Franzetti esclusivo: "Lancia nelle classi top dei rally? Servono regole chiare e un Cost Cap"
Il direttore di Lancia Corse HF ha rilasciato una lunga intervista a Motorsport.com in cui parla del ritorno del marchio alle corse, della Ypsilon Rally4, del Trofeo Lancia Rally e di ciò che spera per poter riportare la Casa ai piani alti della categoria.
Presentazione Lancia Ypsilon Rally4 HF
Foto di: Giacomo Rauli
Trofeo Lancia Rally 2025
Tutti i contenuti scritti e video legati alla prima edizione del Trofeo Lancia Rally che fa parte del CIAR 2025 per seguire il ritorno alle corse della Casa italiana.
Lancia riparte nelle corse e lo farà nel suo habitat naturale, i rally. Nel 2025 sarà presente nel Campionato Italiano Assoluto Rally con la Ypsilon Rally4 e il Trofeo Lancia Rally, che porterà il vincitore assoluto a correre nell'European Rally Championship 2026 con un team ufficiale Lancia.
Insomma, una ripartenza dalle fondamenta, ma con un progetto "sicuro" che dovrà portare subito benefici sportivi e di marketing per supportare le vendite delle versioni stradali della Ypsilon, aspettando la Gamma.
A pochi giorni dal lancio del nuovo percorso di Lancia Corse, il direttore della sezione sportiva del marchio italiano - Eugenio Franzetti - ha rilasciato un'intervista esclusiva a Motorsport.com in cui ha parlato del ritorno di Lancia nelle corse, del perché sia stata scelta la strada della Rally4, ma anche delle aspettative nel motorsport per il presente e, soprattutto, per il futuro, offrendo una panoramica a 360° del pensiero attuale di Lancia e Lancia Corse.
Eugenio Franzetti, una nuova avventura Lancia. Per altro hai un ruolo che, in passato, è stato di persone che hanno scritto la storia del motorsport italiano e mondiale. Oneri e onori...
“E' un'emozione enorme, nel senso che quando mi hanno chiesto di occuparmi di questo ritorno, mi hanno spiegato i contorni del progetto e tutte le caratteristiche che avrebbe avuto. Per me è stato un'enorme piacere. Poi, da italiano, ma anche da appassionato di motori e di rally, mi ha generato un'immensa emozione. Sono un grande appassionato di Motorsport fin da quando ero bimbo. E quando poi sono cresciuto soprattutto con i rally, quando sono cresciuto ho potuto andare a vederli. Mi ricordo quando ero piccolino, che prendevo andavo da un mio amico a Monza, poi andavamo in bicicletta in autodromo, cercavamo buchi nelle reti come si faceva una volta per passare. E andare andavo a vedere il rally di Monza. Quella è stata una delle mie prime esperienze rallystiche perché era comoda, era vicina e tutto quanto che perché mio papà non era tanto appassionato. Quindi questa passione mi è nata in maniera indipendente. E poi ho avuto l'opportunità comunque di soddisfarla da solo o con amici e quindi, chiaramente, da grande appassionato”.
“Questo è un incarico meraviglioso, un incarico che mi emoziona, un incarico che chiaramente mi dà anche grandi responsabilità. Cercherò di metterci tutta la mia professionalità, ma cercherò di metterci anche tutta la mia passione. Questi sono lavori che che vanno fatti con la passione, non solo con la professionalità, non solo col cervello, ma vanno fatti anche col cuore, con la pancia. E lo farò. Sto mettendo tutte le mie energie possibili per realizzare il Trofeo Lancia Rally sul quale stiamo lavorando, che comunque è un passo importante del ritorno di Lancia".
"E' chiaro che i nomi del passato sono delle leggende, quindi io assolutamente non aspiro a questo. È semplicemente il piacere professionale, personale, umano di avere questa sorta di gagliardetto sulle camicie. E loro hanno fatto una storia meravigliosa. Pagine incredibili del motorsport. Io voglio semplicemente cercare di far sì che questo ritorno sia il più efficace. Il più intenso possibile e che tutti i dettagli siano curati curati al meglio. Poi vedremo il segno che avrò saputo lasciare”.
