo una ripetizione del Monte, ma questo è esattamente quello che abbiamo ottenuto", ha detto Neuville alla stampa la sera stessa.

Il team è deluso

Neuville è il pilota più veloce in questo 2017. Non ci sono dubbi. Ma in carniere ha 8 punti appena invece delle due vittorie che avrebbe probabilmente centrato senza i due errori commessi in sequenza. Nel team c'è la consapevolezza di avere una vettura molto competitiva, anche se a oggi è stato il solo Neuville a farla eccellere realmente, e un pilota dal talento cristallino.

La rabbia sta nel vedere i tre giorni di gara perfetti buttati per un errore banale. Il team sta rispettando le promesse. Ha l'esperienza giusta per vincere, ma gli errori di Neuville pesano. C'è tutto il tempo per recuperare, mancano ben 11 gare e ora arriveranno le gare su sterrato dove, paradossalmente, la posizione in classifica del belga lo dovrebbe avvantaggiare non poco. A patto che smetta di fare errori clamorosi.

Cosa fare con Neuville?

Guardando in casa d'altri, Toyota pare essere riuscita a inquadrare Latvala. Tommi Makinen, da ex pilota e quattro volte campione del mondo, lo sta appoggiando in tutto e per tutto, togliendo pressione (che ancora non è certo alta, ma dal Messico tutto potrebbe mutare dopo la vittoria svedese) e facendo in modo di farlo concentrare quasi esclusivamente sulla guida. E se Neuville avesse bisogno di un sostegno simile?

Il talento è innegabile. Non si dominano due rally così difficili in maniera così netta se non si è capaci di guidare a un certo livello. Questo va però "smorzato" nel momento opportuno. Si tratta di pura tattica, di sapere quando è il momento di alzare il piede perché il tuo vantaggio lo consente. A quanto pare, però, è un espediente che ancora manca al 28enne di Sankt Vith. Starà a Nandan trovare la soluzione opportuna, ma dovrà fare in fretta per non perdere altre occasioni.

In Messico deve arrivare il riscatto

Neuville sembra però non aver perso la fiducia in se stesso, figurarsi nella vettura che pare volare nelle sue mani. "Sono così deluso per la squadra, per Nicolas e me, ma dobbiamo mettere in fretta tutto dietro di noi. Non possiamo soffermarci su queste cose, comunque frustranti. Sappiamo di avere il passo per vincere il rally con la i20 Hyundai Coupe WRC. Abbiamo la fiducia e sono sicuro che i risultati arriveranno". Magari a partire dal Rally del Messico, previsto nel mese di marzo.

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