In realtà il tuo curriculum nel motorsport parla da solo. Hai vinto diversi titoli italiani nei rally con Peugeot Sport. Che cosa porterai in Lancia di quell'esperienza così vincente?
“Onestamente ho avuto la fortuna tutt'ora, ma anche in passato, di avere una passione costante. Di riuscire poi a lavorare in un ambito che è vicino o addirittura all'interno della mia grande passione. In passato ho già lavorato nel motorsport: sono stato il direttore della comunicazione di Peugeot Italia. Ero anche a capo del programma sportivo di Peugeot Italia, quindi abbiamo corso prima con la 207 Super2000, poi con la 208 T16 R5. Abbiamo vinto tanti campionati italiani, tanti singoli rally. Io me ne sono occupato dal 2011 al 2017 e ha sempre vinto Paolo Andreucci assieme ad Anna Andreussi. È stata una delle esperienze umane e professionali più belle della mia vita lavorativa. Ecco, mi sono divertito tantissimo, prendere, partire, andare sui rally, vivere la tensione, prova speciale dopo prova speciale e arrivare fino alla fine. E poi vedere come spesso, fortunatamente vincendo, tutta la fatica, il frutto del lavoro veniva ripagato. Tu e gli sforzi venivano ripagati da queste bellissime vittorie. È stato molto bello".
"Mi occupo da due anni e mezzo, quasi tre, ancora di motorsport. Sono a capo di DS Performance, quindi del dipartimento Motorsport del marchio francese. E' un livello diverso rispetto all'esperienza fatta nei rally italiani. Ma l'ambito è seppur sempre Motorsport, è la pista, non sono i rally. E questo mi piace perché in un certo senso completa la mia visione, me la completa da tanti punti di vista e me la completa perché la pista è comunque molto diversa dai rally. Un campionato mondiale rispetto a un campionato nazionale me la completa, anche perché comunque è un contesto molto diverso. Intendo dire che c'è il costruttore che produce la Power Unit e la parte di sospensione posteriori e il team che gestisce in pista la macchina quindi è un lavorare insieme, un lavoro di team, un trovare alle volte anche dei compromessi tra noi. Tutto molto interessante, tutto molto bello, un bagaglio professionale e anche umano. Grazie a questo e al bagaglio professionale affronto con serenità questa nuova avventura e lancia quindi portando la passione. Portando l'esperienza fatte nei rally con Peugeot, portando l'esperienza accumulata in pista e tutto quello che ne comporta, anche come cercare di dare più visibilità possibile al brand, in questo caso Lancia e più visibilità possibile al Trofeo Lancia Rally, perché poi comunque il Motorsport è anche questo, ovvero dare visibilità. Alla fine è uno strumento di marketing e di comunicazione”.
Eugenio Franzetti
Foto di: Giacomo Rauli
Come coniughi questo doppio ruolo tra DS e Lancia? Perché prima, come dicevamo appunto, c'era solo DS. Adesso c'è anche Lancia e ci saranno forse concomitanze due mondi molto diversi. Sarà un impegno?
“Certo, un impegno importante, speriamo non ci siano troppe concomitanze o addirittura magari nessuna, così mi permetterà di andare sui campi di di gara di entrambe le competizioni. Si coniuga facendo sinergie: queste aiutano a far sì che ci siano travasi di esperienza da un'attività all'altra e per certi versi si diventa più veloci, più efficaci, perché comunque aumentare il bagaglio di esperienza permette di avere risposte pronte alle diverse situazioni che devi affrontare, quindi una sinergia utile. Spero mi permetta in un certo senso di accumulare più esperienza ed essere più pronto a reagire e ad affrontare risolvere le diverse situazioni”.
Secondo te il Motorsport è ancora un forte viatico per il marketing automotive? Sembra che alcune case abbiano qualche dubbio a tal riguardo, invece altri ci credono molto. Dove sta la verità in questo momento?
“Secondo me il motorsport è uno straordinario strumento di marketing e di comunicazione. Lo è sempre stato e sempre lo sarà. Dopodiché i professionisti, i manager e le Case possono avere approcci diversi, ma è indubitabile che da quando è nata l'automobile lo sia stato. Il motorsport è sempre stato uno strumento di ricerca e di sviluppo, uno strumento di comunicazione, strumento di sviluppo indispensabile per appunto portare all'estremo le esperienze nel Motorsport per poi poterle utilizzare per far sì che ricadano in parte o in tutto sui prodotti di serie. Quando parlo di ricerca di sviluppo non intendo solo sui prodotti, sulla meccanica, ma anche sulle persone. Gli stessi ingegneri che lavorano nel Motorsport si portano all'estremo, nella della loro creatività, delle loro idee. E poi come dire, possono mettere a frutto questa loro esperienza Motorsport sui prodotti di serie, quindi ricerche e sviluppo".
E dal punto di vista del marketing?
"Il motorsport è un tool eccezionale di marketing e di e di promozione del brand perché ti permette di avere visibilità, ovviamente la visibilità intrinseca del campionato a cui tu partecipi, la visibilità che tu poi sai costruire come uomo di marketing e di comunicazione attraverso tutta la comunicazione che tu vai facendo, quindi costruendo contenuti, costruendo attivazioni, costruendo filmati. Poi il Motorsport emoziona le persone, quindi l'emozione fa sì che tu crei un link ancora più diretto con il pubblico con i fan, cioè il Motorsport è sport, quindi lo sport è per definizione emozione, ti permette di rompere certe barriere, coinvolge le persone e quindi permette di entrare in contatto diretto con loro, cioè diventano non solo tuoi potenziali clienti, ma diventano tuoi fan. E nel momento in cui uno è un tuo fan, un fan del tuo brand, tu hai una relazione diretta, intensa e questa cosa è meravigliosa. Questa cosa nel mondo dell'automotive lo può fare solo il motorsport. Quindi assolutamente sì".
Lancia Ypsilon Rally4 HF
Foto di: Giacomo Rauli
"Il motorsport, è uno strumento di marketing, di comunicazione, lo devi utilizzare come tale, ma deve essere una tattica che deve legarsi perfettamente con la strategia che tu vai creando. Quindi, per esempio, per DS è stato straordinario perché era un marchio giovane che nasceva elettrificato, che aveva l'obiettivo di diventare un marchio elettrico. In 10 anni la Formula E è stata perfetta, è un caso di marketing eccezionale. Tu sostanzialmente crei un dipartimento motorsport un anno dopo la creazione di un brand. Entri in un campo, quindi usi il motorsport come promozione del tuo brand e poi lo usi anche per ricerca e sviluppo. Sai quale campionato fare perché sai già che elettrificherai il tuo brand, quindi fai l'esperienza tecnica necessaria per elettrificare il tuo marchio prima e meglio degli altri. E dall'altra parte promuovi attraverso un campionato mondiale il tuo brand. Questo è un esempio e per Lancia è la stessa cosa nel momento in cui tu decidi di accelerare il rinascimento del brand con un prodotto completamente nuovo come la Ypsilon. Scegli il motorsport e per Lancia sono i rally. Quello è il suo terreno perfetto, perché c'è la storia, perché c'è tutto".
"Quindi è naturale scegliere il Motorsport, e per Lancia scegliere i rally. Lo si sceglie per promuovere ancora di più e ancora meglio il brand e quindi tu usi questa leva di comunicazione che diventa una sorta di enorme spinta. Io penso che per rispondere fin a del tutto alla tua domanda, quasi tutti i costruttori lo sanno. Poi c'è chi ha l'autorevolezza per farlo, i mezzi tecnici e i mezzi economici per farlo. Quello che bisognerebbe fare, a mio avviso, è cercare di creare dei campionati con dei Cost Cap, riducendo sostanzialmente di molto i costi, perché tanto poi lo show non cambia in modo drastico. Poi dobbiamo fare in modo che questo limite di spesa venga rispettato. Così avremo ancora più case che vogliono partecipare al campionato e renderemo gli stessi ancora più belli e appassionanti”.
Un argomento secondo me molto attuale quello del Cost Cap, lo vediamo già attivo in alcune categorie FIA. Lancia è ripartita con una Rally4, ma cosa deve accadere nei regolamenti tecnici e sportivi per vederla tornare al vertice dei rally, ovvero nelle prime 2 categorie del WRC?
“Quello di cui abbiamo bisogno è avere le regole, cioè dobbiamo sapere come saranno fatte le Rally2 del futuro e come saranno fatte le Rally1 del futuro. Capito questo, in pochi mesi capiamo anche quanto costa farle e quanto. E poi capite le regole, possiamo creare un business plan. Creato questo, possiamo mettere sulla bilancia i costi da una parte e il valore della visibilità dall'altro e le revenue dall'altra parte. E capire se questa bilancia è una bilancia che va in positivo. Quando parlo di Cost Cup vuol dire che sostanzialmente bisogna abbassare i costi dalla da una parte della bilancia, perché così vuoi per la potenza del campionato che ti dà comunque un valore di visibilità intrinseco, vuoi per quello che tu come brand sai creare, a quel punto crei uno sbilancio positivo a favore del ritorno dell'investimento".
"Noi facciamo il motorsport e c'è un ritorno dell'investimento. Il ritorno dell'investimento è dato da una parte ai costi tecnici e logistici del farlo, dall'altra è sostanzialmente il valore della visibilità, che ha un grande significato. Questa visibilità ti porta anche sponsor, partner e via dicendo. Tutto questo chiaramente deve essere estremamente positivo. Quindi dobbiamo sapere quali sono le regole per poter fare questo genere di conti. Oggi l'unica regola certa è la Rally4. Sappiamo com'è fatta, quanto costa e tutto quanto. Ecco perché Lancia è tornata con una Rally4. L'unica cosa certa che sappiamo è il regolamento: è chiaro, è un prodotto straordinario, interessante da un punto di vista racing e da un punto di vista commerciale".
Lancia Ypsilon Rally4 HF
Foto di: Giacomo Rauli
"Però il messaggio è anche: proviamo a creare dei campionati che costino un po' meno e che abbiano un Cost Cup, dopodiché, stando al suo interno, si può fare ciò che si vuole dal punto di vista tecnico. Si deve fare un campionato con un numero finito di milioni, lasciando libera fantasia agli ingegneri, sapendo che si usa il Motorsport come strumento di promozione e quindi comunque ognuno porterà quello che sa fare. Oggi stiamo andando tutti verso l'ibrido, l'elettrico, l'elettrificato. Immagino che tutti vogliano dimostrare di saper fare quel tipo di propulsione. Ma basterebbe un Cost Cap e poi dopo di lasciare spazio a chi pensa e progetta le vetture".
"Poi la Rally2 è una macchina interessantissima perché è veloce, che ti fa vincere i campionati, diciamo locali, ovviamente il campionato europeo, che ti permette di andare fortissimo anche in WRC. Oggi, con poche Rally1 al via del Mondiale, se hai una Rally2 puoi anche arrivare in Top 10, arrivare anche a ridosso della Top5 e hai una visibilità pazzesca. E poi è un prodotto commerciale, cioè è un prodotto che vendi, è un prodotto che vendi e chi lo compra è contento, corre bene, si diverte, ha un costo chilometrico accettabile e via dicendo. È stato un capitolato estremamente furbo quello della Rally2".
Le Rally2 sono una tipologia di vettura vincente, soprattutto al giorno d'oggi. Solo che per Stellantis, quel settore, è già occupato da Citroen? La affiancherete? O andrete addirittura a sostituirla?
“Vediamo, nel senso aspettiamo di capire quali sono le regole del gioco dal diciamo a questo punto dal 2027 in poi. Aspettiamo quello, capiamo, poi facciamo un business plan e vediamo se sia fattibile o meno, se abbia senso o meno. Per ora è onestamente presto, sappiamo che le regole attuali, soprattutto sul Rally2, vanno avanti per almeno due anni, quindi sicuramente Citroen, che è già pronta, andrà avanti e farà 2025-2026, tra l'altro una macchina straordinariamente vincente. Un prodotto veramente valido”.
Passiamo alla Ypsilon Rally4. In tanti parlano della Ypsilon Rally4 come di una vettura ricarrozzata...
“La Ypsilon Rally4 è una macchina molto evoluta e con tanti componenti nuovi, quindi non è ricarrozzata. Partiamo intanto da un pianale che è diverso, nel senso che è il pianale della versione ibrida. Oggi tu hai il pianale CMP (common modular platform) nella versione elettrica, nella versione ibrida, quindi siamo partiti dalla versione ibrida, seppur poi dopo la meccanica è tutta full termica e non è che è una meccanica ibrida. Quindi siamo partiti da quel pianale che è diverso in molti dettagli rispetto all'altro, abbiamo costruito una gabbia che quindi è giocoforza diversa rispetto a quella precedente. Infatti il tutto verrà omologato il primo di gennaio 2025 e sarà omologazione Lancia Ypsilon, quindi la macchina diversa".
"La meccanica è un po' evoluta, quindi il motore è il 1.2 tre cilindri da 212 cavalli che già conosciamo ma che ha un cambio 5 marce con dei rapporti diversi rispetto alle versioni precedenti, sono leggermente più corti. Tutto il raffreddamento anteriore è modificato. La carrozzeria è diversa e quindi comunque le entrate del raffreddamento sono diverse perché abbiamo lavorato sulla parte elettronica del motore, insomma è tutta una la parte di mappa e quindi chiaramente si è voluto lavorare anche su quello. Sono circa nel contarli una trentina di componenti diversi. Oggi la Lancia Ypsilon Rally4 è la versione più evoluta e più performante delle Rally4 che ci sono sul mercato. E infatti la macchina va molto, molto bene, va molto forte. È un livello estremamente professionale, perché il pilota può realmente regolarsi gli ammortizzatori che sono gli Ohlins 3 vie e quindi farsi comunque un setup proprio, un assetto fatto per le proprie esigenze di pilotaggio, portando il proprio bagaglio di esperienza ma chiaramente anche imparando attraverso le regolazioni come gestire meglio la macchina”.
“Pensiamo che la Ypsilon Rally4 sia una macchina e una categoria molto intelligente perché fa divertire i piloti esperti, perché una macchina veloce e fa anche imparare tanto è una grande scuola per tutti i giovani rallysti che vogliono imparare, che devono imparare, ai quali suggerisco di darsi più tempo, di correre sulle Rally4 per imparare e poi fare il salto sulle altre per evitare di bruciarsi. Quindi la Rally4 è veramente una meravigliosa nave scuola, va forte, è tecnica. E come tale deve essere usata. E' chiaramente una importante evoluzione rispetto a tutto quello che c'è che c'è sul mercato, con tante cose nuove che abbiamo portato dedicate a questa vettura”.
Lancia Ypsilon Rally4
Foto di: Lancia
2025, Trofeo Lancia Rally. Una bella iniziativa e una grande opportunità. Ma qual è il fine di questo trofeo?
“Gli obiettivi sono 2. Il primo è creare una sorta di comunità di coloro che che correranno con noi in Italia. A una settimana dal lancio siamo già una quarantina di ordini, si intende che la macchina avrà un'enorme successo commerciale. Quindi ci piacerebbe in Italia provare a creare una sorta di comunità di coloro che corrono con la Lancia Ypsilon Rally4. La comunità la fai anche attraverso il trofeo, perché alla fine noi nel trofeo avremo la nostra Hospitality Lancia, nella quale i piloti possono stare con noi. Avremo i briefing, avremo i momenti di intrattenimento. Avremo Michelin che darà a tutti le indicazioni sulle gomme. Una maniera sportiva di stare insieme, quindi creare una sorta di comunità di coloro che vogliono e amano correre con noi e con la e con la nostra macchina attraverso il trofeo”.
“Dopodiché, la parte più importante e quella che vogliamo, è essere partner dei piloti, soprattutto dei piloti giovani attraverso il trofeo. Perché un conto è correre da soli all'interno del campionato, un conto è correre all'interno di una struttura che ti aiuta e ti supporta e ti premia, oltre ai premi di campionato, ti premia se sei veloce e bravo. Il nostro sarà un trofeo nel quale tu con 2.500 € di iscrizione i piloti avranno l'hospitality, il tecnico a disposizione, il servizio ricambi a disposizione, noi che siamo lì a dare dei consigli, di Michelin che lì a dare dei consigli e si avrà la visibilità che sapremo dare. La visibilità non è una cosa da trascurare, perché significa che i tuoi sponsor che metti poi sulla tua macchina avranno più visibilità rispetto a una gara normale. Questo comunque è un concetto importante, sono sicuro che i piloti venderanno questo concetto ai loro possibili sponsor”.
“Poi nel Trofeo hai un regolamento chiaro scritto che faremo rispettare severamente anche in questo caso, ed è molto importante. Quindi questo concetto di partner su tutto questo pacchetto che fa comunità ed è il primo scopo, ma fa anche partnership. E poi c'è il sistema dei premi: avremo tre categorie. E ci saranno dei premi di fine gara per ognuna delle tre categorie. Ci saranno dei premi di fine campionato per due delle tre categorie, perché poi quella categoria che esprimerà il vincitore assoluto avrà un premio per l'anno successivo, che è quello di correre nell'European Rally Championship con la Ypsilon Rally4. E qui si chiude il cerchio della partnership. Lancia elargirà dei premi in soldi e ricambi alla fine di ogni gara e alla fine e di soldi alla fine del campionato. E poi farà diventare un pilota sostanzialmente semi professionista o professionista, perché se si comincia a correre poi con i nostri colori nell'europeo in Rally4, si fa un'esperienza che per la carriera di un pilota può diventare determinante. Quindi questo penso che sia estremamente, estremamente interessante. E questo concetto di partnership ci piace molto”.
Avete già definito quale sarà il team con cui correrete nell'ERC 2026?
“Abbiamo tempo per deciderlo. Stiamo già collaborando team in via semi ufficiale. Sono chiaramente i primi team che prendiamo in considerazione per fare questo progetto e ci parleremo. Ci stiamo parlando, ci parleremo. Adesso onestamente c'è più di un anno, per cui comunque c'è tempo. Vediamo anche questo 2025 quali sono i team che lavoreranno dal nostro punto di vista meglio sulla macchina e via dicendo. E poi? E poi creeremo, creeremo la partnership”.
Lancia Ypsilon Rally4
Foto di: Lancia
Ultima domanda Eugenio e ti chiedo: quali sono le tue speranze a medio-lungo termine per Lancia Corse?
“La mia speranza è che chi di dovere creerà delle categorie, parlo di Mondiale ed Europeo, che abbiano un rapporto costi-gestione ragionevoli. Senza dimenticarci della giusta visibilità per chi partecipa. Insomma, che ci siano tutti quegli indicatori nelle dimensioni giuste per poter poi costruire un business plan che abbia senso. Questa è la mia speranza. Riformulo il concetto in maniera diversa. La mia speranza è che si riesca a creare un campionato che per valore della visibilità, numero di fan e categorie delle vetture che per costi e per tecnologie permettano a tanti costruttori un accesso facile”.
Un po', per certi versi, quello che abbiamo visto col WEC, magari non così esoso, ma perché comunque ha attirato a sé tante, tante case, quindi qualcosa avrà funzionato in quel modello, evidentemente.
“È esattamente così. Ci sono dei campionati con tanti costruttori al proprio interno. La Formula E ne ha 7, 6 se consideriamo Maserati e DS dello stesso gruppo, Stellantis, altrimenti sono 7. Il WEC quanti ne ha? 9. Quindi per certi versi possono essere così fattibili. Bisogna guardare come hanno fatto gli altri per arrivare a quel punto, ma è su quella strada che bisogna andare. Io non credo che nessuno voglia un campionato con dentro uno, forse due costruttori. Questo non porta fan. Un campionato che non ha fan, è un campionato che poi tende a distinguersi. Quindi, siccome è fattibile, siccome si può fare, facciamolo”.
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